giovedì 20 gennaio 2011

Come educare il bambino a tenere in ordine le proprie cose


Il mestiere dell'educatore è il più bello, ma certo anche il più difficile. Si tratta di fare del bambino, incline a soddisfare i suoi piccoli istinti e le sue passioni, un figlio di Dio, rifles­sivo e ragionevole, che sarà felice d'imitare suo Padre, verità, bellezza e perfezione eter­ne. Ecco un bel programma, che deve iniziare fin dalla più tenera età. Seguiamo l'esempio del nostro Angelino: mette a posto da solo i suoi giocattoli nel baule della sua camera... ed i suoi libricini sullo scaffale. Mette le sue matite ben in ordine sulla sua scrivania. La camera del nostro Angelino è molto piacevo­le, perché lui è scrupoloso ed ordinato. Potremmo dire che l'animo umano assomiglia ad una pista da sci: all'inizio, è accidentata, ineguale... ma più ci si passa sopra, più diventa liscia, al punto che ci si scivola anche senza volerlo. E' lo stesso per le nostre azio­ni: più noi eseguiamo una cosa, più ci si abi­tua, e più questa diventa facile, senza sforzo. E' stato notato che i bambini piccoli che com­mettono facilmente sciocchezze, il più delle volte sono bambini che non sono abbastanza occupati. Certamente, l'occupazione dovrà essere appropriata alla loro età! Pare che dal­l'età di 2 anni, essi possano "aiutare mamma a sistemare la camera o il baule dei giocatto­li" per poi farlo da soli "come i grandi". L'ordine nelle proprie cose ha un grande valo­re pedagogico!

Cosa implica l'ordine

Pensiamo semplicemente a quante nozioni implichi questa parola: l'ordine, è certamente assicurarsi che non ci sia niente fuori posto; è anche l'ordine nella giornata, cioè la puntua­lità, i doveri compiuti senza ritardi; è ancora l'ordine nelle relazioni con gli altri, il rispetto degli adulti, per esempio! Il bambino che ha preso l'abitudine di essere ordinato nelle pic­cole cose esteriori si dimostrerà ordinato anche nel proprio intimo, cioè nel suo caratte­re. Le due cose vanno di pari passo. Colui che tiene in ordine la propria scrivania, non lasciandovi che quello che gli occorre adesso per i suoi compiti, che tiene in ordine i suoi quaderni, puliti e curati, che tiene in ordine i suoi vestiti, il suo armadio, ecc., quello lì, molto verosimilmente, è ordinato anche nella propria anima. In ordine con se stesso, nel suo piccolo mondo personale; con gli altri, che rispetta e non farà mai aspettare; in ordine anche con Dio. I suoi pensieri non divagano, sono ordinati... a Dio! Questo s'impara poco a poco, fin dai 4, 5 anni: tutte le sue piccole cose hanno il loro posto, che lui conosce bene, al punto da poterle riconoscere al buio. I gio­cattoli ben sistemati nel baule (d'altro canto, questo è più facile quando non ce ne sono troppi), i vestiti nell'armadio, le matite nella loro scatola, i quaderni ed i libri impilati con cura, e che altro? Ci sarà il vantaggio di non irritarsi, né lui (o lei), né mamma, per ritrova­re un calzino o un compito di matematica pro­prio prima di andare a scuola, e quindi di non perdere né tempo né pazienza... Fa parte del­l'ordine anche il non aspettare che ci recla­mino le cose prese in prestito per renderle al loro legittimo proprietario, libri o compasso. "Quel che è piccolo, è piccolo; ma essere fedeli nelle piccole cose, è la cosa più grande" diceva sant'Agostino. Così abituato all'ordi­ne, il nostro piccolo cristiano (la nostra picco­la cristiana) sarà forte contro le sue cattive inclinazioni, che risultano dalla natura... dis­ordinata! Egli non sarà superficiale, incostan­te, farà il suo lavoro fino in fondo. E sarà gioioso, perché non c'è nulla che ci faccia sentire il cuore in festa come l'avere una coscienza in pace, in ordine! Diventato gran­de, gli si darà fiducia, perché irradierà intorno a sé l'ordine interiore della sua anima. Non sarà né precipitoso, né confusionario, non dimenticherà i suoi appuntamenti...

Nella pratica

Nella pratica, cosa fare? Uno psicologo ha affermato: "Ditemi qualcosa, la dimenticherò certamente; mostratemi qualcosa, me la ricor­derò senza dubbio; ma lasciatemela fare, e sarà scolpita in me." Mettete a posto con lui (o con lei) la sua camera ed i suoi giocattoli, con pazienza, fintanto che non possa farlo da solo. Non sarà subito perfetto, incoraggiatelo. Non cadete nella tentazione di sistemare al posto suo, "perché si fa prima", non avrà più il gusto del lavoro. Se necessario, rifatelo con lui, poco a poco, ci riuscirà. E con l'amore per l'ordine, avrà acquisito quello della perseve­ranza e del dominio di sé.

Le Suore della Fraternità San Pio X


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NON SCENDO DALLA CROCE Di Fulton j Sheen,vescovo

Ero uscito di casa per saziarmi di sole.Trovai un uomo che

si dibatteva nel dolore della crocifissione.Mi fermai

e gli dissi:"Permetti che ti aiuti"?Lui rispose:

Lasciami dove sono.

Non scendo dalla croce fino a quando sopra vi

spasimano i miei fratelli.

fino a quando per staccarmi

non si uniranno tutti gli uomini.

Gli dissi"Che vuoi che io faccia?"

Mi rispose:

Và per il mondo e di a coloro

che incontrerai che c è un uomo

che aspetta inchiodato alla croce.