martedì 15 settembre 2015

MESE IN ONORE DI SAN MICHELE ARCANGELO


(Onoriamo anche l’Angelo Custode con una preghiera al giorno
15 settembre

GRANDEZZA DI S. MICHELE NELL'AMORE VERSO I GIUSTI

I. Considera come S. Michele Arcangelo mostra speciale amore verso le anime giuste dimoranti in terra. Egli le dirige illuminandone la ragione e sve­gliandole dal sonno della tiepidezza. Come all'Apo­stolo Pietro, che dormiva nella prigione dov'era stato gettato da Erode, apparve l'Angelo del Signore, così al giusto, che è negligente nella preghiera, l'Ar­cangelo Michele, chiamato dalla Scrittura Angelo del Signore, si fa presente con la sua speciale pro­tezione, lo illumina e rischiara la mente, facendo­gli conoscere i pericoli dello stato di tiepidezza, ne scuote la volontà mettendogli in cuore il santo timore di Dio, lo desta dalla negligenza, perchè possa così alzarsi ed operare il bene.

II. Considera che anche il giusto, mentre vive, va soggetto agli inganni. I beni illusori di questo mondo spesso ammaliano il cuore, e la concupiscen­za corrompe a poco a poco i sensi - come dice la Scrittura. La volontà, spesso offuscata, o sceglie il male credendolo bene, o apprendendo il bene per male lo trascura. Purtroppo spesso si verifica quello che dice il Profeta: «False bilance sono nelle mani degli uomini»; lasciando i beni sempiterni si attaccano ai fallaci e momentanei beni di questa terra. S. Michele Arcangelo salva il giusto da questo disordine: ne scuote la volontà raffreddata dal tor­pore, l'accende di santo fervore e la guida nella via dei divini comandamenti. Egli che brucia della più squisita carità, di carità accende l'anima, e la ren­de sempre operosa nel bene.

III. Considera, o cristiano, che se anche ti trovi nello stato di grazia, come dovresti essere quale cristiano, hai ugualmente bisogno del favore di San Michele Arcangelo. Quanta negligenza non commetti nelle tue orazioni! Forse, sei addormentato nel fu­nesto sonno della tiepidezza! Ah! se l'Arcangelo S. Michele non viene ad illuminarti, e a scuotere il tuo cuore col santo timor di Dio, questo sonno per te sarà assai fatale: diverrà sonno di morte! Quan­te volte hai errato, seguendo i falsi giudizi della tua volontà, scambiando il male per bene! Quante volte, solleticato dalla tua concupiscenza, ti sei tro­vato immerso senza accorgertene in affetti impuri! Prega il S. Arcangelo che infiammi il tuo cuore del­la sua ardentissima carità e ti insegni a disprezzare i beni transitori di questo mondo.

APPARIZIONE DI S. MICHELE NEL MESSICO

Dopo alcuni giorni, Diego ormai ristabilito se ne andò con suo padre a rintracciare il luogo della fonte e i due da soli tolsero via la rupe che la co­priva con grande facilità, battendola da un lato, quantunque per muoverla solamente fossero neces­sarie molte persone. Ciò confermò la verità dell'ap­parizione del Glorioso Principe, ed in conformità di ciò incominciarono a diffonderne la notizia, assicurando i fedeli, che troverebbero nella santa fonte rimedio a tutte le loro infermità. Vennero molti in­fermi, ciechi, zoppi, storpi, i quali col lavarsi nel­l'acqua di quella fonte risanarono. Passati alcuni me­si, lo stesso Diego Lazzero si ammalò di nuovo di malattia mortale, e prevenne i suoi parenti, affinchè non si dessero pena perchè Nostro Signore così ave­va ordinato per dare conferma alla fede nell'acqua santa; aggiunse poi che quando lo avessero visto an­gustiato dalla infermità, gli dessero da bere quell'ac­qua senza adoperar altro rimedio, perchè tosto così sarebbe risanato. Il male talmente si aggravò che il giovane stette quattro giorni senza polso e senza parola ed i genitori per far la prova, gli diedero a bere dell'altra acqua senza che egli ne sentisse menomamente migliorato: ma tosto che bevve quel­l'acqua della santa fontana, ricuperò le forze, mi­gliorò, e riacquistò la perfetta salute. Da principio questa fontana stava sulla superficie del terreno ed aveva una piccola apertura, con poco più di mezzo braccio di profondità, in seguito successe un fatto notevole, che cioè stava in una quantità senza diffondersi, e quantunque si cavassero molti, e molti vasi di quella, pure subito si riempiva, ed arrivando all'orlo, si fermava. Poscia divenne mag­giore e più profonda, perchè i divoti scavavano la terra, per portarla alle loro case come reliquia. Giacchè si esperimentò che Iddio le aveva comunicato la medesima virtù dell'acqua miracolosa, buttandola in altra acqua e dandola agli infermi. Si è già edi­ficata una Chiesa in quel luogo, in cui si venera il S. Arcangelo, dove fa innumerevoli miracoli.

PREGHIERA

O amatissimo Arcangelo S. Michele, a Voi ricorro io che sono tiepido e freddo per chiederVi una fiam­ma del vostro fervoroso amore. Fate, o grande prin­cipe di carità, che sia lontana dal mio cuore la tie­pidezza, illuminate la mia mente con sante ispira­zioni, e con celesti attrattive dirigete la mia volontà a fuggire il peccato e ad abbracciare la virtù, che è l'unico vero bene.

SALUTAZIONE

Io V i saluto, o S. Michele; Voi che siete il divin messaggero a vantaggio delle anime giuste, soccor­retemi.

FIORETTO

Farai in questo giorno la Comunione la quale aumenta.

Preghiamo l’Angelo Custode: Angelo di Dio, che sei il mio custode, illu­mina, custodisci, reggi e governa me, che ti fui affidato dalla pietà celeste. Amen.

lunedì 14 settembre 2015

MESE IN ONORE DI SAN MICHELE ARCANGELO

  (Onoriamo anche l’Angelo Custode con una preghiera al giorno)
14 settembre

GRANDEZZA DI S. MICHELE NELLA CARITA' VERSO GLI UOMINI

I. Considera come S. Michele, tutto zelo per l'ono­re di Dio, è altrettanto tutto carità a favore degli uomini, per i quali impiega tutto il suo potere. Agli Angeli inferiori Dio, ha affidato la custodia delle persone particolari - scrive S. Girolamo, - di ma­niera che non c'è mai stato nè ci sarà mai alcuno che non goda dell'assistenza angelica: ma il glorioso Prin­cipe degli Angeli ha avuto in custodia non una o più persone solamente, ma tutti gli uomini. Egli vera­mente è il più impegnato, e il più sollecito verso il genere umano di qualsiasi altro Angelo, come scrisse S. Cesario.
Il suo impegno supera la diligenza di tutti gli An­geli, la sua carità supera lo zelo, la cura, gli affetti degli Arcangeli, dei Principati, delle Potestà, delle Virtù, delle Dominazioni, dei Troni, dei Cherubini e dei Serafini. E' vero che la cura e la diligenza degli Angeli verso gli uomini è molto intensa, tuttavia pos­siamo credere, con Ruberto Abate, che ciò si verifica maggiormente in quegli Angeli, di cui Dio ci rivelò il nome, per farci conoscere il loro singolare patro­cinio. Di questi Angeli così eccellenti però, colui che maggiormente ci ama è S. Michele, perché è il nostro massimo Principe; nostro, in quanto è addetto alla difesa degli uomini; nostro, perchè deve avvalorare le nostre preghiere e proteggerci sino alla fine del mondo.
II. Considera come tutti gli uomini sono l'oggetto della carità di S. Michele Arcangelo. Egli, come scris­se S. Pantaleone, guida coloro che errano, solleva e soccorre i caduti, difende le anime, combatte e vince i demoni, illumina ogni creatura. Quest'amore co­minciò a dimostrarlo ad Adamo stesso, infelice nostro progenitore, quando non soltanto l'indusse a far pe­nitenza del proprio fallo, ma l'istruì a lavorar la terra per procacciarsi il vitto col sudor della fronte, gl'in­segnò a vivere santamente, osservando la legge na­turale, e gli svelò i futuri misteri, come ha scritto S. Paolino di Nola. Tanto fu efficace l'insegnamento di S. Michele che Adamo non si lasciò mai più sedur­re dal Demonio nè cadde in altro male. Oh gran­de carità del celeste Principe!
III. Considera come l'amore che S. Michele Ar­cangelo nutre per l'uomo nasce dal grande amore che Egli porta a Dio. Dall'amore di Dio nasce l'a­more del prossimo. Chi ama Dio, ama anche il pros­simo che è immagine di Dio : quanto più si ama Dio, tanto maggiore carità si nutre per il prossimo. Lucifero è nemico dell'uomo, perchè è privo del­l'amore di Dio: S. Michele ché si segnalò nell'amore verso Dio, ama l'uomo con affetto maggiore di tutti gli altri Angeli. Rifletti ora, o cristiano, se il tuo cuore è fornito d'amore per il prossimo. Sei sordo ai lamenti dell'afflitto, cieco ai bisogni del poverello, duro alle lagrime degli infermi, indifferente ai mali che soffre il prossimo? Significa che il tuo cuore non brucia d'amore per Iddio. Se tu amassi Dio con tutto il cuore, non saresti insensibile ai bisogni del povero ! Se tu amassi Dio con tutte le tue forze, volentieri correresti a sollevare l'infelice che pati­sce. Ricorri perciò al primo Serafino di carità, e pre­gaLo che accenda questo divino amore nel tuo cuo­re per amare il prossimo, come comanda Gesù Cristo.
APPARIZIONE DI S. MICHELE NEL MESSICO
Nel nuovo mondo, quando colà si stabilì la Chie­sa, volle Iddio manifestare con varie apparizioni di S. Michele, che in ogni parte Egli è il Patrono della Chiesa, e che da tutti deve essere come tale ve­nerato. In un piccolo villaggio, vicino alla località che si chiama S. Maria della Natività, quattro leghe circa discosto dalla città degli Angeli, vi era un in­diano, chiamato Diego Lazzero, il quale sin da pic­colo era tenuto per virtuoso. Un giorno mentre an­dava in una processione che si faceva in quel luogo gli apparve S. Michele, e gli comandò che di­cesse, ai vicini, che in una balza ch'è fra due cèrri, molto vicina alla popolazione dove egli era nato, avrebbe trovato una fonte di acqua miracolosa per tutte le infermità, sotto una rupe molto grande; ma egli non si azzardò a dirlo, temendo che non fosse creduto. Passato qualche tempo s'ammalò d'una in­fermità così grave, che giunse in fin di vita senza più alcuna speranza. Mentre i suoi genitori con al­tri parenti stavano aspettando che spirasse, nella vigilia della Apparizione del glorioso Arcangelo, il 7 di maggio del 1631, verso la mezzanotte repenti­namente entrò nella stanza un grande splendore, come di lampo, che intimorì tutti i circostanti. Que­sti fuggirono sbigottiti, lasciando solo l'infermo per un poco; ma poichè tuttavia lo splendore perdurava presero animo, temendo che si potesse bruciare la casa, ch'era di giunchi, ed entrati di nuovo in casa, cessò lo splendore e trovarono l'infermo all'appa­renza morto. Esso, dopo appena passato un pò di tempo aprì gli occhi, e cominciò a parlare con tan­ta lena, che tutti ritennero ciò per miracolo, disse loro, che non si prendessero pena, che già stava bene, perchè gli era apparso S. Michele circondato di grandi raggi di luce, il quale gli aveva resa la sanità e l'aveva portato, senza saper come, ad una balza non molto lontana; il S. Arcangelo andava in-
nanzi con tanta chiarezza, come se fosse mezzogior­no, mentre i rami degli alberi si rompevano, i monti si aprivano per dove passava, lasciando il passo li­bero. Fermatosi nella balza, disse che sotto una gran­de rupe, che toccò con una bacchetta d'oro che ave­va in mano, stava la fonte dell'acqua miracolosa, che già gli aveva rivelato, e che manifestasse ciò a' fedeli senza timore ed indugio, altrimenti sareb­be stato gravemente castigato; la sua infermità poi era in pena della sua disobbidienza. Ciò detto si levò subito un turbine spaventoso che gli cagionò un timore grandissimo. Ma il S. Arcangelo lo rassi­curò dicendogli che non temesse ciò che facevano i nemici infernali per dispetto dei grandi benefici, che per una mano avrebbero ricevuti i fedeli di N. S. in quel luogo; perchè molti vedendo le me­raviglie che in quel luogo si sarebbero compiute, si sarebbero convertiti, avrebbero fatto penitenza dei loro peccati, e quelli che vi sarebbero andati con fede otterrebbero rimedio ai loro travagli e neces­sità, ciò detto l'Arcangelo fece piovere dal cielo una luce ancor maggiore sopra il luogo. S. Michele disse poi Diego Lazzero qual'era la virtù che Dio con la sua provvidenza Gli comunicava per la salute e ri­medio degli infermi, affinchè fosse creduto dai fe­deli, egli da solo potrebbe trasportare e levar via la rupe, che stava sopra la fonte. Con ciò disparve la visione. Diego non potè dare ragione del modo come era avvenuta la visione, ma questa era certa e vera, poichè egli fu guarito miracolosamente men­tre era in fin di vita. Del che tutti furono ripieni di meraviglia.

PREGHIERA

O primo principe di carità, benignissimo S. Mi­chele Arcangelo, a Voi ricorro io miserabile pecca­tore, e fiduciosamente Vi prego di infiammare il mio cuore di santo amore verso Dio e verso il prossimo. Fate, o potente Arcangelo, che a vostra imitazione io sia misericordioso verso il prossimo per poi tro­vare misericordia presso Dio.

SALUTAZIONE

Io Vi saluto, o S. Michele; Voi che siete il più amante e il più sollecito verso gli uomini, aiutatemi.

FIORETTO

Farai una visita a qualche inferno, o darai un'elemosi­na a chi è bisognoso.
Preghiamo l’Angelo Custode: Angelo di Dio, che sei il mio custode, illu­mina, custodisci, reggi e governa me, che ti fui affidato dalla pietà celeste. Amen. 

domenica 13 settembre 2015

MESE IN ONORE DI SAN MICHELE ARCANGELO


(Onoriamo anche l’Angelo Custode con una preghiera al giorno)
13 settembre
GRANDEZZA DI S. MICHELE NELL'AMORE VERSO GLI ANGELI
I. Considera come S. Michele Arcangelo, fattosi difensore di tutti gli Angeli, procurò loro il bene del­la fedeltà verso Dio e dell'eterna felicità. Oh quanto furono potenti quelle parole rivolte agli Angeli: - ­Quis ut Deus? - Chi è come Dio? Cerchiamo di im­maginarci quella guerra celeste: Lucifero, pieno di orgoglio per voler essere simile a Dio, seduce e trae dietro a sé una terza parte delle schiere angeliche, le quali, innalzata la bandiera della rivolta, gridano guerra a Dio, vogliamo rovesciare il suo trono. Quanti altri sarebbero stati sedotti da Lucifero e accecati dal fumo del suo orgoglio, se non fosse sorto l'Arcangelo S. Michele in loro difesa! Postosi alla testa degli An­geli, gridò ad alta voce: - Quis ut Deus? - come a dire: Attenti, non vi lasciate sedurre dall'empio dra­gone; è impossibile che la creatura divenga simile a Dio, suo Creatore. - Quis ut Deus? - Egli solo è il mare immenso delle divine perfezioni e la fonte inesausta della felicità: noi tutti siamo che un niente innanzi a Dio.
II. Considera quanto formidabile fu tale guerra. Da una parte, S. Michele con tutti gli Angeli fedeli, dall'altra Lucifero con i ribelli. S. Giovanni la chiama guerra grande: e veramente fu grande per il luo­go in cui avvenne, cioè nel cielo; grande, per la qua­lità dei combattenti, cioè Angeli che sono fortissimi per natura; grande per il numero dei combattenti che furono milioni - come dice il profeta Da­niele; - grande, finalmente per il motivo. Essa non era stata suscitata per un puntiglio, come le guerre umane, ma per sbalzare Dio stesso dal suo trono, per misconoscere il Divin Verbo nella futura Incarna­zione - come dicono alcuni Padri. - O guerra vera­mente terribile! Si viene al conflitto. S. Michele Ar­cangelo, duce degli Angeli fedeli, assale Lucifero, lo abbatte, lo vince. Lucifero e i suoi seguaci, sbalzati da quelle beate sedi piombano qual fulmine negli abissi. Gli angeli di S. Michele si sentono salvi e dànno a Dio omaggio e benedizione.
III. Considera come una tal guerra cominciata da Lucifero nel cielo non è terminata: egli continua a combattere contro l'onore di Dio qui in terra. In cielo sedusse molti Angeli; quanti uomini seduce e trae nella perdizione ogni giorno in terra? Ne tragga sa­lutare timore il buon cristiano e rifletta che Lucifero, è un nemico che conosce tutte le arti di nuocere, sem­pre in giro qual leone affamato per predare le anime! Bisogna star sempre vigilanti, come esorta S. Pietro, e respingere con coraggio le sue tentazioni. Chissà quante volte sei stato avvolto anche tu nella sua rete! quante volte ti sei fatto sedurre! quante volte, com­piacendoti in cuore della tentazione, ti sei ribellato a Dio! Forse anche ora ti trovi tra i lacci del demo­nio e non sai svincolartene! Ma ricordando che gli An­geli del cielo guidati da S. Michele Arcangelo non furono sedotti da Lucifero, mettiti sotto il suo patro­cinio - come dice S. Pantaleone - e sarai vincitore del demonio, perchè Egli ti darà tanto vigore da superare tutte le aggressioni del nemico.
APPARIZIONE DI S. MICHELE IN ALVERNIA
Il Monte della Verna è rimasto celebre per le apparizioni di S. Michele. Ivi si ritirò S. Francesco d'Assisi per attendere meglio alla contemplazione ad imitazione di nostro Signore Gesù Cristo il qua­le si recava solo sui monti a pregare. E poichè San Francesco si domandava se veramente quelle im­mense fenditure che si vedevano fossero avvenute nella morte del Redentore, apparendogli S. Michele di cui era devotissimo, venne assicurato che era vero quello che per tradizione si diceva. E poichè San Francesco con questa credenza frequentemente an­dava a venerare quel santo luogo, avvenne che men­tre colà in onore di S. Michele stava facendo devo­tamente la sua Quaresima, nel giorno dell'Esalta­zione della S. Croce gli apparve il medesimo S. Ar­cangelo in forma di Serafico alato Crocifisso, e do­po avergli impresso nel cuore un serafico Amore, lo segnò colle sacre Stimmate. Che quel Serafino fosse stato S. Michele Arcangelo, lo indica come co­sa molto probabile S. Bonaventura.
PREGHIERA
O potentissimo difensore degli Angeli, glorioso S. Michele, a Voi ricorro-io, che mi vedo sempre assediato dalle insidie del nemico infernale. La guerra che egli muove all'anima mia è terribile, difficile e continua: ma più forte è il vostro braccio, più potente la vostra protezione: sotto lo scudo del vostro patro­cinio mi rifugio, o amabile protettore, con la più viva speranza di vincere. Deh, amorosissimo Arcangelo, difendetemi ora e sempre, ed io sarò salvo. (…)
SALUTAZIONE
Io Vi saluto; o S. Michele: Voi che con i Vostri An­geli non cessate notte e giorno di combattere contro il demonio, difendetemi.
FIORETTO
Farai una visita alla Chiesa di S. Michele, pregandoLo di accoglierti sotto la sua protezione.
Preghiamo l’Angelo Custode: Angelo di Dio, che sei il mio custode, illu­mina, custodisci, reggi e governa me, che ti fui affidato dalla pietà celeste. Amen.

giovedì 10 settembre 2015

Preghiera per chi soffre di depressione


Conforta la tua anima con questa preghiera nata dalla devozione di Santa Teresina del Bambin Gesù alla Vergine del Sorriso.
Santa Teresina del Bambin Gesù ha raccontato di essere stata guarita, quando era bambina, da quella che oggi verrebbe probabilmente diagnosticata come una sindrome di attacchi di panico. Venne curata dal sorriso della Vergine. La santa scrisse:
“13 maggio 1883, festa di Pentecoste. Dal letto, ho girato lo sguardo verso l’immagine di Nostra Signora e… All’improvviso la Santissima Vergine mi è sembrata bella, così bella che non avevo mai visto nulla di simile, il suo volto emanava una bontà e una tenerezza ineffabili, ma ciò che è calato profondamente nella mia anima è stato il ‘sorriso incantevole della Santissima Vergine’. In quel momento tutte le mie pene se ne sono andate, due grosse lacrime sono sgorgate dalle mie palpebre e mi sono scivolate sul volto. Erano lacrime di pura gioia… Ah, ho pensato, la Santissima Vergine mi ha sorriso, sono felice… (…) È stato a causa sua, delle sue intense preghiere, che ho ricevuto la grazia del sorriso della Regina del Cielo…”.
Chiamò questa immagine “Vergine del Sorriso”, e l’invocazione iniziò con i suoi familiari. In seguito, portò la devozione al Carmelo di Lisieux. Alla fine venne diffusa in tutti gli ordini carmelitani e si propagò nel mondo. Molte persone hanno ottenuto la guarigione dalla depressione e da altre malattie dell’anima, come Teresina, attraverso questa devozione.

PREGHIERA ALLA VERGINE DEL SORRISO

O Maria, Madre di Gesù e madre nostra,
che con un chiaro sorriso vi siete degnata di consolare
e curare vostra figlia Santa Teresina del Bambin Gesù dalla depressione,
restituendole la gioia di vivere
e il senso della sua vita in Cristo Risorto,
guardate con affetto materno tanti
figli e figlie che soffrono di depressione,
disturbi e sindromi psichiatriche e mali psicosomatici.
Gesù Cristo curi e dia senso alla vita di tante persone
la cui esistenza a volte è deteriorata.
Maria, il vostro bel sorriso non lasci che
le difficoltà della vita oscurino la nostra anima.
Sappiamo che solo vostro figlio Gesù può soddisfare
le ansie più profonde del nostro cuore.
Maria, attraverso la luce che sboccia dal vostro volto
traspare la misericordia di Dio.
Il vostro sguardo ci accarezzi e ci convinca che
Dio ci ama e non ci abbandona mai,
e la vostra tenerezza rinnovi in noi l’autostima,
la fiducia nelle nostre capacità,
l’interesse per il futuro e il desiderio di vivere felici.
I familiari di quanti soffrono di depressione
aiutino nel processo di guarigione, non considerandoli mai
attori della malattia con interessi di comodo,
ma li valorizzino, li ascoltino, li comprendano e li esortino.
Vergine del Sorriso, ottenete per noi da Gesù la vera cura
e liberateci da sollievi temporanei e illusori.
Curati, ci impegniamo a servire con gioia,
disposizione ed entusiasmo Gesù come discepoli missionari,
con la nostra testimonianza di vita rinnovata.
Amen.


MESE IN ONORE DI SAN MICHELE ARCANGELO

   (Onoriamo anche l’Angelo Custode con una preghiera al giorno)

10 settembre

GRANDEZZA DI S. MICHELE NELLA CARITA' VERSO IL PROSSIMO

I. Considera che Dio è carità, e che di carità arde chi a Lui si avvicina. L'Arcangelo S. Michele che fra i beati Spiriti è il più vicino a Dio, dev'es­sere anche il più ardente in amore. E come Dio è tutto amore per l'uomo, così l'Arcangelo Michele è tra gli Angeli quello che più ama il genere uma­no. La Santa Chiesa ce lo rappresenta qual con­tinuo intercessore per gli uomini presso Dio, sem­pre sollecito ad implorare con le sue preghiere dal­l'Agnello Divino pietà e perdono. E la sua preghiera non è sterile o infruttifera, ma ottiene tali e tante grazie per chi prega, che li conduce al regno dei Cieli. Oh amore grande del S. Arcangelo! Egli che è beato nella visione di Dio, si rivolge tuttavia a guardare l'uomo infelice: si commuove di tene­rezza, e non cessa di pregare per l'uomo.
II. Considera come l'Arcangelo Michele non solo prega continuamente per l'uomo, ma per l'altissimo grado di cui gode in cielo, raccoglie ed avvalora le preghiere di tutti i beati a vantaggio dei miseri mor­tali. S. Giovanni nell'Apocalisse Lo vide vicino al­l'Altare del Tempio della celeste Gerusalemme con in mano un dorato incensiere: molti aromi ed incensi venivano a Lui offerti perchè li bruciasse innanzi al Tempio di Dio. L'incenso è simbolo della preghiera, come spiega lo stesso S. Giovanni. Il dorato incensiere è la dignità di Michele, che è tanto accetto a Dio, da porgerGli le raccomandazioni dei Santi, e da Avvalorare le loro preghiere a bene­ficio degli uomini. Ecco perchè la Chiesa, nell'of­frire sotto il simbolo dell'incenso le nostre preghiere a Dio durante la Santa Messa invoca la intercessione di S. Michele Arcangelo, al quale affida an­che il glorioso incarico di presentare a Dio il Sa­crificio dell'Angelo Immacolato.
E' più facile - dice S. Pantaleo - numerare le stelle del cielo, o l'arena del mare, che cantare i be­nefici tratti dalla grande carità di S. Michele. Im­para, o cristiano, dall'Arcangelo S. Michele ad amare il tuo prossimo con i fatti e non con le sole parole; abbi per certo che la più piccola opera di carità fatta al prossimo non sarà senza mercede in Cielo.
Consolati, o cristiano, che nel Cielo hai questo Arcangelo, che assai meglio di Geremia prega molto per te.
III. Considera come la vera carità non si contenta di parole, ma vuole opere. Tale è l'insegnamento dell'Apostolo S. Giovanni.
Le vere prove della carità verso il prossimo sono le opere di beneficenza. Oh quanto più grande si ma­nifesta la carità di S. Michele, se si attende alle grazie che ha sempre dispensato e non cessa di di­spensare! Molti angeli furono da lui salvati; Adamo, dopo la caduta, fu animato da Michele a piangere la sua colpa, a lavorare la terra, e non più ricadere in peccato; da Michele fu avvertito Noè di eccitare i popoli alla penitenza. Frutto della carità dell'Ar­cangelo Michele fu il passaggio del Mar Rosso da parte degli Ebrei fuggenti dinanzi al Faraone e la manna che quotidianamente pioveva dal cielo nel deserto ad alimentare il popolo di Dio.
Che dire poi delle grazie fatte da Michele ai fedeli della nuova legge?
APPARIZIONE DI S. MICHELE NELLA SPAGNA
A motivo di un'altra apparizione, fu edificato in onore di S. Michele in insigne Romitorio, che poscia divenne Chiesa Patriarcale di Ontinente nel regno di Valenza. Certo è che grande è stata la protezione che questo sublime Spirito ha esercitato su quel re­gno e su quella città, come ne fa fede il suo istorico Escolano, il quale dice «E' degno di considerazione che S. Michele fu quel­lo che pose fine ai Mori nella nostra città, come fu egli stesso che aveva dato inizio alla loro distruzione. quando ti Re D. Giacomo si impadronì della loro terra ai vespri della festa di S. Michele. Invero essendo restata una gran contrada di Valenza co­me abitazione dei Mori, dopo la loro conquista, l'an­no 1521, stando ivi giocando alcuni fanciulli cristia­ni nel giorno di S. Michele, mossi da una divina ispi­razione, presero un quadro del Santo Arcangelo, e congiungendosi con loro altra gente, con grandi ac­clamazioni lo portarono alla Moschea de' Mori, i quali non ebbero ardire di far loro resistenza. Gri­darono allora quei fanciulli « Viva S. Michele; Viva S. Michele, e la fede di G. C. », e così dicendo lo posero in quel luogo, dove il giorno di S. Dionigio si disse la Messa. Da ciò prese occasione Vincenzo Perez per spingere quei Mori a farsi Cristiani, così infatti avvenne. I Mori si battezzarono tutti, e la Moschea fu consacrata, e divenne Parrocchia».

PREGHIERA

O benefico Principe degli Angeli, glorioso San Michele, alla vostra carità ricorro io, miserabile pec­catore, ed il vostro potente aiuto imploro per sal­vare l'anima mia. Pregate per me, soccorretemi in vita e specialmente in morte, donandomi forza a vin­cere il demonio. Sancte Micheel Archangele, defende me in praelio, ut non peream in tremendo iudicio.

SALUTAZIONE

Io Vi saluto, o Arcangelo Michele, che siete il mio aiuto in tutte le mie necessità.

FIORETTO

Farai un'elemosina ad un povero di Cristo.
Preghiamo l’Angelo Custode: Angelo di Dio, che sei il mio custode, illu­mina, custodisci, reggi e governa me, che ti fui affidato dalla pietà celeste. Amen. 

mercoledì 9 settembre 2015

MESE IN ONORE DI SAN MICHELE ARCANGELO


(Onoriamo anche l’Angelo Custode con una preghiera al giorno)
9 settembre
GRANDEZZA DI S. MICHELE NELL'AMORE VERSO LA SS. MADRE DI DIO
I. Considera, come S. Michele non amò soltanto la Santissima Trinità, ma fu anche amantissimo della Madre di Dio: Maria Vergine. Egli L'amò fin da quando fu creato. Dio, infatti, La mostrò a lui e a tutti gli altri angeli in spirito, rivelando il futuro mistero della Incarnazione del Verbo. Non volle Lu­cifero riverire una donna che era inferiore alla sua nobilissima natura, e ricusò riconoscerLa per una so­vrana. Ma sorse S. Michele Arcangelo a difendere l'onore della futura Madre di Dio: cacciò Lucifero dal Cielo, e con tutti gli Angeli fedeli riconobbe ed adorò la gloriosa Madre del futuro Redentore.
II. Considera quanto fu grande l'affetto di San Michele verso la SS. Vergine nel tempo della sua vita in questa terra. Quando giunse la pienezza dei tempi, Dio si compiacque di mandare al mondo l'au-­gusta sua Madre: fu allora che il glorioso Principe degli Angeli S. Michele, - secondo una pia rive­lazione privata - prendendo dalle mani creatrici di Dio la purissima anima di Maria tutta risplen­dente di grazia, scese a portarla nel seno di S. An­na. Egli la custodì poi nella sua Concezione, e non permise che il dragone infernale la macchiasse con la colpa originale. Quando Maria raggiunse l'infan­zia, La protesse nel suo viaggio al Tempio dove emise il gran voto di Verginità, come Dio Le aveva ispi­rato, Pensa inoltre, o anima mia, a tutti i servizi che il S. Arcangelo prestò alla sua gran Regina du­rante la dimora nel Tempio! Quanti misteri le sve­lò! Come assisteva alle sue fervorosissime orazioni, che poi raccoglieva e presentava al Trono di Dio!
III. Considera come il grande amore di S. Mi­chele Arcangelo verso la S. Vergine si segnalò nella beata morte e gloriosa Assunzione di Lei al Cielo. Egli ne accolse l'anima, e la presentò al cospetto di Dio, perchè a lui è affidato il ministero di presen­tare le anime. Con innumerevoli legioni di an­geli La salutò ed adorò quale Regina dei cieli e della terra, Madre dell'eterno Signore, Tabernacolo della Santissima Trinità. Apprendi da tali esempi del glo­rioso Principe degli Angeli a nutrire un amor fi­liale verso la Divina Madre, e a praticare una devo­zione tenera, costante e sincera verso la Regina degli Angeli. Sappi però che ama veramente Maria chi si sforza di non offender mai Gesù, che è il frutto benedetto del Suo seno, e chi attende ad acquistare le virtù, che rifulsero nella beata Vergine. Cerca di prendere a modello del tuo vivere la vita illi­bata di Maria, e specialmente la sua purezza ed umiltà, e sarai particolarmente protetto da San Michele.
APPARIZIONE DI S. MICHELE NELLA SPAGNA
Celebre fu l'apparizione nel Regno di Navarra, come lo testifica la Chiesa di S. Michele di Eccelsi, edificata sulla cima di una montagna altissima, ra­mo de' Pirenei chiamata dalla gente del luogo Aralar, alle cui falde scorre il fiume Araia verso la valle Araquil; l'erezione di questo tempio è dovuta all'ap­parizione in quel luogo dell'Arcangelo S. Michele ad un cavaliere della città di Gonni. Questo avvenne al tempo dei mori, quando entrarono a devastare la Spagna. Alla consacrazione di questo tempio in­tervennero sette Vescovi. Volle il Serafino Arcan­gelo in quella gran calamità di Spagna offrirsi a protettore e Patrono ancor prima che S. Giacomo fosse per come tale invocato dagli spagnoli.
PREGHIERA
Amatissimo principe, glorificatore della SS. Ver­gine, Madre di Dio, Maria, Vi adoro, Vi lodo, Vi be­nedico e Vi prego di ottenermi un filiale affetto verso sì cara Madre. Voi che La serviste fedelmente, im­petratemi da Lei che è Regina e la Madre delle grazie, di essere pur io nel numero dei suoi servi. Questa grazia mi darà la certezza, di potermi tro­vare un giorno con gli Angeli nel cielo a vedere Dio, godere di Maria SS. e glorificarLa in eterno.
SALUTAZIONE
Io Vi saluto, o S. Michele, difensore del Trono della Madre di Dio.
FIORETTO
Reciterai nove Ave Maria alla SS. Vergine, Regina dei nove Cori degli Angeli, e tre Gloria Patri in onore di S. Michele Arcangelo.
Preghiamo l’Angelo Custode: Angelo di Dio, che sei il mio custode, illu­mina, custodisci, reggi e governa me, che ti fui affidato dalla pietà celeste. Amen.

NON SCENDO DALLA CROCE Di Fulton j Sheen,vescovo

Ero uscito di casa per saziarmi di sole.Trovai un uomo che

si dibatteva nel dolore della crocifissione.Mi fermai

e gli dissi:"Permetti che ti aiuti"?Lui rispose:

Lasciami dove sono.

Non scendo dalla croce fino a quando sopra vi

spasimano i miei fratelli.

fino a quando per staccarmi

non si uniranno tutti gli uomini.

Gli dissi"Che vuoi che io faccia?"

Mi rispose:

Và per il mondo e di a coloro

che incontrerai che c è un uomo

che aspetta inchiodato alla croce.