venerdì 13 dicembre 2013

IL GESÙ BAMBINO DI GLONN IN BAVIERA

O Mamma, io corro verso la tua immagine,
il tuo sguardo è come uno scudo raggiante.

Tu sei la Madre che tutto comprende,
ed invano nessuno t’invoca.
Tu il dono che a noi il tuo morente Figlio lasciò,
Il Suo Cuore era pieno d’Amore, nonostante il peccato e le beffe.

Perciò sei per l’anima il pegno più santo,
e a chi giunge smarrito tu porgi la mano.

Tu conosci questa terra e ogni suo bisogno:
preservaci, o Madre, dalla morte eterna.

Abbi di noi pietà: orsù, china il tuo sguardo,
aiutaci a trovare la Grazia, cambia il nostro destino.

Tu Rifugio dei peccatori, oh celeste Ornamento,
dona amore a Gesù e a noi la tua Purezza.

Tu mi guidi per le vie da Dio stabilite,
sei tu la Madre mia ed io il tuo bimbo.

E se anche si fa buio, non avrò paura,
perché davanti alla tua immagine, lì ritorna la Luce.

giovedì 12 dicembre 2013

RACCONTO DI NATALE-LA PECORA NERA



C'era una volta una pecora diversa da tutte le altre.
Le pecore, si sa, sono bianche; lei invece era nera, nera come la pece. Quando passava per i campi tutti la deridevano, perché in un gregge tutto bianco spiccava come una macchia di inchiostro su un lenzuolo bianco, alcune dicevano : «Guarda una pecora nera! Che animale originale; chi crede mai di essere? »
Altre compagne pecore le gridavano dietro: «Pecora sbagliata, non sai che le pecore devono essere tutte uguali, tutte avvolte di bianca lana?» La pecora nera non ne poteva più, quelle parole erano come pietre e non riusciva a digerirle.
E così decise di uscire dal gregge e andarsene sui monti, da sola: almeno là avrebbe potuto brucare in pace e riposarsi all'ombra dei pini. Ma nemmeno in montagna trovò pace. ... «Che vivere è questo? Sempre da sola!» Una sera, vide lontano una grotta illuminata da una debole luce e disse : «Dormirò là dentro » e si mise a correre. Correva come se qualcuno la attirasse. Una voce appena fu entrata le domandò : «Chi sei?» rispose la pecora nera : «Sono una pecora che nessuno vuole: una pecora nera! Mi hanno buttata fuori dei gregge».
La voce continuò : «La stessa cosa è capitata a noi ! Anche per noi non c'era posto con gli altri nell'albergo. Abbiamo dovuto ripararci qui, io Giuseppe e mia moglie Maria. Proprio qui ci è nato un bel bambino. Eccolo!». La pecora nera era piena di gioia.
Prima di tutte le altre poteva vedere il piccolo Gesù e disse : «Avrà freddo; lasciate che mi metta vicino per riscaldarlo!». Maria e Giuseppe risposero con un sorriso. La pecora si avvicinò stretta stretta al bambino e lo accarezzò con la sua lana.
Gesù si svegliò e le bisbigliò nell'orecchio: «Proprio per questo sono venuto: per le pecore smarrite!». La pecora si mise a belare di felicità.

Lo Specchio rotto



Uno specchio cadde e si ridusse in tanti minuscoli frammenti.

Tutti finirono in un mucchio di rifiuti e naturalmente cominciarono a lagnarsi del loro crudele destino.

«Ahi noi! Che fine infame!», si lamentavano.
«Eravamo il riflesso di volti graziosi e sorrisi attraenti!
Ora invece!». «Chi ci spolvererà?».

«Chi ci laverà con il detersivo profumato?».

I pezzetti di specchio caddero in una profonda depressione.

Ma un giorno, la mano paffuta di una bambina afferrò uno dei frammenti e cominciò a giocarci.
Catturò un po' di sole e lo diresse in una fessura del muro, scoprendo che là viveva un minuscolo fiorellino azzurro.
Le sembrò che tremasse di felicità.
Raccolse un altro raggio di sole e lo inviò nello scantinato buio dove lavorava Giovanni il calzolaio. Giovanni sorrise.

La bambina continuò fino a sera divertendosi a illuminare gli angoli bui dove il sole non brillava mai:
buche profonde, crepacci, ripostigli….

A cena il papà le chiese:
«Che cosa hai fatto, oggi?»,

la bambina rispose: «Ho inventato un gioco bellissimo!».

Il nostro “sole” è Cristo e illuminare i recessi più oscuri del cuore umano riflettendo la Sua luce è il gioco più bello della vita.

lunedì 9 dicembre 2013

DEVOZIONE DELLE MILLE AVE MARIA ALLA MADONNA


La devozione delle Ave Maria risale a S. Caterina da Bologna. La Santa era solita recitare mille Ave Maria la notte del Natale. Nella notte del 25 dicembre 1445 era assorta nella contemplazione dell'ineffabile mistero e nella sua pia pratica. Quando le apparve la Vergine SS., che le porse il Bambino Gesù, Caterina lo intrattenne fra le sue purissi­me braccia - come lei stessa si esprime - per lo spazio di una quinta parte di un'ora... 
A ricordo del prodigio, le figlie della Santa nel Monastero del Corpus Domini, ogni anno, nella notte santa, ripetono le mille Ave Maria, devozio­ne entrata ben presto nella pietà dei fedeli. A rendere più facile il pio esercizio, le mille Ave Maria vengono recitate - quaranta ogni giorno - nei 25 giorni che precedo­no il Santo Natale, dal 29 novembre al 23 dicembre. 
Il ripetersi del saluto angelico alla Vergine SS. con la meditazione del mistero riuscirà, per le ani­me devote, preparazione efficace al Santo Natale.
 Nel nome del Padre, e del Figlio, e dello Spirito Santo. Amen. Ad imitazione di S. Caterina loderemo la gran Madre di Dio per il suo sacro parto, con queste quaranta salutazioni angeliche per otte­nere da lei protezione in vita ed assistenza nella morte, affinché da questa terra di pellegrinaggio possiamo giungere agli eterni luoghi del Paradiso.
 PRIMA DECINA - In primo luogo, recitando dieci Ave Maria, ed altrettante benedizioni, considereremo l'ineffabile mistero della Incarnazione del Verbo, e la gran dignità della Vergine nell'essere stata eletta Madre dell'Altissimo. Ave Maria... Sia benedetta, o Maria, l'ora nella quale fosti scelta come Madre di Dio. 
SECONDA DECINA - In secondo luogo, recitando dieci Ave Maria, ed altrettante benedizioni, mediteremo l'umiltà del re del cielo, che elesse una vile abitazione per il suo Natale, e la gioia che ebbe Maria nel vedere l'unigenito del Padre da lei nato nel presepio. Ave Maria... Sia benedetta, o Maria, l'ora nella quale divenisti Madre del Figliuol di Dio.
 TERZA DECINA - In terzo luogo, recitando dieci Ave Maria ed altret­tante benedizioni, attentamente ci ricorderemo della perfetta diligenza di Maria Vergine, quando adempì gli uffici di Marta e di Maddalena, nel con­templare il suo figliuolo Redentore a servizio ed assisterlo ancora tenero bambino. Ave Maria... Sia benedetto, o Maria, il primo palpito materno che provasti per il Figliuol di Dio. QUARTA DECINA - In quarto luogo, recitando dieci Ave Maria, ed altrettante benedizioni, considereremo la grande riverenza, con la quale Maria, più al cuore, che al seno, abbracciava, stringeva, baciava e adorava il suo e nostro Dio, fatto uomo per nostro amore. Ave Maria... Sia benedetto, o Maria, il primo bacio che desti al Figliuol tuo e Figlio di Dio.
 L’ULTIMA SERA (23 DICEMBRE): Sia lode per sempre a Dio, poiché ad imitazione della nostra Santa, abbiamo compiuto questo devoto eserci­zio: e preghiamo la Regina degli Angeli che, come frutto particolare, si degni essa, la Madre di Gesù e Madre nostra, di ottenerci, in vita, un vero pentimento dei nostri peccati, e la etema salvezza dell'anima, alla nostra morte. PREGHIAMO: O Dio, concedi a noi tuoi fedeli di essere sostenuti dall'intercessione di Santa Caterina, dalle cui virtù noi siamo attratti lieti verso i tuoi misteri.

Preghiera alla madonna di Guadalupe



(da recitare ogni 9 del mese)

Vergine Immacolata di Guadalupe, Madre di Gesù e Madre nostra, vincitrice del peccato e nemica del demonio, Tu ti manifestasti sul colle Tepeyac in Messico all'umile e generoso contadino Giandiego. Sul suo mantello impri­mesti la Tua dolce Immagine come segno della Tua presenza in mezzo al popolo e come garanzia che avresti ascoltato le sue preghiere e addolcito le sue sofferenze. Maria, Madre amabilissima, noi oggi ci offriamo a te e con­sacriamo per sempre al tuo Cuore Immacolato tutto quanto ci resta di questa vita, il nostro corpo con le sue miserie, la nostra anima con le sue debolezze, il nostro cuore con i suoi affanni e desidèri, le preghiere, le sofferenze, l'agonia. O Madre dolcissima, ricòrdati sempre dei tuoi figli. Se noi, vinti dallo sconforto e dalla tristezza, dal turbamento e dall'angoscia, dovessimo qualche volta dimenticarci di te, allora, Madre pietosa, per l'amore che porti a Gesù, ti chiediamo di proteggerci come figli tuoi e di non abbandonarci fino a quando non saremo giunti al porto sicuro, per gioire con Te, con tutti i Santi, nella visione beatifica del Padre. Amen.

Salve Regina



AMA



Più si ama, meno si osserva dall'alto. Più si ama, meno si giudica. Più si ama, più si perdona. Più si ama, più si ascolta e meno si parla. più si ama e più si diventa roccia, appoggio, sicurezza per l'altro. Più si ama, più si è veri!
(S.Agostino)


UNA STORIA VERA


Un sacerdote fu chiamato, nel dicembre del 1945 ad assistere una donna moribonda. Ella si confessò e gli consegnò una lettera di dodici fogli affinché la rendesse pubblica e la facesse conoscere a tutte le madri di famiglia. In essa diceva che si era sposata nel 1914 con un buon uomo e che aveva avuto una bambina, ma non aveva voluto avere altri figli ed aveva abortito sette volte.
Una notte udì una voce che le diceva: «Mamma, Mamma». Questo accadde diverse volte, finché una notte le dissero: «Siamo noi, mamma, i figli che tu hai abortito e che non hai voluto avere». E vide sette lucine intorno a sé. Si confessò e volle riparare il suo peccato, adottando sette bambini pagani, che fece battezzare ed educare in un istituto missionario. I bambini non tornarono più a farsi sentire da lei, poiché sentirono che erano stati accolti dalla loro madre come parte della famiglia.

PADRE ANGEL PENA



NON SCENDO DALLA CROCE Di Fulton j Sheen,vescovo

Ero uscito di casa per saziarmi di sole.Trovai un uomo che

si dibatteva nel dolore della crocifissione.Mi fermai

e gli dissi:"Permetti che ti aiuti"?Lui rispose:

Lasciami dove sono.

Non scendo dalla croce fino a quando sopra vi

spasimano i miei fratelli.

fino a quando per staccarmi

non si uniranno tutti gli uomini.

Gli dissi"Che vuoi che io faccia?"

Mi rispose:

Và per il mondo e di a coloro

che incontrerai che c è un uomo

che aspetta inchiodato alla croce.