lunedì 13 gennaio 2014

CORONCINA PER QUESTI TEMPI PARTICOLARI CHE STIAMO VIVENDO.



Inizia con una Salve Regina ed un Pater, Ave, Gloria. Seguono tre Eterno Riposo, un Angelo di Dio e tre Gloria alla Santissima Trinità.


SUI GRANI GROSSI, SI DICE: ”Dio, per i nostri baci e slanci d’Amore che Ti vogliamo offrire come olocausto d’amore per la conversione dei peccatori e ci proponiamo di dare a Gesù e Maria Santissima, moltiplica, secondo la tua Sapienza e Bontà, ogni nostro bacio e slancio d’amore per la salvezza dell’intera umanità”.

SUI GRANI PICCOLI: “Invia in tutti i tabernacoli del mondo, dove c’è Gesù, i demoni affinché siano allontanati dagli uomini e giudicati da Gesù e Maria e possa trionfare al più presto il Regno di Dio nel cuore di tutti gli uomini”.

Si conclude con tre Salve Regine.

Catechesi sul sacramento del matrimonio


" Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne" ( Gn 2, 24).
 Oggi parleremo del sacramento del matrimonio , che è il vincolo di unione tra la coppia e Dio , poiché questo sacramento è una consacrazione a Dio il quale ha creato l'uomo e la donna per amore e per creare la famiglia che è la " comunità di tutta la vita " come dice il catechismo della chiesa cattolica al numero 1601 .
" Il patto matrimoniale con cui l'uomo e la donna stabiliscono tra loro" la comunità di tutta la vita", per sua natura ordinata nel bene dei coniugi e alla procreazione e educazione della  prole , tra i battezzati è stato elevato da Cristo Signore alla dignità di sacramento " .
Qui abbiamo già visto la funzione che ha questo sacramento , che come tutti i sacramenti svolgono una sola cosa ed è quella di condurre l'uomo e la donna alla vita eterna e alla salvezza eterna e questo sacramento , come tutti gli altri sacramenti è un sacramento " fonte di vita" , perché l'unione tra l'uomo  e la donna , attraverso il sacramento del matrimonio , procrea e genera altra vita , voluta da Dio , ma oggi c'è da notare un dato di fatto , visto che oggi si vive in una società dove tutto è lecito compreso il convivere senza sposarsi e questo possiamo definirlo un " attentato alla sacramentalità" del matrimonio che oggi in molte famiglie non viene ben vissuto e ben visto.
Dico che non viene  ben vissuto , perché oggi tra la coppia non regna più l'amore l'uno per l'altro , accogliendosi a vicenda l'un l'altro e questo è un primo dato di fatto  che porta all'annullamento del matrimonio perché è un matrimonio senza amore tra la coppia  è nullo e prima o poi la coppia crolla e succede che si separano  e nel peggior dei casi divorziano , e poi le conseguenze diventano disastrose , specialmente se c'è dimezzo il fatto che uno dei due ha tradito l'altro e a pagarne le pene sono i figli che soffrono terribilmente nel vedere che i loro genitori si lasciano e divorziano .
Dico non viene ben visto poiché a volte i matrimoni vengono fatti per interessi economici , basti vedere i vip che si sposano in chiesa e poi dopo alcuni mesi si separano e questo fatto la dice tutta .
Il matrimonio è una consacrazione totale a Dio ed è una cosa seria e il catechismo della chiesa cattolica dice così " Dio che ha creato l'uomo e per amore , lo ha anche chiamato all'amore , vocazione fondamentale e innata di ogni essere umano . Infatti l'uomo è creato ad immagine e somiglianza di Dio che è Amore . Avendo Dio creato uomo e donna , il loro reciproco amore diventa un'immagine dell'amore assoluto e indefettibile con cui Dio ama l'uomo . E cosa buona, molto buona agli occhi del Creatore .
E questo amore che Dio benedice è destinato ad essere fecondo e a realizzarsi nell'opera comune della custodia della creazione " Dio li benedisse e disse siate fecondi e moltiplicatevi , riempite la terra e soggiocatela"( Gn 1,28). in conclusione aggiungo che tra la coppia ci dev'essere molto amore perchè l'amore viene da Dio . La prossima catechesi sui sacramenti sarà sull'ordine sacro  e concludiamo il ciclo delle catechesi sui sette sacramenti

Fratel Emanuele Di Luzio 

domenica 12 gennaio 2014

IL MIO NUOVO BLOG SULLA CUCINA

Ciao a tutti. Date un'occhiata a Fiabe da mangiare il mio nuovo blog di ricette , grazie
http://olintoblog.blogspot.it/

giovedì 2 gennaio 2014

PREGHIERA


“Madonnina bella e buona, sei la Mamma che perdona, sei la Mamma che mi dice: ama Me e sarai felice"



PREGHIERA CONTRO SATANA E GLI ANGELI RIBELLI




 -Recita tutti i giorni dalle 21 alle 23 con
approvazione ecclesiastica
( Foto Medaglia Crocifisso– San Benedetto da
Norcia )

Signore Gesù vero Dio e vero uomo, nato dalla
vergine Maria, crocefisso, morto e risorto per
noi per la nostra salvezza, presente in tutti i
tabernacoli del mondo,
noi ti preghiamo di scacciare Satana e gli altri
spiriti maligni presenti in questa casa…
Ricacciali nell’inferno luogo loro destinato
perché ribelli a Dio.
Vergine del Santo Rosario, proteggi i tuoi devoti
dalle insidie di Satana.
San Michele Arcangelo vincitore di Satana
rendici forti nella fede.
San Francesco di Assisi prega per noi.
Santa Gemma Galgani prega per noi. E voi

maghi,indovini e fattucchieri smettete di
ingannare il prossimo redento dal Sangue di
Nostro Signore Gesù Cristo, ricada su di voi il
male che per danaro, invidia e gelosia volete
procurare agli altri, affinchè possiate
ravvedervi e convertirvi. Amen.


lunedì 30 dicembre 2013

A Betlemme



Maria: Sto male... Ho bisogno di riposarmi. 
Giuseppe: Coraggio, siamo arrivati! Alla prima osteria chiederemo asilo... Oh, eccone proprio una! 
...«TOC, TOC» 
Oste: Chi è a quest’ora? 
Giuseppe: Siamo due pellegrini che cercano ospitalità. 
Oste: Questo non è posto per voi: io non ospito che signori! 
Giuseppe:Ma vi pagheremo. Dateci almeno una soffitta per dormire. Siamo così stanchi! 
Oste: Non ci sono posti liberi. Poco più giù c’è un’altra osteria, provate lì. 
Giuseppe: Andiamo, Maria, ancora un po’ di coraggio... Ecco, ci siamo. 
...«TOC, TOC» 
Ostessa: Chi è? Che cosa volete? 
Maria: Da dormire. Veniamo da tanto lontano e siamo stanchi! 
Ostessa: Mi dispiace, poveretti, ma l’albergo è tutto pieno. C’è gente arrivata da ogni paese e ci sono 
perfino gli astronomi, perché pare che debba passare nel cielo una stella cometa. Aspettano la nascita del 
Messia. Ma buona notte: debbo andare... 
Maria: Non resisto più, Giuseppe. Mi coricherò sulla neve. 
Giuseppe: Ancora un po’ di coraggio... Dio ci aiuterà. Guarda, laggiù c’è una stalla, forse potremo 
entrarvi... Ecco, la porta è aperta! 
Mucca: Muuu... muuu... 
Giuseppe: C’è anche una mucca, c’è della paglia pulita in terra e c’è caldo. Vieni, Maria, e distenditi, 
mentre io metto al coperto anche questo povero asinello. 
Stella Cometa: Debbo correre se voglio arrivare alla capanna a mezzanotte. 
Coro di Angeli: Gloria a Dio nel più alto dei Cieli, e pace in Terra agli uomini che Egli ama! 
La povera capanna si illumina di una luce radiosa. Brilla su di essa la stella cometa. Gesù, il Messia, il Re 
dei Re è nato! Donne, bambini e pastori si recano ad adorarlo.
dal web


La quattro candele del pastorello Daniele



Era una giornata grigia e cupa; la nebbia copriva tutte le cose ed oscurava il sole. Fu così che il padrone
ordinò ai suoi due pastori, Giovanni e Daniele, di condurre le pecore lontano dalla nebbia, in cima alla
montagna, là dove splendeva il sole. Il piccolo Daniele, che aveva appena nove anni, stava sempre alle
calcagna di Giovanni perché aveva paura della nebbia. E Giovanni, che era grande e forte, proteggeva
volentieri il piccolo compagno di lavoro. Un agnellino, bianco come la neve, si mise un giorno a saltellare
tra loro e a belare come se piagnucolasse. Allora, Giovanni disse a Daniele: “Mi raccomando, bada che
non si perda, perché è il nostro agnello più giovane!”.
Daniele era molto contento di assolvere a quel compito di fiducia, e non lo perdeva mai di vista; durante
la notte, se lo stringeva al petto per riscaldarlo. Un giorno, preso dalla fatica, Daniele smarrì
l’agnellino: si mise allora a cercarlo senza posa finché lo ritrovò; si sedette sotto un fico e si
addormentò con l’agnello rannicchiato accanto a lui. Fu allora che un delizioso profumo di rose, di gigli
e di fiori di mandorlo pervase l’aria tutto attorno. Daniele tentò di aprire gli occhi ma le palpebre gli
si chiusero in preda alla stanchezza. Durante quella notte gli sembrò di sentire un canto che proveniva da
molto lontano. Poi, tutto tacque e Io stesso profumo svanì nel nulla. Quando finalmente Daniele riuscì ad
aprire gli occhi, balzò in piedi, chiamò e richiamò l’agnellino, ma senza successo: dell’animale non vi
era più alcuna traccia.
Il proprietario del gregge, quando lo venne a sapere, ebbe uno scatto d’ira e disse al piccolo pastore: “Hai
combinato proprio una sciocchezza! Invece di dormire, il tuo compito era quello di vegliare!”. E
quantunque la notte fosse molto buia rimandò Daniele alla ricerca dell’agnellino smarrito. Giovanni,
provando dispiacere per il suo piccolo compagno, si recò nella sua stanza alla ricerca della lanterna che
un viandante gli aveva dato un giorno, dicendogli che quell’oggetto era in grado di aiutare ogni persona
che si trovasse in difficoltà. Si trattava di una lanterna con quattro candele, e Giovanni raccomandò a
Daniele di averne la massima cura. Con quella lanterna, che gli dava una certa sicurezza, Daniele partì
alla ricerca della bestiola.
Cercò durante tutta quella notte e durante il giorno successivo, ma non trovò traccia
dell’agnellino. Era sul punto di rinunciare quando, ad un tratto, udì un rumore dietro ad una
roccia. “Agnellino, mio piccolo agnellino!”, urlò. Gli rispose una voce tonante: “Che cosa mai vai
cercando? Un agnello?”, e in quel mentre gli si piazzò dinanzi un uomo alto e robusto. Daniele
cercò di nascondersi, ma l’uomo gli disse con voce rassicurante: “Non temere! Ho sentito che
desideri ritrovare il tuo agnellino: ne ho visto uno piccolo e bianco come la neve proprio là, presso
quell’oliveto”.
Daniele si accese di gioia improvvisa e disse: “Che bello! Hai trovato il mio agnellino! Ti ringrazio
molto! Per dimostrarti la mia gratitudine desidero fare qualcosa per te”. “Nessuno mi può aiutare,
brancolo nel buio”. “Non dire questo”, fu la pronta risposta di Daniele, mentre porgeva una delle sue
quattro candele all’uomo. “Prendila! Ti darà luce. Che cosa me ne faccio di quattro candele, mentre tu
non ne hai nemmeno una! Tre mi sono più che sufficienti”. “Faresti questo per me? Proprio per me, che
sono un ladro? Tu sei il primo essere al mondo che mi regala qualcosa. Grazie tante!”. Il giorno stava
per volgere al termine. Daniele si affrettò a raggiungere l’oliveto dove avrebbe ritrovato il suo agnello.
Vide qualcosa che si muoveva presso una grotta: vi si precipitò, ma con sua grande sorpresa si trovò
dinanzi ad un lupo. Si arrestò improvvisamente ed il lupo gli azzannò il mantello. Tutto tremante,
Daniele tentò di liberarsi dal morso: il lupo mollò la presa e si mise ad ululare. Daniele si accorse che la
zampa dell’animale sanguinava e non ebbe più paura. Strappò un lembo del suo mantello e fasciò con
cura la zampa del lupo. “Adesso sta’ buono e tranquillo, così guarirai”. Stava per andarsene quando il
lupo gli azzannò di nuovo il mantello. “Vuoi che rimanga con te?”, gli domandò Daniele, e si mise ad
accarezzarlo. “Non posso rimanere in questo luogo, devo andare in cerca dei mio agnellino: lo sai bene
che gli agnelli hanno timore dei lupi come te. Non posso fermarmi qui a farti compagnia: anche il mio
agnellino avrà bisogno di aiuto”.
Daniele si fermò un attimo a riflettere, poi decise che avrebbe lasciato una candela al lupo, perché non
avesse paura del buio. “Tieni, questa candela ti riscalderà e non ti farà sentire più solo. Due candele mi
sono più che sufficienti!”. Il lupo osservò Daniele con occhi pieni di gratitudine, ed il fanciullo si
incamminò nuovamente alla ricerca del suo agnellino. Vagò per tutta quella notte; era l’alba quando giunse alle porte di una piccola città. Gli si avvicinò uno di
quegli uomini addetti all’accensione delle lampade poste sulle strade: era vecchio, vestito poveramente e
chiese un po’ di elemosina al fanciullo. “Non ho nulla, non sono che un povero pastorello in cerca del mio
agnellino”. “Un agnello?”, gli chiese il vecchio. “Sì, lo hai per caso intravisto?”. “Io non vedo che
povertà e miseria. Non ho casa e trovo riparo presso quella cavità, là in basso”. “Allora, prendi questa
candela, è tutto quello che ho, ma sono certo che ti farà compagnia, con il suo calore e la sua luce”. Il
vecchio prese la candela e ringraziò il fanciullo; dopo di ché lo salutò e gli augurò di ritrovare il suo
agnellino. Daniele trascorse di nuovo tutta la giornata a cercare il suo agnellino, ma nessuno
l’aveva visto. Ormai scoraggiato, si mise a bighellonare un po’ in giro. Strada dopo strada giunse
dinanzi ad un grande edificio con una grande torre. Erano circa le dieci e mezza della sera.
Daniele vi entrò.
In quel luogo era riunita una nutrita folla di persone, tra le quali vi erano molti fanciulli: avevano
tutti un’aria piuttosto simpatica. Forse, Daniele avrebbe ritrovato il suo agnellino proprio in quel
luogo. Fu così che si rivolse ad un suo coetaneo: “Non hai per caso visto il mio agnellino? Sono
tre giorni che lo cerco senza successo!”. “Non ci sono agnelli in questo luogo”, gli rispose il
fanciullo. “Anche noi, però, cerchiamo qualcosa: si tratta di una luce che ci è stata promessa, e
che ci deve guidare lungo la strada. Sono ben quattro settimane che cerchiamo quella luce, ma
non ce n’è traccia alcuna!”. “Una luce?! Tieni questa: è la sola che possiedo, non ne ho altre,
eccola! Ve la dono volentieri, prendetela. In verità, io sto solo cercando il mio agnellino”. E porse
la candela al fanciullo. Proprio in quel momento, Daniele risentì nell’aria attorno a lui quel
meraviglioso profumo di rose, di gigli e di fiori di mandorlo. Ed ecco che echeggiarono di nuovo
canti di gioia. Daniele seguì il suono di quella musica e presto intravide una stalla che
assomigliava stranamente alla sua; vi si accostò ed entrò. Dapprima non vide nulla, poi,
d’improvviso, si accorse di una macchia bianca: era il suo agnellino, il suo amato agnellino che
aveva smarrito pochi giorni prima!
“Avvicinati”, gli disse una dolcissima voce. Daniele, muto di stupore, obbedì. Fu in quel
momento che accanto al suo agnellino scorse un neonato, adagiato sulla paglia. Daniele si
inginocchiò e in quel mentre la stalla si illuminò come in pieno giorno: oltre al suo agnellino
scorse la presenza del ladro, del lupo e del vecchio.
dal web

NON SCENDO DALLA CROCE Di Fulton j Sheen,vescovo

Ero uscito di casa per saziarmi di sole.Trovai un uomo che

si dibatteva nel dolore della crocifissione.Mi fermai

e gli dissi:"Permetti che ti aiuti"?Lui rispose:

Lasciami dove sono.

Non scendo dalla croce fino a quando sopra vi

spasimano i miei fratelli.

fino a quando per staccarmi

non si uniranno tutti gli uomini.

Gli dissi"Che vuoi che io faccia?"

Mi rispose:

Và per il mondo e di a coloro

che incontrerai che c è un uomo

che aspetta inchiodato alla croce.