lunedì 1 giugno 2015

VIVIAMO GIUGNO COL SACRO CUORE



  VENITE A ME, VOI TUTTI
La devozione al Sacro Cuore di Gesù in verità è anti­ca quanto la Chiesa che, come ben sappiamo, è "nata dal Cuore trafitto del Redentore" (Haurietis aquas, n. 39). Il Signore per donarci il suo immenso amore, non solo si è fatto uomo, ma ha patito ed è morto per noi sulla croce, versando sangue dalla ferita del suo cuore. Quando i pri­mi cristiani baciavano il costato aperto di Gesù Crocifis­so, come potevano non rivolgere un pensiero a quel Cuo­re che aveva sofferto e donato tutto sino all'ultima stilla del suo sangue per redimere l'umanità? "Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò... Impa­rate da me, che sono mite ed umile di cuore e troverete ristoro per le vostre anime" (Mt 11, 28-29).
Il ricordo vivo dell'amore di Cristo per noi ha trova­to un'espressione nella devozione del suo Cuore. Da que­sto Cuore squarciato viene a noi tutto: l'amore infinito del Padre, la grazia e la salvezza. In tal modo possiamo e­sclamare con l'apostolo Giovanni: "Abbiamo conosciuto e creduto alla carità che Dio ha per noi". San Giovanni aveva sentito palpitare quel tenero cuo­re, nell'ultima cena, ma non lo aveva potuto vedere in quanto non si era ancora rivelato.
San Bonaventura da Bagnoregio (1221-1274), cardi­nale e dottore della Chiesa, con fine dottrina, nell'opera immortale "Vigna mistica" descrive le mirabili sorgenti di grazia che scaturiscono dal cuore adorabile del Salva­tore e così annota: "Il ricordo vivo dell'amore di Cristo per noi ha trovato un'espressione nella devozione del suo Cuo­re. Da questo Cuore squarciato viene a noi tutto: l'amore infinito del Padre, la grazia e la salvezza. Quante consola­zioni possiamo provare quando pensiamo che siamo infi­nitamente amati dal Cuore del Dio Salvatore; che in ogni momento è pronto ad ascoltare le nostre suppliche; che in ogni istante prega per noi; e che ci invita ad andare da lui, a riposare sul suo Cuore! "Venite a me voi tutti che siete stanchi e oppressi: Io vi farò riposare". Apriamo dunque il cuore alla confidenza e alla fiducia, poiché non c'è un bene e una gioia più grande che abitare in questo Cuore". Questa stupenda devozione deve servire a farci cono­scere e amare Gesù, a svelarci i misteri della sua miseri­cordia e i sentimenti di amore che nutre per ciascuno di noi. Non può e non deve essere un privilegio esclusivo di alcune anime pie in quanto tutti siamo stati redenti dal suo sangue e colmati dai suoi benefici. Per tutti noi quel Cuo­re fu aperto sulla croce; tutti noi lo abbiamo ferito con i nostri peccati, tutti e senza distinzioni di razze, siamo l'og­getto della sua carità e delle sue attenzioni ed è per que­sto che dobbiamo essergli fervidamente devoti e ricono­scenti. Sotto tale luce questo Cuore diventa il centro, l'a­nima, la vita di tutta la Chiesa per cui in terra o in cielo non si forma un santo pensiero, non si compie un atto vir­tuoso, non si gusta una gioia celeste, di cui non sia esso la vera sorgente ed origine di ogni bene.

SE
Se brami guarire dalle tue ferite, Gesù è il medico.
Se il bruciore della febbre ti asseta, Egli è la fonte.
Se le colpe ti rimordono, Egli è il perdono.
Se hai bisogno di aiuto possente, Egli è la forza.
Se la morte ti fa paura, Egli è la vita.
Se aneli alla patria celeste, Egli è la via.
Se le tenebre ti sgomentano, Egli è la luce.
Se hai fame di certezza, Egli è la verità.
Se ti occorre il cibo che sazia, Egli è il pane che nutre in eterno".
(S. Ambrogio)

1 Giugno
AI PIEDI DELLA CROCE
Sul Calvario, dopo l'ultimo grido, Gesù ave­va reclinato il capo, nell'abbandono completo della morte. Aveva dato tutto, ma non aveva ancora svelato tutto. "Ma uno dei soldati gli colpì il costato con la lancia e subito ne uscì san­gue ed acqua" (Gv 19, 34).L'evangelista S. Gio­vanni contempla quel corpo trafitto, nel com­mosso silenzio del tramonto, e una acuta sen­sazione di mistero gli scende nell'anima: Ricordava le parole che Dio aveva fatto pronunciare al profeta Zacca­ria: "Riverserò uno spirito di grazia e di consolazione: guarderanno a colui che hanno trafitto" (Zc 12, 10). Die­ci giorni dopo quel Venerdì Santo, nel fascino di Gesù risorto, Giovanni parla ancora di quel petto ferito. E que­sta volta la fede vi scorge orizzonti sconfinati, tanto che l'incredulo Tommaso, cadendo in ginocchio esclama: "Signore mio e Dio mio".
Tutta la tradizione cristiana sosterà ai piedi della cro­ce dalla quale pende Gesù col petto aperto, e cercherà di penetrare in quella sanguinante ferita sulla quale tanto in­siste l'apostolo. Sarà proprio questa amorosa attenzione che guiderà le anime alla scoperta del "Cuore amante di Gesù". Nei primi secoli della Chiesa la devozione al Sacro Cuore non è ben distinta dal culto delle Sacratissime Pia­ghe di Gesù, e specialmente da quello tributato alla ferita del Costato. Soltanto gradualmente venne fatto oggetto di culto speciale il Cuore come immagine dell'Amore del Verbo Incarnato.
Fioretto: Porterò con me l'immagine di Gesù e con af­fetto dirò: Dolce Cuore di Gesù, guidami tu.
Giaculatoria"O Cuor dolcissimo, t'amo sì poco ma vorrei struggermi del tuo bel foco".

2 Giugno
OLTRE QUELLA PIAGA
Il desiderio di vita interiore portò anime elette a pene­trare oltre la piaga del costato di Gesù, fino a scoprire il Cuore, trafitto d'amore. Padre Tessarolo scj, storico della devozione e della teologia del Sacro Cuore, afferma che, con tutta probabilità Giovanni di Ravenna, vescovo di Fècamp in Francia, morto nel 1078, fu il primo ad asso­ciare queste due idee: "Cuore ferito e Amore redentore, in modo da vedere proprio nel Cuore di Gesù il simbolo di tutto il suo Amore". Così dopo di lui sorge uno stuolo di anime che gravitano attorno al Cuore di Gesù.
Nel Medioevo S. Bernardo di Chiaravalle, Guglielmo di Saint-Thierry, Riccardo di S. Vittore, S. Francesco d'Assisi, e più tardi S. Matilde, S. Geltrude, S. Antonio di Padova, S. Bonaventura; poi ancora il Ven. Giovanni di Taulero, il B. Enrico Susone e S. Bernardino da Siena, i quali parlano del Cuore di Cristo come un rifugio, un ri­covero offerto al povero cuore degli uomini. Santa Lut­garda, S. Angela da Foligno, S. Margherita da Cortona, S. Caterina da Siena insistono sulla necessità di comprende­re sempre più quel Cuore per conformare la propria vita a quella del Maestro divino.
Dal secolo XVI, la devozione al Sacro Cuore corre qua­le fiume sotterraneo a fecondare la spiritualità cattolica, e affiora nel Ven. Lodovico Blosio, in S. Ignazio di Loyo­la, S. Pietro Canisio, S. Francesco Borgia, nel Ven. Luigi da Granata, in S. Teresa d'Avila e Sant'Alfonso de' Li­guori, spingendoli alle vette della perfezione.
Fioretto: Farò un atto di generosità, considerando quanta sofferenza hanno provocato i miei peccati.
Giaculatoria: "O fiamme splendide, o croce, o spine, grazia in voi sfolgora senza confine".
  
3 Giugno
UNA TENERA DEVOZIONE
S. Francesco di Sales nutriva una tenera devozione al Cuore di Cristo, cui volle consa­crare l'Istituto della Visitazione che aveva fon­dato. Alle Figlie infondeva l'amore al Cuore di Gesù e parlava in termini che già preannunciavano il grande apostolo S. Giovanni Eudes. Que­sti, nato a Rye il 14 novembre 1601 fu davvero l'araldo del Sacro Cuore. "Con un approfondimento della sua fede, una illuminazione interiore, dice Daniel Rops, egli arriva a vedere chiaramente nel cuore di carne del Dio fatto uomo il simbolo dell'Amore increato dell'Onnipo­tente per la sua creatura". Tutti i grandi misteri del cri­stianesimo: la creazione, l'incarnazione, la redenzione li scopre nel Cuore del Cristo, persino il Mistero eucaristi­co. Con folgorante intuizione il Santo compone un mira­bile Ufficio del Sacro Cuore nel 1670; trent'anni prima aveva istituito la festa del Cuore Purissimo di Maria.
Nel breve pontificio per la sua Beatificazione si leg­ge questo altissimo riconoscimento: "Ardente di un amo­re singolare verso i Cuori di Gesù e di Maria, ebbe per pri­mo, e non fu senza una speciale ispirazione divina, l'idea di un culto pubblico in loro onore. Si deve dunque consi­derarlo come il promotore di questo culto, il Dottore per i suoi scritti, l'apostolo per la sua infaticabile opera di dif­fusione". Con S. Giovanni Eudes il cuore umano compie il massimo sforzo per incontrarsi col Cuore divino; infat­ti la grande epifania si ebbe a Paray-Ie-Monial con le ri­velazioni a S. Margherita Alacoque.
Fioretto: Penserò a Gesù... lavorerò con Gesù... sof­frirò per Gesù... ecco la vita dei cuori che amano! 
Giaculatoria: "Dolce Cuor del mio Gesù, fa' che t'ami sempre più!"
  
4 Giugno
AMORE E RIPARAZIONE
Fra tutti i promotori di questa nobilissima devozione vie­ne subito dopo - scrive Pio XII - S. Margherita Maria Ala­coque, poiché al suo zelo, illuminato e sostenuto da quel­lo del suo direttore spirituale, S. Claudio de la Colombiè­re, si deve indubbiamente se questo culto così diffuso rag­giunse lo sviluppo che desta l'ammirazione dei fedeli, e rivestì le caratteristiche di "omaggio d'amore e di ripara­zione", che lo distinguono da tutte le altre forme di pietà cristiana". Questa devozione non sarebbe uscita dai "cir­coli limitati di alcuni Terz'Ordini del Sacro Cuore", se poco dopo una semplice Visitandina di Paray-Ie-Monial, non fos­se stata favorita di grazie singolari: Cristo le apparve, le parlò e ordinò a lei "abisso d'indegnità e d'ignoranza, di diffondere la fiamma della sua carità. Il Cuore di Cristo "cinto da una corona di spine, sormontato da una croce" doveva essere esposto alla venerazione dei cristiani, come "l'ultimo sforzo del suo amore per la salvezza del mondo".
Le apparizioni furono quattro: dal 1673 al 1675. Tutta la Chiesa cattolica mediterà lungo i secoli la strug­gente dichiarazione di Gesù all'umile suora: "Ecco quel Cuore che ha tanto amato gli uomini!". Ma non subito. L'epoca si mostrò ostinatamente incredula a quella rive­lazione. La Veggente fu considerata come esaltata dalle sue Superiore. P. de la Colombière, che proclamava le vi­sioni "autentiche", fu trasferito. P. Croiset, professore a Lione, che aveva adottato l'insegnamento della Santa, fu esonerato e mandato altrove, e il suo libro sul Sacro Cuo­re fu posto all'Indice, Tanto si diffidava dei mistici e di tutto ciò che si riferiva al "puro amore".
Fioretto: Durante la giornata farò frequenti atti d'a­more verso quel Cuore che tanto ama noi tutti.
Giaculatoria: "Per me, Cuor tenero, tu langui ed ardi: il cor ti dedico, benché sì tardi".
  
5 Giugno
UNA NUOVA DEVOZIONE
Margherita Alacoque senza aver cessato di ripetere che Cristo l'aveva incaricata di una missione e che il Cuore adorabile doveva regna­re sul mondo, morì il 17 settembre 1690 a 43 anni di età, senza potere vedere il trionfo di quel culto, al quale aveva consacrato la vita. Tutti i rigoristi si erano coalizzati contro questa devo­zione; i Giansenisti soprattutto, perché essi conoscevano solo la giustizia di un Dio inaccessibile e volevano che le anime vivessero nel freddo timore del­la divina Maestà. Le ostilità culminarono nel concilia­bolo di Pistoia che voleva bandire dall'Italia e dalla Chie­sa la devozione al Sacro Cuore. Le polemiche avevano ormai portato la Santa Sede da una posizione di riserbo a un atteggiamento di difesa. Anzi il 25 agosto 1856 il Papa Pio IX accolse con gioia la richiesta dell'episco­pato francese di estendere la festa del Sacro Cuore alla Chiesa universale.
Leone XIII approva le Litanie del Sacro Cuore, e pro­mulga il 25 maggio 1899 la prima Enciclica sul Cuore di Gesù, "Annum Sacrum", con la quale annuncia al mon­do la sua decisione di consacrare tutto il genere umano al Cuore di Cristo Redentore che, per diritto di nascita e di conquista, è Re non solo dei fedeli, ma anche di tutti co­loro che ancora non hanno la fortuna di vivere sotto il suo dolce impero di grazia. Il Grande Pontefice, persuaso che tale consacrazione aprirebbe un'era nuova alla Chiesa, chiama la devozione al Sacro Cuore: "Vessillo di carità e di pace, pegno di sicura vittoria contro i nemici.
Fioretto: O Signore, voglio impegnarmi in modo che possa diventare anch'io un araldo del tuo Cuore.
Giaculatoria: "Gesù dolcissimo, eterno Amore, Tu sei l'amabile Dio del mio cuore". I
  
6 giugno
LA NOVELLA PRIMAVERA
Nel giardino della Chiesa, ecco allora un sorgere e fio­rire di sodalizi, istituti e congregazioni che si fregiano del titolo del Sacro Cuore. La Beata Teresa Verzeri (1801-1852) diede avvio alla sua istituzione ponendola sotto l'e­gida del Cuore divino denominandola: Congregazione del­le Figlie del Sacro Cuore di Gesù. Il Beato Daniele Com­boni, (1831 - 1881) missionario in Africa prima e Vicario Apostolico poi, volle che i suoi membri si chiamassero: Figli del Sacro Cuore di Gesù. Il nostro Ven. Padre Leo­ne Dehon (1843-1925) fondò la Congregazione dei Sacer­doti del Sacro Cuore di Gesù il cui fine è la speciale devo­zione al Cuore di Gesù in spirito di amore e di riparazio­ne, la diffusione di questa spiritualità riparatrice, l'apo­stolato missionario e sociale.
Sue queste massime: "Tre sono le vie che possono condurre a Dio: La via del timore; la via della speranza; la via della carità. Ma la via certa è quella del Cuore di Gesù". Con animo aperto alla fiducia diceva: "Com'è pos­sibile che il mondo resista all'amore di Dio se i suoi am­basciatori ne saranno intimamente convinti e si lasceran­no conquistare e guidare dall'amore di Gesù Cristo? In­fiammati da Lui infiammeranno il mondo". Per illuminare le menti ed educare i cuori alla cono­scenza del grande mistero d'amore fondò la rivista: "Il Re­gno del Sacro Cuore". Dietro ispirazione del Ven. Giu­seppe Toniolo, per opera di P. Agostino Gemelli che ne fu il primo rettore, sorgeva in Milano all'ombra della basili­ca di S. Ambrogio (25.12. 1920) l'Università Cattolica del Sacro Cuore.
Fioretto: Cercherò di essere mite e umile di cuore se­condo il beneplacito divino.
Giaculatoria: "Per me ingratissimo tu afflitto sei, de­testo e rigetto gli errori miei".
  
7 Giugno
UN GRANDE IMPULSO
San Pio X, il Papa dell'Eucaristia, promosse la consacrazione delle famiglie al S. Cuore, ne compose la formula, e accordò preziose indul­genze a coloro che praticano il mese di giugno. Benedetto XV, Il Papa della Pace, emanò tre documenti pontifici per diffondere ancor più il culto del Sacro Cuore, ed elevò all'onore degli altari, canonizzando la B. Margherita Maria Ala­coque, alla quale eresse pure un altare nella Basilica Vati­cana. Pio XI, il Papa della Conciliazione, il 5 maggio 1926 con l'enciclica "Miserentissimus Redemptor", si ricolle­ga al magistero di Leone XIII, e indica i fondamenti e la finalità della devozione verso il Sacro Cuore, soprattutto insistendo sulla riparazione all'Amore offeso.
Per la festa del Sacro Cuore fece preparare i nuovi te­sti liturgici e vi aggiunse la formula di Riparazione, da re­citarsi in tutte le chiese del mondo cattolico. Lo stesso Pon­tefice (l'11 dicembre 1925) aveva istituito la Festa della Regalità di Cristo. Pio XII, il Pastore angelico, ha lascia­to orma incancellabile nei solchi fecondi della Teologia; ci diede molti documenti circa il Sacro Cuore; il princi­pale è la lettera enciclica "Haurietis aquas" del 15 mag­gio 1956 nella quale espone ampiamente la natura l'og­getto e la legittimità di tale culto. Giovanni XXIII non tra­lasciava occasione per invitare tutto il popolo di Dio al­l'esercizio della vita e della pietà cristiana sotto l'egida del Sacro Cuore. Così ricordava: Gesù è amore! Nell'a­more è la soluzione di tutte le questioni sociali, di tutti i contrasti politici.
Fioretto: O Signore, allarga gli orizzonti del mio cuore in modo che possa donarlo anche a chi è lontano da me.
Giaculatoria: "Ti offesi, o amabile bene infinito... ma accogli i gemiti d'un cuor contrito".
  
8 Giugno
DIO E’ AMORE
La devozione al Sacro Cuore di Gesù rivolge ai fedeli un duplice invito. Primo: conoscere Cristo in profon­dità, intimamente. Bisogna approfondire i suoi misteri. "Quando - dice Paolo VI - col catechismo alla mano sie­te arrivati a dire: "È Figlio di Dio", non arrestatevi; biso­gna andare avanti, esplorare intimamente e giungere fino in fondo e troveremo: Dio è amore".
Secondo: non basta più una religione puramente e­steriore, fatta di sole pratiche, forse frettolose! Dob­biamo penetrare fino in fondo e concluderemo: il Van­gelo è amore, l'incarnazione è amore, la passione è amore, l'Eucaristia è amore, la Chiesa è amore, la grazia è amore. E’ proprio vero che: la carità di Cristo incom­be sopra di noi, ci preme, ci perseguita. E allora? Dob­biamo rispondere alle sollecitazioni dell'Amore. Sape­vamo - prosegue il Papa - che l'amore è un comandamento, cioè una cosa che ci obbliga; il Signore è stato tanto buono da esigere da noi, come prima cosa, il sa­crificio del nostro cuore al suo tanto attraente, gioioso, amoroso.
Il Signore si è voluto servire di questa predisposi­zione nostra naturale per farci suoi soci, per attirarci a sé, per stringere questo nodo definitivo della vera reli­gione. Vuole da noi niente altro che il cuore. Cuore chia­ma cuore, amore chiama amore. Per esprimere l'amore bisogna essere almeno in due, l'amore per essere fecon­do ha bisogno di due che si amino, altrimenti è egoismo.
Fioretto: Onorerò il Sacro Cuore di Gesù con atti di fiducia e di speranza nella sua bontà infinita.
Giaculatoria: "O Cuor santissimo, specchio di Dio... buono e ognor fervido rendi il mio".
  
9 Giugno
CERCO UN CUORE…
In un papiro egiziano di circa 4000 anni or sono troviamo l'e­spressione della comune nostal­gia d'amore: "Cerco un cuore su cui appoggiare la mia testa e non lo trovo; non ci sono più amici!" (esclama il poeta sconosciuto). Noi più fortunati l'abbiamo questo Cuore e questo Amico. E possiamo avere piena fiducia in un simile Amico. Egli vivendo in perfetta intimità col Padre, sa e può rivelarci tutto ciò che serve per il nostro bene; avendo poi un Cuore mite e umile e conoscendo le miserie dell'umanità, non si espone al pericolo di schiac­ciare le anime sotto il peso di un giogo troppo pesante. Così l'eccellenza della legge nuova, che viene contrap­posta non solo al giogo dei Farisei, ma anche alla incom­piutezza della legge antica, ha la sua origine nel Cuore stesso di Cristo, cuore di un uomo perfettamente mite e umile, cuore del Figlio di Dio Incarnato.
Secondo il profeta Isaia egli è l'umiliato per eccel­lenza, uomo dei dolori, e proprio per questo, strumento di salvezza. Colui che è Figlio di Dio si mette al livello del­l'ultimo uomo nella categoria degli umili. Egli si è pre­sentato agli uomini e li ha invitati a sé, al suo Cuore per­ché ritrovassero fiducia, forza e coraggio: voi tutti che sie­te affaticati, venite a me. L'itinerario dell'amore è dun­que: da Dio, in Cristo, a noi e attraverso noi agli altri. Possa questo amore e questo cuore ridare all'umanità quella fratellanza e concordia che inutilmente va cercan­do altre fonti.
Fioretto: Voglio offrire a Gesù le pene e le sofferenze che vorrà mandarmi in questo periodo della mia vita.
Giaculatoria: "Di amor sei vittima, o amante Cuor; e anch'io sol vivere voglio di amor"
  
10 Giugno
DILEXIT: CI HA AMATI
Un padre missionario domandò ad un povero lebbro­so: "Credi in Dio Padre onnipotente?". La risposta del leb­broso: "Io non credo in Dio, io lo amo". Proprio così: più ci si accosta a colui che è Amore e più si ama. E se amo Dio, non posso stare tranquillo nelle mie comodità. So di non poter aggiungere niente a Dio, ma devo portare qual­che cosa ai miei fratelli nell'umanità. Non posso amare Dio, se le miserie del mondo non mi hanno invaso e pene­trato il cuore. Un autore moderno ebbe questa idea un po' strana: vo­leva esprimere in una parola tutto lo scibile umano. Cer­ca e ricerca: invano. Nel vocabolario umano non c'è una parola che tutto dica e tutto esprima... Ma se apriamo il Libro di Dio troviamo questa parola che dice e compen­dia tutto ciò che Dio ha fatto per noi: dilexit, ci ha amati. Dio è Padre che ama, non solo, ma è l'Amore stesso. Prima di Cristo qualcuno aveva detto: "L'amore è Dio"; S. Giovanni invece dice: "Dio è amore". Tra queste due af­fermazioni - è stato giustamente osservato - vi è tutto un mondo. L'inversione del soggetto e del predicato basta a evocare una rivoluzione religiosa di una portata infinita: il cielo è intervenuto nella vita dell'uomo, il dio del mito ha ceduto il posto al Dio vivo. Dio quindi non vive ad una al­tezza lontanissima, beato in se stesso e indifferente alle tri­bolazioni della umana esistenza. Dio è così buono che è lui ad avvicinarsi. "Non ti ho amato per scherzo", diceva Ge­sù ad Angela da Foligno. "Sono io - disse Gesù agli apo­stoli - io che vi ho scelti, non voi"... Lo crediamo questo? E allora quale sarà la nostra risposta?
Fioretto: Devo ricordarmi che l'amore chiede amore, senza egoismi, senza calcoli e senza ripensamenti.
Giaculatoria: "Cuore umilissimo, mi umilio anch'io; son fango e polvere innanzi a Dio".
  
11 Giugno
NEL “CUORE” DI OGNI COSA
“Ecco, disse la contadina, qual è la gioia della madre quando per la prima volta nota il sorriso del suo piccino, tale è anche la gioia di Dio ogni volta che egli dal cielo vede che un peccatore si inginocchia per pregare, dal profondo del cuore” (Dostoijevskij). Cristo è stato il grande realizzatore dell'amore di Dio. Egli ha portato Dio sulle nostre strade, nelle nostre case, nelle nostre riunioni. Egli è stato un osservatore acuto del mondo e di tutto ciò che ci circonda. Attraverso le para­bole ci ha fatto capire non il freddo dell'universo, ma le pulsazioni di un Cuore paterno. Nelle parabole egli ci vuol far scoprire Dio, suo Padre e farci penetrare nel "cuore" di ogni cosa. Gesù si serve delle immagini del nostro mon­do, immagini alle volte assai commoventi, per darci la cer­tezza che Dio non si trova in un inaccessibile aldilà, ma mette tutto ciò che ci circonda in relazione con il suo Cuo­re: non soltanto il grano, i frutti, ma anche il paese stra­niero e la casa paterna, l'estate e l'inverno, la lucerna e la notte, il denaro, il vestiario, lo sposalizio e la morte.
Leggendo le parabole si è continuamente circondati dalle quinte di un mondo assai vicino: il nostro mondo. Non si tratta di un libro illustrato qualunque, ma del libro illustrato da Dio. Dio ha stabilito con i suoi amici un lin­guaggio convenzionale. Ogni avvenimento della vita è u­na parola di questo linguaggio. "Dio, scrive Simone Weil, è come una donna attaccata al suo sposo, che gli sussurra all'orecchio: ti amo, ti amo". Dio non ha parole per dire alle sue creature: ti odio. Egli è Amore.
Fioretto: In questa giornata devo ricordarmi di saluta­re il Cuore di Gesù con un "Gloria al Padre..."
Giaculatoria: "O Cuor purissimo, rendi il cuor mio qual giglio candido gradito à Dio".
  
12 Giugno
DOVE TROVEREMO CRISTO?
nota l'espressione di un operaio all'Abbè Pierre: "Io non so se Dio esiste, ma se esiste è ciò che fate voi!". I Santi sono la migliore prova dell'esistenza di Dio, e del suo amore. La miglior cosa è la testimonianza. Perché la nostra fede sia credibile non occorrono tanti maestri, ma molti testimoni. Papa Giovanni disse ai carcerati: "Ecco­mi tra voi, ho messo il mio cuore vicino al vostro". "La bontà, diceva, ha reso serena la mia vita". L'uomo ha fame di pace. Ma ha più fame di sorriso, di comprensione, di disponibilità. Dio che è amore per eccellenza, non dà dei doni, dà delle persone. Il Padre sacrifica suo Figlio. Il suo Figlio Gesù sacrifica se stesso sulla croce e si dà a noi nel­l'Eucaristia dopo aver promesso di mandare lo Spirito San­to. Il dono più grande che io possa dare agli uomini è Dio.
Il mistico russo Tikon Zadonsky scrive: "Dove trove­remo Cristo? Dove cercheremo la nostrà luce? Signore: dove abiti?". Egli ci risponde: "Venite e vedete". Si. Noi sentiamo la voce del Maestro: "Dove due o tre sono riuni­ti nel mio nome, io sono in mezzo a loro". Ecco che ci ha risposto, ecco dov'è la sua abitazione, ecco dove si trova la nostra luce. Ora ci resta soltanto di sapere come possiamo far venire Cristo nelle nostre case. Egli va da tutti, pecca­tori compresi. Egli viene a cercare riposo e trova riposo nel­l'amore. Avvolgiamolo perciò d'amore: nell'affamato, as­setato, nell'ignudo, nel malato, nel carcerato... con grande gioia potremo esclamare: "Abbiamo trovato il Messia!". E don Primo Mazzolari: "Chi prende sulle spalle il dolore de­gli altri è un salvatore... L'uomo buono vale infinitamente più dell'uomo che crede di sapere tutto e di potere tutto.
Fioretto: Mi sforzerò di vedere Cristo in ogni persona che incontrerò oggi e di aiutarla se mi sarà possibile.
Giaculatoria: "Gesù, Giuseppe e Maria vi dono il cuo­re e l'anima mia".
  
13 Giugno
LASCI CHE IO LO IMITI…
Nichel Quoist scriveva: "Tu sei un pensiero d'amore di Dio. La tua vita dev'essere una rispo­sta d'amore. La grande rivelazione di Gesù Cri­sto è che Dio è Amore, che la grande avventura del mondo e degli uomini è una storia d'amore e che la riuscita finale non può essere se non frut­to dell'amore. Tu puoi condurre gli altri verso Dio, aiutandoli ad amare in modo concreto i loro fratelli". Madre Teresa, la fondatrice delle Missionarie della ca­rità, che ha compiuto miracoli di bontà a favore dei po­veri in tutto il mondo, interrogata da un giornalista: "Qual è il messaggio che intende portare?". - "L'amore, rispose, non ha altri messaggi che se stesso...". Parliamo poco; piut­tosto cerchiamo di predicare il Vangelo coi fatti. Prati­cando l'amore cristiano, avviciniamo noi e gli altri a Dio.
Geneviève de Gaulle (nipote del generale) racconta che una suora nell'ultima guerra si offrì senza esitazione al po­sto di una donna che era stata scelta per la camera a gas. Quando la suora sentì la donna che tra le lacrime diceva: "Non uccidetemi, ho un marito, dei bambini... in un atti­mo balzò davanti a quella donna e con tono che non am­metteva repliche disse: "Nessuno ha un amore più gran­de di colui che dà la vita per la persona amata. Gesù l'ha detto e l'ha fatto. Lasci che io lo imiti"; e salì al suo po­sto. In ogni fratello palpita il cuore di Cristo. L'immagi­ne di Dio alle volte può essere deturpata dalle passioni, ma è sempre il volto di Dio che viene alla luce dopo ogni bufera della vita.
Fioretto: Rendimi forte, o Signore, specialmente nelle difficoltà della vita di ogni giorno.
Giaculatoria: "Cuore Divino di Gesù, fa' che trionfi la giustizia e l'amore fra gli uomini".
  
14 Giugno
UN DONO MERAVIGLIOSO
Padre Dehon ha lasciato a noi Sacerdoti del Sacro Cuo­re, nel suo testamento spirituale questo meraviglioso dono: il Cuore di Gesù. Nel testamento infatti leggiamo: "Vi lascio il tesoro più meraviglioso: il Cuore di Gesù. È di tutti, ma ha tenerezze particolari per i Sacerdoti che si sono consacrati a lui e si dedicano interamente al suo culto e alla sua riparazione... offro ancora una volta e consacro la mia vita e la mia morte al Sacro Cuore di Gesù per suo amore e secondo le sue intenzioni". Nella sua vita aveva sempre contemplato il mistero del costato trafitto, che S. Giovanni aveva intuito come la grande realtà umana e divina. La liturgia delle ore espri­me questo pensiero nell'antifona: "Ora si compie il dise­gno del Padre: fare di Cristo il cuore del mondo".
Quando il 28 giugno 1878 festa del Sacro Cuore il P. Dehon emise i voti religiosi scrisse: "Mi donai completa­mente senza riserve al Sacro Cuore. La mia emozione fu molto profonda. Sentivo di prendere la croce sulle spalle donandomi a Nostro Signore come riparatore e fondatore di un nuovo Istituto". Questa devozione è una eredità pre­ziosa e impegnativa che ci ha lasciato il P. Dehon e che noi vorremmo trasmettere a coloro che incontriamo sul cammino del nostro apostolato di Sacerdoti. E nello stes­so tempo vorremmo chiedere l'aiuto della preghiera per­ché i Sacerdoti siano all'altezza della loro missione: es­sere cioè come Cristo il Cuore del mondo. "Vi è un cuo­re nel mondo... e questo cuore è il Cuore di Cristo" (Teilhard de Chardin).
Fioretto: Voglio ricordarmi che chi si inebria alla sor­gente dell'amore di Cristo diventa fonte di carità.
Giaculatoria: Cuore di Gesù ardente di amore per noi, riempi il mio cuore del tuo amore.  
  
15 Giugno
SIA FATTA LA TUA VOLONTA’
Fadre Dehon è un precursore dei tempi moderni", disse Papa Luciani (Giovanni Paolo I) nel commemorarlo alcuni anni prima del suo pontificato. L'umiltà e la mitezza del Cuore di Gesù lo hanno attirato in modo particolare. E così scriveva: "Nostro Signore si impossessò ben presto del mio intimo e vi creò quelle disposizioni che dovevano essere le note dominanti della mia vita, malgrado le mie infedeltà: la devozione al Sacro Cuore, l'umiltà, l'abbandono alla sua volontà, l'unione con lui, la vita d'amore" (Memorie). Ancora da seminarista scriveva: "Ho notato che general­mente i santi avevano un motto, che serviva per animarli al combattimento spirituale. Per S. Ignazio era: "Per la maggior gloria di Dio"; per S. Luigi Gonzaga: "Serve que­sto per l'eternità?"; per S. Teresa: "Un'anima, un'eternità"; per S. Francesco Saverio: "Vinci te stesso". Quanto a me ho adottato questo: "Signore, cosa vuoi che io faccia?"". Questo atteggiamento lo ebbe sempre in tutta la sua vita. "Cosa vuoi da me, Signore?". Scriveva libri, teneva conferenze, organizzava congressi. E poi confesserà: "Quante colpe ho commesso (scrive a 82 anni) vorrei po­ter mettere insieme tutto l'amore penitente della Madda­lena e la tenera amicizia di S. Giovanni per il Cuore di Gesù. Il Signore mi ha lasciato vivere a lungo per riparare". È di attualità quanto scrisse nel 1877: "Ogni sacerdote e religioso deve vivere fino a un certo punto la vita di vitti­ma: se i sacerdoti fossero più santi e le loro debolezze me­glio riparate, saremmo noi dove siamo?".
Fioretto: "Cosa vuoi dalla mia vita, o Signore?". Ecco ciò che dico: Sia fatta la tua volontà, oggi e sempre!
Giaculatoria: "Sacro Cuore di Gesù, donami conforto e forza nei momenti di scoraggiamento e debolezza".
  
16 Giugno
PER LA NOSTRA SALVEZZA
Altro segno dell'amore di Cristo, il più carico di mistero, ma anche il più consolante per noi: Gesù che si fa pane e vino nell'Eucaristia; è il segno di vita che Cri­sto ha lasciato in mezzo a noi, "ci ha promesso di rima­nere in noi e noi in lui come innesto di tralcio sulla vite" (Gv 15,5)."Chi mangia la mia carne e beve il mio san­gue dimora in me ed io in lui". Ha scelto il pane perché si è fatto cibo e nutrimento per la vita, un dono totale di sé e assimilabile da chi ha la fortuna di riceverlo. E venu­to per la salvezza di tutti e questa salvezza l'ha fissata in una festa di amicizia: il banchetto, il pasto in comune.
Nell'Eucaristia ci troviamo tutti uniti. In quel disco di ostia candida palpita la vita di Dio. Gli occhi non vedo­no, ma la fede va oltre il segno: è il Gesù risorto e vivo che ci invita ogni domenica a condividere con lui il sacri­ficio.
È il centro e culmine di tutti i sacramenti. Le para­bole di Gesù finiscono sempre in feste attorno ad una ta­vola; la donna che trova la moneta invita le vicine a far fe­sta, il padre del figliol prodigo organizza un grande ban­chetto; il Padre che è nei cieli indice un banchetto invi­tando amici e conoscenti, e al rifiuto di questi, chiama sco­nosciuti, poveri e zoppi e ciechi. Dio ci vuole sì com­mensali nella vita eterna, ma ci prepara a quel banchetto dopo aver spezzato il pane con Gesù: "Ho desiderato tan­to di mangiare questa Pasqua con voi".
Fioretto: O Gesù, io credo al tuo infinito amore per me. Tutto quello che ho e quello che sono lo devo a te!
Giaculatoria: "O Gesù, mansueto ed umile di cuore, rendi il mio cuore simile al tuo".
  
17 Giugno
IN COMUNIONE CON I FRATELLI
La Santa Messa si fa col pane e col vino. Pane e vino frutto della terra e del nostro lavo­ro. Non frutti spontanei come quelli selvati­ci, ma ottenuti dal lavoro dell'uomo. Fer­miamoci a pensare alla catena di persone che hanno collaborato a fare quel pane e quel vino, per quante mani sono passati quel pez­zo di pane e quella ampolla di vino. Ci possono racconta­re una storia ricca di sacrifici, di imbrogli, di preoccupa­zioni, di profitti illeciti, di agricoltori che consumano la vita sotto un sole cocente e altri invece che seduti comodamente in un ufficio con telefonate risolvono tutti i problemi e ne ricavano tanti benefici. Quanti stratagemmi per arricchir­si! Allora questo pezzo di pane e quell'ampolla di vino sono passione di uomini prima ancora di essere sacrificio di un Uomo-Dio. Palpitano di vita di uomini prima ancora della vita di un Dio. Sono pezzi di vita e Gesù si propone di farci fare "comunione" prima della "comunione".
L'Eucaristia, il pane, il vino, la messa sono lì per fare comunione, perché siamo divisi, nemici, ci odiamo, ci ignoriamo. Quante lacerazioni, quante barriere, quanti fi­li spinati, quanti muri, quanto non amore! Gesù ci dice: questi beni che vi dividono e avvelenano la vostra amici­zia e rompono ogni rapporto umano, li faccio mio corpo e mio sangue perché facciate comunione tra voi. Dice un autore: la comunione con Dio, l'amicizia con lui si fa co­me in un triangolo: comunione con i fratelli, comunione con le cose, comunione con Cristo.
Fioretto: Il vero cristiano è la testimonianza viva che Gesù ha avuto ragione nel credere nell'amore.
Giaculatoria: "Sacro Cuore di Gesù, Redentore del mondo, in te poniamo la nostra vita: salvaci!".
  
18 Giugno
AMARE NON A PAROLE…
Nel brano della "lavanda dei piedi" dell'evangelista S. Giovanni leggiamo: "Io vi ho dato infatti l'esempio, per­ché come ho fatto io, facciate anche voi" (13, 15). Que­sto "facciate" si riferisce alla vita, mentre il "fate questo" si riferisce alla memoria del sacrificio, cioè si deve pas­sare dalla memoria alla imitazione, dalla contemplazione eucaristica, alla prassi eucaristica. S. Giovanni, ci presenta Gesù che pur "sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che venuto da Dio a Dio ritornava", si spo­glia delle sue vesti, si cinge di un grembiule, (che è la veste del servo!) e si mette a lavare i piedi degli apostoli. Quel­la lavanda, quel gesto è un "servire gli uomini". Gesù isti­tuisce la diakonia, cioè il servizio elevandolo a legge fon­damentale, o, meglio, a stile di vita e a modello di tutti i rapporti della Chiesa.
S. Pietro ricorda: "Ciascuno viva la grazia ricevuta, mettendola a servizio degli altri" (1Pt 4,10). Un carisma che non si esercita in servizio è come talento sotterraneo che si trasforma in titolo di condanna. Servire è propria­mente - come dice S. Giovanni "amare non a parole né con la lingua, ma coi fatti e nella verità" (1Gv 3,18). Il ser­vizio, secondo il Vangelo, è proprio di chi è posto in alto, di chi più ha! Io allora non posso disinteressarmi del fra­tello, non posso rifiutarlo senza rifiutare Cristo stesso. Non posso adorare Cristo, capo, e disprezzarlo nelle membra, altrimenti Gesù Cristo ci grida: "Tu mi onori a vuoto" (SAgostino).
Fioretto: Signore, fa' che ti possa amare sempre non a parole, ma coi fatti e nella verità.
Giaculatoria: Mio Dio, mia gloria, delizia mia è amar con gli angeli Gesù, Giuseppe e Maria.
  
19 Giugno
GRAZIE, PER AVERCI GUARITI
Un giorno il Signore, guarì dieci lebbrosi. La miseria, la malattia aveva unito al gruppo un samaritano, uno straniero. I dieci si incontraro­no con Gesù e chiesero la guarigione. "Di essi uno solo ritornò a dire grazie a Gesù. Ed era lo straniero, il samaritano, il reietto, l'incivile. Gesù fu commosso e chiese: "E gli altri nove?". Noi non vogliamo essere come gli altri nove. Abbia­mo seguito le promesse che facesti per noi a S. Marghe­rita Maria Alacoque. Ti diciamo con tutto il cuore: grazie, Signore. Grazie per il dono di Te che l'amore infinito del Divin Padre ci ha fatto. Grazie per l'amore che ti ha por­tato ad incarnarti per noi, a vivere per noi, a soffrire, mo­rire, risorgere per noi. Grazie, o Signore, per il dono dello Spirito Santo che ci unisce a te, come tralci alla vite, come membra al Capo... Grazie per ogni tua parola, ogni tuo gesto, ogni tuo miracolo compiuti per noi, soprattutto per il grande miracolo della Eucaristia.
Grazie, Signore, per averci dato come Madre la tua mamma. Con lei ci sentiamo meno orfani, con lei si a­prono i nostri cuori ad accogliere con rinnovata fede e con purificato amore i tuoi doni le promesse generose del tuo Cuore. Grazie, Signore. Santifica le anime nostre, unisci le nostre famiglie nell'amore scambievole, rendi la patria nostra fedele al tuo insegnamento e alla parola del Papa, fa' che si uniscano nella concordia tutti i cittadini; river­sa sul mondo intero l'abbondanza della tua misericordia, la tua luce, la tua pace, la tua salvezza.
Fioretto: O Signore, allarga gli spazi del mio cuore in modo che ti possa ringraziare per i doni elargitimi.
Giaculatoria: "Cuore Sacratissimo di Gesù, Cuore pieno di bontà, in te solamente confidiamo".

20 Giugno
AMA IL PROSSIMO TUO…
Gesù nella risposta al dottore della legge (Mc 12,28-31) ci dà la chiave vera per ridurre la nostra vita "ad unum": l'Amore. Potrebbe essere oggi un argomento scontato. Tutti ne parlano, tutti hanno una ricetta. Alle volte succede che, parlandone troppo, si mette in peri­colo il vero ideale e si perde il valore genuino. Tutto ciò che non porta ad una crescita del senso di comprensio­ne, di umana solidarietà, di accettazione reciproca, ma che invece favorisce l'individualismo egoista che rom­pe l'unione tra gli uomini e le cosiddette razze, diventa un cancro che divora e un fuoco che distrugge. In tal modo giungiamo al punto di eliminare l'amore tra gli uomini e quindi non si ama più Dio: facendo così, si pen­sa di amare il prossimo che ci piace, e tutto ciò chiedia­mo a Dio diventa a senso unico, non secondo l'amore di Dio... ma secondo l'amor proprio.
Alcuni scrittori marxisti negano Dio perché... è un intruso, è un Qualcuno che fa riflettere, e l'uomo diventa una marionetta o un robot nelle sue mani. Gesù ci insegna di amare in una prospettiva di fede: amare Dio nel nostro prossimo e amarlo perché prima di noi lo ama Dio. Sepa­rato dall'amore di Dio il buon cuore rischia di trasformarsi in debolezza se non è sorretto e purificato dalla divina ca­rità... Ciò che è radicalmente diverso, di profondamente rivoluzionario, non è solo il modo, l'intensità con cui il discepolo ama, ma la natura stessa di tale amore: è un amore divino - perché è partecipazione dell'amore stesso con cui Dio ci ama e ci ama in Cristo.
Fioretto: Devo ricordarmi una famosa frase: "Ama il Signore Dio tuo e fa' tutto ciò che vuoi".
Giaculatoria: "O Cuor amabile, sempre a te unita, pia santa ed umile sia la mia vita".
  
21 Giugno
GRAZIE, MADRE SANTA
Sulla croce Gesù non è pago di donare se stes­so per nostro amore. C'è ancora il testamento da integrarci, è la parte più cara al suo cuore, il teso­ro più prezioso: la sua Madre. Con questo estre­mo distacco il suo sacrificio è veramente com­pleto. "Donna: ecco il tuo figlio" dice alla Madre. "Ecco la tua Madre" dice a Giovanni. Eravamo tutti presenti in quel momento ai piedi della croce insie­me a Giovanni. "La Beata Vergine avanzò nella peregri­nazione della fede e serbò fedelmente la sua unione al Figlio fino alla croce, dove, non senza un disegno divi­no, se ne stette sofferente profondamente col suo unige­nito e associandosi con amore materno al sacrificio di lui, amorosamente consenziente alla immolazione della vittima da lei generata" (Conc. Vat. Il). "La Beata Vergine per il donoesplicito della divina maternità che la unisce al figlio Redentore, e per le sue singolari grazie e funzioni, è pure intimamente congiun­ta con la Chiesa. La Madre di Dio è figura della Chiesa... - nell'ordine della fede, della verità, della perfetta unione con Cristo" (Conc. Vat. Il). Maria coopera alla rigenera­zione e alla formazione dei fedeli con amore di Madre. La sua missione materna è di condurre al suo Gesù tutti i suoi figli. "Grazie, o Madre, per la tua donazione. Rivolgi lo sguardo su di noi, gloriosa Sovrana, Madre del nostro Si­gnore, guida e svolgi il nostro destino perché ti sia gradi­to. Spegni gli impulsi delle passioni. Conduci il nostro cammino al porto e ottienici la felicità futura" (S.  Gio­vanni Damasceno).
Fioretto: Offrirò il mio cuore a Maria in modo che lo renda puro e innocente come quello di un bambino.
Giaculatoria: "Verso chi si smarrisce, sii clemente e pia, Vergine Santa, dolcissima Maria".
  
22 Giugno
LASCIATE CHE I FANCIULLI…
Il S. Cuore ama tutti, ma ha un amore tutto speciale per i fanciulli. Un giorno alcune madri si fanno largo tra la fol­la e vogliono a tutti i costi che Gesù benedica i loro bim­bi. Gli apostoli sono infastiditi, ma Gesù dolcemente li rimprovera e dice: "Lasciate che i fanciulli vengano a me". Gesù vede intorno a sé delle madri addolorate e pian­genti, ha un pensiero ben più alto che le proprie sofferenze e dice loro: “O figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma su voi stesse e sui vostri figli”. Hai tu dei figli, dei fratelli, dei nipoti? Vedi come oggi cresce la gioventù! I tempi sono cambiati: non sono più le figlie 'modeste e caste' di un tempo, dedite al lavoro ed alla pietà, amanti della riservatezza e della modestia. Oggi, salvo buone eccezioni, c'è più leggerezza, vanità, volubilità, pretese, inclinazione all'arroganza, alla frivolezza e alla libertà spesso fuori delle righe. Quanto pianto in tante famiglie e, non di rado, c'è il disonore e l'angoscia della casa.
Il negozio, l'officina, il lavoro, i campi, lo studio, di­ventano una necessità di vita, ma anche un evidente e gra­ve pericolo. Il contatto con compagni già immersi nel vi­zio, l'accendersi delle passioni, gli incentivi provocatori di certe letture e di certi divertimenti, a poco a poco offu­scano tutta la bellezza della virtù. Genitori troppo per­missivi e deboli, incapaci di un atto di fermezza e di fie­rezza cristiana, genitori sempre pronti a difendere e ad ac­contentare i propri figli, che non sanno mai vedere un di­fetto nei loro figli, pronti a magnificarne le virtù ad ogni passo e ad ogni costo! talvolta anche pietra di scandalo al­le loro stesse creature...
Fioretto: Le tentazioni sono tante nel mondo... bisogna difendersi con la preghiera e un cuore puro.
Giaculatoria: "Amor di Gesù, infiamma il mio cuor. Sa­pienza di Gesù, ammaestra il mio cuor".
  
23 Giugno
PERSEVERARE NEL BENE
Chi più pesante, chi più leggera, tutti abbiamo una croce personale; ma ve n'è una comune a tutti quanti i buoni cristiani: la cro­ce predetta da Gesù. Quando salì la montagna delle Beatitudini, ebbe due parole che furono una vera rivelazione per i suoi discepoli: - Beati voi quando vi oltraggeranno, vi perse­guiteranno e, mentendo, diranno di voi ogni male per causa mia. Come? L'essere perse­guitati per amore di Gesù è dunque una beatitudine? Ral­legratevi allora ed esultate perché grande è la vostra ricom­pensa nei cieli. Quando il padre tuo, il fratello, la sorella e forse anche la madre, escono con una parola pungente, non abbandonarti all'ira o all'avvilimento, ma sorridi nel tuo cuore, manda uno sguardo al cielo, offri la derisione ricevuta a Gesù e ripeti con tutta la tua fede: - Grazie, o Gesù, converti questa spina in una gemma per la mia coro­na. Pazienta sempre con calma, con gioia, ma anche con santa fermezza nelle tue opere di pietà. Alla tua perseveranza nel benealla tua dolcezza, Dio tiene forse legata la conversione di quell'anima che ti fa crudelmente soffrire. Ed il mondo? Rammenta le parole d'inferno che tante volte ti si gettano in faccia, rammen­tale frecciate, i disprezzi, le ironie, le imprecazioni, la can­zonatura, a cui sei fatto segno. Fatti venire in mente il Di­vin Cuore coronato di spine e disprezzato; ricordati di Ge­sù sulla croce beffeggiato dai carnefici, e i tuoi patimenti ti sembreranno rose.
Fioretto: Concedimi, Signore, la forza di sopportare con pazienza e serenità tutte le contrarietà della vita.
Giaculatoria: "Dolce Cuor di Gesù, porta sulla retta via tutti coloro che si smarriscono".
  
24 Giugno
SEMINA A LARGHE MANI IL BENE
Quando S. Giovanni Battista dal fondo della prigione mandò due dei suoi discepoli a Gesù per domandargli se fosse veramente il Redentore promesso, Gesù per tutta risposta si appellò ai frutti del suo zelo: "Andate e riferite a Giovanni che i ciechi vedono, gli storpi camminano, i morti risorgono, i poveri sono evangelizzati". Gesù vuole la nostra salvezza: Egli vive e opera per noi; per noi muo­re sulla croce. Non ci sentiamo infiammati da queste paro­le di Gesù? Gesù brucia di zelo. E noi? Guardiamo il mon­do. Non ci sentiamo il cuore preso da una morsa, di fron­te a tanto male dei nostri giorni? Non piangiamo al vede­re intorno a noi tanta rovina di anime, tanto scempio del­l'innocenza? Non sentiamo il fremito imperioso di segui­re l'invito di Gesù e di unirci alle anime buone e generose per far argine a tanto male, per offrire le nostre forze e la nostra vita per la gloria di Dio e la salvezza delle anime?
E’ forse troppo piccolo il campo che Gesù ha affida­to al nostro zelo? Quante anime intorno a noi sono pie­ne di mille pregiudizi sulla religione e sulle eterne ve­rità. Ci impegniamo nel dir loro una parola di fede, nel cancellare i loro errori? Ricordiamo la parola di Gesù che il buon seme presto o tardi germoglierà? Seminiamo molto, seminiamo a larghe mani il bene; non andrà per­duto in terra, fruttificherà sempre per il cielo. Quanti di­fetti nelle persone che conosciamo, che amiamo! Quan­te cattive inclinazioni, e forse quanti scandali! Sappia­mo però che la carità obbliga tutti alla fraterna correzio­ne e all'aiuto vicendevole.
Fioretto: Eserciterò qualche opera di misericordia spi­rituale o corporale per la mia e altrui salvezza.
Giaculatoria: "Cuore di Gesù, converti i peccatori, sal­va i moribondi, libera le anime del Purgatorio".
  
25 Giugno
UN CUORE CHE PREGA
Se comprendessimo la necessità e la potenza del­la preghiera! Se sapessimo che la preghiera è la debolezza di Dio e la forza dell'uomo! Gesù invita, raccomanda, impone la preghiera, lega ad essa ogni grazia, ogni benedizione, perfino l'eterna salvezza. Egli stesso prega dovunque e sempre; nel Tempio e nell'Orto degli ulivi, sul monte e sulle acque, sulle piazze e nelle sinagoghe. San Tommaso d'Aquino non com­prende una questione molto difficile: prega e la preghiera lo illumina. La Maddalena ha l'anima coperta di peccati: prega ai piedi di Gesù e la preghiera la purifica. San Pietro corre il pericolo di sommergersi nelle acque e prega; la pre­ghiera lo fortifica. Marta e Maria pregano piangendo dinan­zi a Gesù nell'ora del dolore e la preghiera le consola. Pre­gano gli Apostoli nel Cenacolo e la preghiera fa scendere lo Spirito Santo con i suoi doni celesti.
E noi quando preghiamo? Preghiamo quando abbia­mo bisogno di aiuti speciali, nelle tentazioni, nei perico­li, nelle cadute? Preghiamo per noi, per la nostra famiglia, per chi ci vuol bene e chi ci vuol male? Preghiamo per tan­ta povera gioventù, per i peccatori, per i moribondi, per le anime sante del Purgatorio? Non dimentichiamo mai nel­le nostre preghiere il Papa, i sacerdoti, i missionari di qual­che Istituto di nostra conoscenza e le vocazioni religiose. Nelle preghiere diamo largo campo anche alla medita­zione. "E’ il principio di ogni bene" (S. Agostino). "È la via più facile e più spedita per l'acquisto della perfezio­ne" (SIgnazio). Che importa a te se la medicina è ama­ra quando produce il suo effetto benefico?
Fioretto: Rivolgiamoci al Cuore di Gesù affinché ci in­segni a ben pregare per noi e per il prossimo.
Giaculatoria: "Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il mondo".
  
26 Giugno
E’ ACCANTO A OGNUNO DI NOI
Quando fai l'elemosina, ricordati che il Padre tuo vede nel segreto: non sappia la tua sinistra quello che fa la destra. Quando preghi, entra nella tua camera e chiudi l'u­scio poiché il Padre tuo vede in segreto. Quando digiuni, il tuo digiuno non si manifesti agli uomini, ma al tuo Padre celeste il quale vede ogni cosa. Dio vede tutto intorno a te... dentro di te. Anche le minime cose nascoste agli uomi­ni non sfuggono al suo sguardo divino. Nessuno può penetrare nei segreti del tuo cuore. Dio sì. Quando crediamo di essere soli, vi è sempre un occhio che vede i nostri pensieri. Un orecchio che sente le nostre parole, una mano che scrive le nostre azioni. Dio ci vede! Dio ci vede dappertutto, anche quando facciamo il male! E un pensiero che spaventa e insieme consola!
Il mondo non si cura di noi, talvolta ci disprezza; Dio no. Egli vede le nostre mortificazioni, i nostri piccoli sa­crifici, gli atti di zelo, di umiltà, di carità, di pazienza. Con­soliamoci dunque: ogni azione, ogni giaculatoria è scrit­ta in cielo. Ogni lacrima è una gemma per la nostra coro­na. Com'è bella, com'è divina questa vita d'unione con Gesù! Al mattino, appena ci svegliamo, mandiamo il no­stro primo pensiero al Cuore di Gesù e alla Vergine Im­macolata; vestiamoci con modestia e riflettiamo: siamo alla presenza di Dio. Pensiamo che ci sta vicino per san­tificare le nostre fatiche quando lavoriamo; per santificare ogni nostro respiro, ogni palpito del cuore. Ed alla se­ra l'ultimo nostro pensiero sia per Dio.
Fioretto: Spesso richiamerò alla mente il pensiero che Dio mi vede e lo saluterò con devote invocazioni.
Giaculatoria: "Signor mio e Dio mio! Mia forza e mio rifugio! Mia gioia e mio sostegno!".
  
27 Giugno
GESU’ CI DONA LA MADRE
Vicino al cuore della Madre, Gesù com­pie l'estremo sacrificio. Prima di morire det­ta il suo testamento. In mezzo agli strazi del­l'agonia, contempla il discepolo prediletto e gli dice: "Eccoti tua Madre". Il solenne testa­mento è dunque sigillato dal sangue di Gesù. Per ultima sua volontà, Maria diventa la Madre di tutti. Maria è la Regina del cielo e della terra. L'ha arricchita di tutti i doni di natura, di grazia e di gloria. L'ha fatta Imma­colata e Vergine Madre, perché sua Madre. E perché tale, la volle in cielo, anima e corpo. Di lassù come Madre di Dio tutto può, come Madre tua adottiva tutto vuole. Ricor­da le nozze di Cana. Maria si interessa del caso e Gesù si decide a operare il miracolo. Tutte le grazie del Signore vengono a noi per mezzo della Madonna. E se la stimia­mo, come cerchiamo di amarla?
Un figliolo che dice di amare la sua mamma e poi - l'offende, non è sincero; è un cattivo figliolo. E noi non offendiamo forse la Madonna col peccato? Quando com­mettiamo un peccato... soffre per noi, per noi invoca sem­pre la Divina Misericordia. Le offriamo ogni giorno il no­stro cuore? La onoriamo al mattino ed alla sera con la re­cita almeno dell'Ave Maria? Riusciamo a salutarla tre vol­te al giorno con la preghiera dell'Angelus? E prima di met­terci a letto, prendiamo fra le mani la corona del Rosario? Ricordiamoci che il santo Rosario è il termometro della nostra devozione a Maria.
Fioretto: Ama la Madonna; è l'amore più bello e più santo dopo quello di Dio (S. Massimiliano Kolbe).
Giaculatoria: "Gesù, quest'anima solo in te spera: per Te abbia merito la mia preghiera".
  
28 Giugno
PER ESSERE FELICI
La felicità è l'aspirazione di tutti gli uomini, un feno­meno universale. S. Tommaso d'Aquino analizza questa ricerca e riconosce che non si trova nelle ricchezze, negli onori, nella fama, nel potere, nel piacere, né in alcun bene creato: nulla appaga questa sete incoercibile di felicità. Scrive un convertito dei nostri tempi: "Ho girato il mon­do alla ricerca della felicità, ma non l'ho trovata. Ho attra­versato deserti e montagne, campagne e pianure. Invano. Sono entrato in una chiesa, un primo Venerdì del mese; vi era Gesù esposto. Sono stato folgorato: ecco la sorgen­te della vera felicità, il Cuore Eucaristico del Salvatore". La fede risolve l'enigma: la felicità sta nella visione di Dio quando "lo vedremo così com'egli è". Allora si com­prendono certe espressioni dei santi: S. Francesco d'As­sisi: "È tanto il bene che m'aspetto, ch'ogni pena m'è di­letto"; S. Margherita Maria Alacoque passava intere not­ti in adorazione: notti di Paradiso...
Gesù dice: "Rallegratevi ed esultate perché grande è la vostra ricompensa nei cieli" e ancora: "Nessuno vi po­trà rapire la vostra gioia". Eva Lavallière, ballerina, attri­ce, cantante, al colmo degli onori tentò il suicidio gettan­dosi nella Senna. Fu salvata e dopo un lungo travaglio si convertì. Scriveva a un'amica: "Ora sono così felice! Tu non puoi immaginare come io sono felice! Ho scoperto l'amore di Dio". S. Camillo de Lellis, ai piedi del croci­fisso, vide un braccio di Gesù staccarsi dalla croce per attrarlo al petto, accostando le sue labbra alla ferita del co­stato. Il Santo ne restò ebbro di felicità.
Fioretto: Oggi entrerò in chiesa e ai piedi del Sacro Cuore di Gesù metterò ogni mia aspirazione, desiderio".
Giaculatoria: "O Cuore di Gesù, pieno di amore per noi, infiamma il cuor nostro d'amore per Te".
  
29 Giugno
SOLO L’AMORE CI SALVERA’
Giovanni Paolo Il può essere considerato un gran­de apostolo del Cuore di Gesù. Ha pienamente mani­festato di possederne lo spirito nelle due encicliche "Redemptor e Dives in Misericordia"; in vari discorsi occasionali ed omelie festive. Il Papa ha prati­camente centrato il suo messaggio al nostro mondo sul rispetto della persona umana, sulla promozione di una vita più dignitosa per tutti, sulla solidarietà verso ogni essere umano, senza distinzione di razza e di paese, di lingua e di cultura. Al di sopra della conquista della scienza e della tec­nologia, c'è la dignità della persona umana, i cui diritti non possono essere forzati né ostacolati da nessuna ideologia e ambizione umana, da nessun potere politico e sociale, da nessuna cultura imposta con la forza o con l'inganno.
Giovanni Paolo II difende questi principi umanitari, appellandosi alla legge dell'amore, qualità propria di Dio ma anche dell'uomo, essendo stato fatto a sua immagine e somiglianza, redento dall'amore di Cristo, elevato alla - dignità di figlio di Dio dall'amore misericordioso del Pa­dre che è nei cieli. Nell'enciclica "Redemptor hominis", il Papa ha riferimenti espliciti al Cuore di Gesù. "La Re­denzione del mondo è, nella sua più profonda radice, la "pienezza della giustizia" in un Cuore umano: nel cuore del Figlio primogenito, perché essa possa diventare giu­stizia dei cuori di molti uomini... chiamati all'amore" (RH 9). L'enciclica "Dives in Misericordia" ci mette di fronte all'amore infinito del Padre, un amore di misericordia ver­so l'uomo, sempre bisognoso di perdono e di redenzione.
Fioretto: Farò una visita al Cuore di Gesù in modo da rafforzare i miei buoni propositi di queste mese.
Giaculatoria: Cuore amatissimo, non altro anelo, che darti gioia in terra e in cielo".
  
30 Giugno
SI PRENDE CURA DI NOI
Si usa spesso la parola consacrazione anche nei rap­porti umani: un medico si consacra ai suoi malati, un inse­gnante alla formazione dei suoi alunni, una mamma all'e­ducazione dei suoi figli... non vivono per sé ma per colo­ro ai quali si sono donati, facendo della loro professione una vera missione. La parola "consacrazione" implica dun­que l'idea di servizio e dedizione. La consacrazione è di natura religiosa. Dio solo è il Signore degno della totale sottomissione dell'uomo. Egli solo merita che gli offria­mo la nostra libertà, il nostro impegno quotidiano, il nostro essere. Nella Bibbia in generale e nel Vangelo in partico­lare si leggono promesse meravigliose della bontà di Dio a coloro che si impegnano con Lui.
Il Salmo 90 esalta la sicurezza data da Dio a colui che si mette sotto la sua protezione. Un salmo pieno di sere­nità, fa intravedere la pace e la gioia di chi consacrando­si all'Amore di Dio si lascia guidare da Lui. Ecco le e­spressioni conclusive: "Lo salverò perché a me si è affi­dato, lo esalterò perché ha conosciuto il mio nome. Mi in­vocherà e gli darò risposta, presso di lui sarò nelle sven­ture, lo salverò e lo renderò glorioso. Lo sazierò di lunghi giorni e gli mostrerò la mia salvezza" Salmo 90,14-16.5. Margherita Maria Alacoque così scriveva a Madre de Sau­deilles: "Egli riparerà tutto ciò che vi può essere di im­perfetto nelle vostre azioni e santificherà le buone azioni se vi unite in tutto ai suoi disegni". La veggente di Paray-­le-Monial scrive ancora: "abbandonandoci a Lui, egli si prende cura di noi".
Fioretto: Grazie o Cuore di Gesù, per tutte le grazie e­largitemi lungo questo caro mese a Te dedicato.
Giaculatoria: "Gesù, Giuseppe e Maria assistetemi nell'ultima mia agonia".


LE PROMESSE DEL SACRO CUORE DI GESU’
Queste “Promesse” costituiscono un piccolo Codice dell’amore e della misericordia di Dio. Nello stesso tempo sono una sintesi di quanto Gesù ci dice nel Vangelo. Ne elenchiamo dodici, raccolti negli scritti dell’apostola del S. cuore: Margherita Maria Alacoque.

1. Darò loro tutte le grazie necessarie al loro stato.
2. Metterò la pace nelle loro famiglie.
3. Li consolerò in tutte le loro afflizioni.
4. Sarò il loro sicuro in vita e specialmente in punto di morte.
5. Spanderò le più abbondanti benedizioni sopra tutte le loro imprese.
6. I peccatori troveranno nel mio Cuore la fonte e l’oceano della misericordia.
7. Le anime tiepide diventeranno fervorose.
8. Le anime fervorose s’innalzeranno rapidamente a grande perfezione.
9. Benedirò le case dove l’immagine del mio Sacro Cuore sarà esposta e venerata.
10. Darò ai sacerdoti il dono di commuovere i cuori più induriti.
11. Le persone che propagheranno questa mia devo­zione avranno il loro nome scritto nel mio Cuore e non ne sarà mai cancellato.
12. A tutti quelli che per nove mesi consecutivi si co­municheranno al primo Venerdì di ogni mese, Io pro­metto la grazia della penitenza finale; essi non mori­ranno in mia disgrazia, ma riceveranno i sacramenti, e il mio Cuore sarà loro sicuro asilo in quel momento estremo.

 
 
 
Consacrazione del genere umano al
S. CUORE di GESU'
  
  O Gesù, dolcissimo, o Redentore del genere umano, guarda a noi, umilmente
protesi dinanzi al tuo altare. Noi siamo tuoi, e tuoi vogliamo essere; e per
essere a Te più strettamente congiunti, ecco che ognuno di noi oggi
spontaneamente si consacra al Tuo Sacratissimo Cuore
. Molti purtroppo non ti conobbero mai, molti, disprezzando i tuoi comandamenti, Ti ripudiarono.

 O benignissimo Gesù, abbi misericordia e degli uni e degli altri; e tutti
quanti attira al tuo Cuore Santissimo. O Signore, sii il Re non solo dei
fedeli che non si allontanarono mai da Te, ma anche di quei figli prodighi
che Ti abbandonarono, fa che quanto prima ritornino alla casa paterna, per
non morire di miseria e di fame. Sii il Re di coloro che vivono nell'inganno
dell'errore o per discordia da Te separati; richiamali al porto della verità
e all'unità della fede, affinchè in breve si faccia un solo ovile sotto un
solo Pastore.

 Largisci, o Signore, incolumità e libertà sicura alla tua Chiesa; largisci
a tutti i popoli la tranquillità dell'ordine; fa che da un capo all'altro
della terra risuoni quest'unica voce:
Sia lode a quel Cuore Divino da cui venne la nostra salute; a Lui si canti
gloria e onore nei secoli. Amen.


(un dolcissimo, tenerissimo, amorosissimo atto di amore verso Gesù da Elisaesse)

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Dalla rivista mensile religiosa “PAPA GIOVANNI” n. 5, realizzata dai ‘Sacerdoti del S. Cuore’ (Dehoniani) Collegio Missionario Via Barletta – 70031 Andria (Bari) Tel.: 0883.592345 – Fax.: 0883. 592014. c.c.p.: 5702   - Chi volesse ricevere la rivista mensile cartacea, può richiederla al Collegio Missionari succitati.

venerdì 1 maggio 2015

IL MESE DI MAGGIO CON MARIA



 01 maggio
 Maria, cuore che accoglie lacrime e sorrisi Lectio divina Dal Vangelo secondo Giovanni ( 2,5)

 La madre dice ai servi: «Fate quello che vi dirà». Meditazione Durante una festa di nozze Maria si accorge che il vino è finito! È difficile continuare a far festa, per questo sollecita l’intervento di Gesù. Anche oggi Maria è quella presenza attenta che sa vedere e chiedere quanto serve perché la nostra vita sia una festa. Lei ha un cuore grande, capace di accogliere lacrime e sorrisi di ogni figlio, proprio come alle nozze di Cana! C’invita a capire che Suo figlio vuole donarci il vino nuovo, assaporiamolo ancora una volta, perché è il vino della grazia e della forza di Dio che sempre ci sostiene nel cammino della vita.

 Fioretto
 Nella giornata di oggi prego per tutte le coppie che sono in crisi, per le famiglie divise per svariati motivi.

 Giaculatoria Maria, cuore che accoglie lacrime e sorrisi prega per noi.


 02 maggio
Maria umile serva di un Signore che in Te cercò la Vita! Lectio della Parola Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1, 38)
 Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l'angelo partì da lei. Meditazione Maria, Ti sei fatta umile serva del Signore. Egli in te ha cercato la Vita; voleva che sorgesse la vita, e tu non hai esitato a dire SI con grande forza e con immenso amore. Ti sei lasciata cullare da quella grazia meravigliosa di Dio che è entrata nel cuore. Sei diventata dimora della Vita; ti sei fatta culla della vita per colui che genera la Vita. Maria, Madre del Signore, fa che possiamo in ogni istante sentire si essere adagiati sul tuo petto, per sperimentare il dolce ricordo di una Madre come te, che sempre ci tiene stretti al Suo petto in un armonico incontro di materna dolcezza e infinita tenerezza.

Fioretto Nella giornata di oggi cercherò di dire più volte “sì”, anche quando mi costa.

 Giaculatoria: Maria umile serva di un Signore che in Te cercò la Vita! Prega per noi



 03 maggio
 Maria, bagliore di Dio fra i rumori della vita! Lectio della Parola Dal Vangelo secondo Luca
Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: “Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te” Meditazione L’angelo, entrando da Maria, usa questa bellissima espressione, riconoscendola come la stracolma di grazia, la prediletta di Dio. Ma soprattutto le dice che Dio abita in lei: il “Signore è con te”...Tu sei la luce di questo popolo, in Te c’è la luce, il bagliore di Dio, il faro della Sua presenza si fa trasparenza nella tua vita. E, fra i rumori della vita, Tu saprai farti strada, perché saprai essere luce. O Maria, faro di vera carità, in Te l’Onnipotente ha voluto farsi uomo tra i rumori di questa vita, tra le miserie della nostra storia. Tu, dolcissima Madre, sguardo di luce e di forza, allarga il Tuo cuore, sii luce sul nostro cammino e accompagnaci lungo la ostra strada, perché conduca fino a Te …. A Te che sei Bagliore di Dio nei rumori della nostra vita!

 Fioretto Nella giornata di oggi cercherò di portare luce nel buio di qualcuno, andrò a trovare qualcuno che è solo o chiamerò qualcuno che non sta bene, anche solo per chiedergli come va!

Giaculatoria Maria, bagliore di Dio fra i rumori della vita, prega per noi!



 04 maggio
 Maria, carezza di Dio per il cuore che ti ama Lectio della Parola Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1, 41-42)
Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! Meditazione Elisabetta intona un cantico di lode a Maria prima ancora che al bambino: “Benedetta sei tu figlia, davanti a Dio l’Altissimo, più di tutte le donne che vivono sulla terra”. Tu sei quella carezza di Dio che giunge sulla terra, nel cuore di chi ama! Tu sei la forza, o Maria; senza di Te ci sentiremmo persi,. Saremmo un nulla senza quella carezza che ci fa sentire amati e protetti dal Padre che sta nei cieli. Donaci sempre la Tua carezza di Madre, di figlia, di sposa. Donaci, in ogni istante, quella carezza sul viso che fa di noi un pezzo di Paradiso.

 Fioretto Oggi darò una carezza a una persona che amo, senza nessun timore, io strumento della carezza di Maria

 Giaculatoria Maria, carezza di Dio per il cuore che ti ama! Prega per noi



05 maggio
Maria, fiamma di speranza per un cuore che Ama! Lectio della Parola Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1,30)
 “L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio” Meditazione Maria, non avere paura perché ora sei la fiamma della speranza di un popolo che da tempo attende il tuo SI. Senza timore, noi guardiamo a Te che sei la stella della nostra speranza; non possiamo temere nei momenti di smarrimento e di scoraggiamento se guardiamo a Te, che senza paura ti sei abbandonata alla volontà di Dio. Tu sei fuoco che arde nella speranza per un cuore che ama e che sa amare. Insegnaci a sperare l’insperabile come hai fatto Tu, regina della speranza. Fa che il nostro cuore palpiti sempre per Te e con Te, con un amore indicibile e inesprimibile, perché infinito è il Tuo amore di Madre e nostra compagna. Fioretto Oggi andrò in una casa di riposo, in un ospedale o in una casa in cui vi sia un ammalato e starò con lui per essere testimone credibile della speranza di Maria. Giaculatoria Maria, fiamma di speranza per un cuore che Ama! Prega per noi


 06 maggio
 Maria, fiore delicato che sbocciò fra le mani di Dio
 Lectio della Parola Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1, 38)
 “Allora Maria disse: Ecco sono la serva del Signore avvenga di me quello che hai detto” Meditazione Maria ha dato piena disponibilità al progetto di Dio, germogliando come fiore profumato tra le Sue mani. È una risposta che si attendeva da tempo! Ed ora Colei che è l’Immacolata, la Madre del Signore, si rimette completamente alla volontà del Signore. Mai nessuna donna aveva detto di essere la serva del Signore. Si tratta di una grande novità, di un richiamo forte al progetto meraviglioso di Dio, quello di rispondere alla speranza dell’uomo che soffre. Con Maria ogni domanda dell’uomo riceve adesso risposta in Gesù, nostro Salvatore.

 Fioretto Nella giornata di oggi cercherò di farmi strumento della volontà di Dio.

 Giaculatoria Maria, fiore delicato che sbocciò fra le mani di Dio, prega per noi



07 maggio
 Maria, gioia di Dio per l’uomo che Ti cerca LECTIO DELLA PAROLA Isaia 52,7

 “Come sono belli sui monti i piedi del messaggero di lieti annunzi che annunzia la pace, messaggero di bene che annunzia la salvezza, che dice a Sion: «Regna il tuo Dio”. Meditazione Maria rappresenta la gioia dell’uomo in ricerca; Lei è messaggera di quel bene che salva l’uomo. Porta in Sé e con Sé una presenza inconfondibilmente divina. Ora può regnare Dio, oggi è giunta la salvezza, la paura scompare. Oggi questa messaggera si fa incontro a te, uomo in ricerca. Non avere alcun timore, perché Maria è la gioia divina fatta persona. Perché Ella contiene in Sé il Verbo della vita, il Verbo che dà la Vita eterna, il Verbo che si fa gioia sul tuo viso, perché tu sia un frammento della Sua presenza su questa terra. Maria, gioia del Padre, fatti nostra compagna oggi e sempre, perché sul nostro viso splenda sempre radiante il Tuo sorriso!

Fioretto Oggi regalerò sorrisi a tutti coloro che incontrerò indipendentemente dal mio stato d’animo. Cercherò di portare non la mia ma la Sua gioia in ogni ambiente in cui oggi mi troverò a stare. Stamperò sul mio viso il Suo sorriso.

Giaculatoria Maria, gioia di Dio per l’uomo che Ti cerca! Prega per noi



 08 maggio
 Maria, giovane donna che, nel SI, dicesti ogni cosa! Lectio della Parola Isaia 61,10

 Io gioisco pienamente nel Signore, la mia anima esulta nel mio Dio Meditazione Per la venuta del Signore, il profeta Isaia gioisce e la sua anima esulta in Dio. E Maria fu Colei che disse SI a quella gioia che prendeva forma umana. SI... disse il cuore di Maria dinanzi al mistero di Dio che s’incarnava in Lei; e quella piccola parola divenne accettazione di un evento talmente grande che nessuna mente umana potrebbe mai concepire o comprendere. Ma non v’era nulla da temere e Maria lo sapeva. E fu gioia, dunque. Gioia nel cuore di Maria, gioia nella sua anima che esultava in Dio. SI...non disse altro Maria, e la sua vita si riempì di quella luce e di quella grazia che nulla avrebbero mai potuto spegnere o allontanare. Oggi anche noi siamo chiamati ad accogliere quella luce e a lasciare che la grazia di Dio dipinga i nostri giorni con i colori della vera VITA. Non dobbiamo dire altro che... SI.

Fioretto Oggi accoglierò con un sincero SI gli impegni quotidiani, senza lamentarmi, seguendo l’esempio di Maria che non esitò ma si lasciò guidare dall’Amore e dalla fede.!

 Giaculatoria: Maria, giovane donna che, nel SI, dicesti ogni cosa, prega per noi!



09 maggio
 Maria, luce e colore nel buio di ogni cuore! Lectio della Parola Salmi 35, 10

 È in te la sorgente della vita,alla tua luce vediamo la luce Meditazione Gesù è luce nella vita di Maria e nella vita di tutti coloro che non vogliano chiudere gli occhi sull’amore immenso di un Padre che, ogni giorno, cammina insieme a noi e si prende cura dei nostri pensieri, del nostro cuore, della nostra anima. Ed è per mezzo di Gesù e della fede profonda che Maria si fa luce e colore nel buio di tutti quei cuori che a volte si arrendono alle difficoltà della vita, e si lasciano soffocare da tutti quei rumori che vorrebbero coprire la Sua voce. Ma il Suo silenzio e la dolcezza di quella Parola che fa eco nel cuore in un batter di ciglio non li possiamo dimenticare. E allora afferriamo la mano di Maria, chiudiamo gli occhi e lasciamo che la luce di Dio, per mezzo di Lei, si faccia luce e colore nel buio del nostro cuore.

 Fioretto Oggi ascolterò gli altri con attenzione e cercherò di essere, io stesso, luce e colore nel buio del loro cuore!

 Giaculatoria: Maria, luce e colore nel buio di ogni cuore, prega per noi!




 10 maggio Maria, Madre che allieta ogni umano pensiero Lectio della Parola Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1, 51)

 “Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore” Meditazione Maria, canta le meraviglie di Dio per quanto Dio stesso vuole operare in Lei. Maria comprende che Dio può rendere lieto ogni pensiero umano, perché Lui disperde quelli che sono i pensieri dei superbi, di coloro che sono pieni di sé, per donare umiltà, forza e pazienza a ogni uomo. Così Maria si fa voce del pensiero di Dio, perchè il pensiero umano sia ricco di letizia, e non ci sia spazio per la tristezza ma solo per la gioia di Dio. E che questa sia una gioia che passa dal braccio potente di Dio verso tutti, soprattutto verso chi umile si abbandona a Lui. Maria, insegnaci a pensare come Te; donaci un lieto pensiero umano, perché il cuore sorrida, l’anima voli alta e la nostra vita sia ricca solo di una preghiera calda e silente per DIO.

Fioretto Oggi cercherò di leggere delle letture sul mistero di Dio, vite di santi o comunque esempi di vita cristiana.

Giaculatoria Maria, Madre che allieta ogni umano pensiero, prega per noi.



11 maggio
 Maria, Madre che, per mano, accompagni ogni figlio! Lectio della Parola Luca 2,34-35

 «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima»” Meditazione Gesù è riconosciuto come Colui che segnerà la rovina e la risurrezione di molti in Israele, e Simeone non tace neppure quella spada, quel dolore, che trafiggerà Maria, Sua Madre. Maria, però, accompagnerà sempre la vita di Gesù nel silenzio di fede di una Madre che sa di poter confidare nell’amore di Dio, al di là di ogni dolore, al di là di ogni vicenda, al di là di ogni parola umana. Oggi anche noi vogliamo diventare capaci di quella stessa devozione e di quella fede, perché, ogni giorno, la vita ci mette di fronte a mille difficoltà, a tanti dolori. Ma non dimentichiamo mai che come Maria accompagnò Gesù, tenendolo per mano, così oggi prende anche noi con quella stessa mano e c’invita a confidare, perché Lei è con noi!

 Fioretto Oggi non volterò le spalle a chiunque avrà bisogno di un piccolo grande aiuto, ma lo prenderò per mano come Maria fa con me e lo accompagnerò come fosse un figlio, impegnandomi a testimoniare, in questo modo, tutta la dolcezza dell’Amore di Dio!

 Giaculatoria: Maria, Madre che, per mano, accompagni ogni figlio, prega per noi!



 12 maggio Maria, Madre di carità e fiducioso abbandono! Lectio della Parola 1Corinzi 13,4

 La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia Meditazione Il tuo viso, Maria, è volto di carità che si prodiga e si consuma per ognuno dei tuoi figli. Sei paziente, Maria, e sei benigna con ciascuno di noi. Ci accogli fra le Tue braccia e la Tua mano si fa carezza sul cuore quando una lacrima viene giù fra i rumori di questa vita. Insegnaci quella stessa carità e lascia che ognuno di noi sappia accogliere Te e sappia trovare in Te la sua speranza più bella, la sua certezza di vita, il suo esempio di carità da cui lasciarsi maternamente guidare!

Fioretto Oggi farò in modo di mettere in pratica la carità con una piccola o grande opera che il mio cuore vorrà compiere lasciandosi guidare dall’esempio di Maria

Giaculatoria: Maria, Madre di carità e fiducioso abbandono, prega per noi



13 maggio
 Maria, Madre di preghiera che da soli non ci lasci! Lectio della Parola Salmi 6,10

 Il Signore ascolta la mia supplica, il Signore accoglie la mia preghiera Meditazione Anche Maria, Madre del suo piccolo Gesù, fu Madre che insegnò a pregare ed Ella stessa confidò nella forza che viene dal quel tenero dialogo che ogni uomo può intrecciare con il Signore! Non è un dialogo fatto di parole difficili, ma un dialogo costruito con il cuore e fatto risplendere alla luce di un completo abbandono fra le braccia di Dio. Gesù pregò, da bimbo, fra le braccia di Maria, e fu ancora e sempre la preghiera a sostenere la Sua missione quando, da grande, i Suoi passi incontrarono l’incomprensione umana. Allo stesso modo, con la forza della preghiera, Maria seguì il suo bambino e poi stette accanto a Lui quando l’uomo non volle credere all’Amore infinito che Gesù portava in dono con Sé. Confidiamo anche noi nella potenza di quelle parole che ci avvicinano a Dio, nel silenzio di un’anima, raccolta nella pace, fra le braccia di Maria. Perché il Signore ascolta la mia supplica, il Signore accoglie la mia preghiera!

Fioretto Oggi la preghiera guiderà la mia giornata, e quando qualcosa non mi andrà bene, concederò alla mia anima anche pochi istanti di silenzio, per ritrovarmi, in pace, fra le braccia di Maria, in dialogo con Dio!

 Giaculatoria: Maria, Madre di preghiera che da soli non ci lasci, prega per noi!



 14 maggio
Maria, Madre dolcissima che acquieta ogni pianto! Lectio della Parola Isaia 49,15

Si dimentica forse una donna del suo bambino,così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere?Anche se queste donne si dimenticassero,io invece non ti dimenticherò mai. Meditazione Al pari di una madre, e ben più di essa, Dio non dimenticherà mai nessuno dei Suoi figli. Maria sapeva che Dio non l’avrebbe mai abbandonata e riversò tutto quell’amore, di cui era pieno il suo cuore, su quel Bimbo che era mistero di grazia e che Dio le donò nella grandezza del Suo stesso amore. Maria si fece Madre tenerissima di quel Figlio generato dalla sola potenza di Dio e fu, per Lui, rifugio sicuro come quello che ogni bimbo può trovare tra le braccia di sua madre. E ogni giorno Maria ci accoglie fra quelle stesse braccia, riversando su di noi quello stesso amore e quella stessa tenerezza che seppe donare al suo Gesù. Lasciamoci abbracciare; abbandoniamo l’orgoglio e quella fierezza che trattengono le parole del nostro cuore. E quando proprio non ce la facciamo, lasciamo che Maria consoli il nostro pianto come fossimo bimbi stretti fra le Sue braccia.

Fioretto Per ogni piccolo o grande problema che oggi potrò incontrare, lascerò che sia Maria a consolare il mio cuore o il mio pianto e confiderò in Lei attraverso una preghiera silenziosa, senza permettere che rabbia o delusione abbiano voce

 Giaculatoria: Maria, Madre dolcissima che acquieta ogni pianto, prega per noi!



15 maggio Maria, Madre graziosa che a Lui ti sapesti abbandonare! Lectio della Parola 2Corinzi 4,9

 [...] perseguitati, ma non abbandonati; colpiti, ma non uccisi Meditazione Paolo esorta al coraggio della presenza cristiana, esorta a non lasciarsi mai intimidire, ad essere fieri nel dare testimonianza, anche se incompresi. Tale e tanto fu anche il coraggio di Maria, che Ella non ebbe timore e lasciò che Dio eseguisse, su di Lei, la Sua dolcissima melodia. Accolse con fede la musica di Gesù che, da Creatore, diveniva sua stessa creatura. Maria non ebbe paura, disse SI, al di là di ogni pensiero... Anche noi oggi vogliamo dimostrare, come Maria, di non temere nulla perché Dio è con noi anche quando sembra che nessuno ci comprenda, e vogliamo dire SI al Suo amore, SI alla Sua speranza, SI, alla Sua infinita e meravigliosa dolcezza; quella che risuona ogni giorno nel profondo di un cuore aperto alla Sua presenza.

Fioretto Oggi accoglierò con un sorriso ogni notizia ed ogni impegno, anche quando sembrerà che nessuno mi comprenda, perché lascerò che sia l’Amore di Dio a guidare le mie azioni!

 Giaculatoria: Maria, Madre graziosa che a Lui ti sapesti abbandonare, prega per noi!



16 maggio
Maria, ombra di pace in cui rifugiarsi! Lectio della Parola Dal vangelo secondo Luca (Lc 1, 48)

“D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata” Meditazione Maria, sei diventata beata perché in Te la forza del Signore ha cominciato ad abitare. Tutte le generazioni non finiranno di raccontare quanto Tu sei beata, quanto Tu sei grande agli occhi di Dio e degli uomini. Per sempre sarai beata, per sempre potrai cantare le Sue meraviglie, perché il Suo amore ha lasciato una traccia in Te. Sei ombra di pace in cui ogni giorno possiamo trovare rifugio sicuro. E non abbiamo paura di nulla, perché sappiamo bene che con Te accanto le paure sono dissipate. Accompagnaci Maria, e fa che ogni giorno possiamo trovare in Te la gioia di un abbraccio, la tenerezza di una dolce carezza!

Fioretto Oggi darò un abbraccio ai miei cari, per essere io frammento della Sua Tenerezza.

Giaculatoria: Maria, ombra di pace in cui rifugiarsi, prega per noi



 17 maggio
 Maria, profumo di Gesù che inebria ed incanta! Lectio della Parola Luca 1,41

 Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo Meditazione Alla vista di Maria, il bambino sussulta nel grembo di Elisabetta, perché Maria porta con se il profumo della grazia di Gesù che già la pervade completamente. La Sua fragranza non può non sentirsi e si percepisce l’ineffabile delicatezza della carezza di Dio su Colei che fu prescelta a Madre dello stesso Creatore. È la creatura che si inebria del profumo di Colui che la generò e che presto avrebbe fatto di Lei incanto per le genti! Quel giorno Maria portava con se il delicato profumo della nascita di Gesù; quell’evento che avrebbe rigenerato la sua e la nostra vita! Ogni giorno possiamo, noi stessi, lasciare che il profumo di Gesù pervada la nostra anima...lasciare che quella luce divina che brilla nel cuore di ogni uomo, si faccia testimonianza di Colui che ci abita e che, in ogni istante, c’insegna ad Amare come Lui ha amato noi!

Fioretto Oggi cercherò di guardare il volto di Gesù impresso nel viso di ogni persona che incontrerò, e mi impegnerò ad amare ognuna di queste persone, diventando, per ciascuna, profumo di Gesù. Mi farò testimone del Suo amore al di là di ogni rancore, nel perdono e nella gioia di Gesù che ci ama!

Giaculatoria Maria, profumo di Gesù che inebria ed incanta, prega per noi



18 maggio
Maria, riflesso di un amore che consola e conforta Lectio della Parola Dal vangelo secondo Luca (Lc 1, 54)

“Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia”. Meditazione Maria, nel Magnificat, invita a ricordare quanto Dio ha fatto per il suo popolo: lo ha soccorso, ha visto la sua miseria, ha visto la condizione servile nella quale versava e ha desiderato di aiutarlo. Egli ha messo mano alla Sua compassione e al Suo infinito amore e non ha abbandonato il Suo popolo in balia delle onde. Ha chiesto a Maria la sua collaborazione per questo grande progetto, per un disegno inimmaginabile e tuttavia possibile! È così venuto incontro al Suo popolo attraverso Maria. Lei, riflesso di un amore che consola e conforta, possa oggi consolare e confortare ciascuno di noi e tutti coloro che vivono nel dolore e nella sofferenza più grande. Maria, Madre che consoli e conforti, allarga le Tue mani verso di noi, stringi le nostre mani e portaci con Te sulle strade della vita.

Fioretto Oggi reciterò almeno 10 Ave Maria, pensando ai casi più disperati e chiedendo a Maria che vada loro incontro.

Giaculatoria Maria, riflesso di un amore che consola e conforta, prega per noi



 19 maggio
Maria, roccia di fede, composta nel dolore! Lectio della Parola Giovanni 19,25

 Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala! Meditazione Maria, affrontò il dolore e la sofferenza con profonda fede, confidando in Colui che, suo creatore, Ella stessa aveva accolto in grembo, e che ora vedeva morire su una Croce che non meritava. Quanto atroce fu il dolore di quella Madre! Ma neppure quella terribile condanna, riuscì a ferire la fede e la forza di Maria, quella forza che, rivestita della sola luce di Dio, non poteva temere alcun male. Ed ecco Maria, al cospetto di quella Croce ma composta e piena di speranza, perché certa che la mano di Dio avrebbe accolto il Figlio con tutta la dolcezza, la grandezza e l’amore di un Padre che non ci lascia. Troppe volte dimentichiamo di confidare in quella stessa fede...troppe volte, le piccole e grandi sofferenze della vita ci mettono in ginocchio e scegliamo la via più facile della resa piuttosto che confidare!

Fioretto Oggi affronterò la giornata facendo leva sulla mia fede! Mi impegnerò ad andare incontro a tutte quelle cose che non vorrei, ma che la vita mi metterà dinanzi, confidando in Dio e nella forza della mia preghiera!

Giaculatoria: Maria, roccia di fede, composta nel dolore, prega per noi!



20 maggio
 Maria, sguardo d’Amore nel silenzio di Dio Lectio della Parola Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 1,1)

 In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio. Meditazione Quando la Parola s’incarnò, ci fu grande silenzio su tutta la terra e uno sguardo d’amore era rivolto verso Dio. Era questo lo sguardo di Maria che, protesa verso l’Eterno, pronunciò una parola: “eccomi”. E il verbo si fece carne, il Verbo era Dio, il Verbo era presso Dio ma volle abitare in mezzo a noi, volle fare casa con noi! Anche il nostro sguardo sia sempre d’amore anche laddove ci sembra di avere intorno il silenzio, perché il silenzio di Dio non è silenzio che tace, ma presenza di Lui che vive in mezzo a noi! Maria aiutaci ad avere il tuo sguardo d’amore, quando siamo persi nel silenzio, perché in esso possiamo ritrovare la presenza di Dio al nostro fianco. Donaci l’Amore che ti ha caratterizzato per tutta la vita, per saper scorgere in ogni momento la mano sicura di Dio che ci accompagna!

 Fioretto Oggi cercherò di fare 10 minuti di silenzio e mi fermerò in religioso ascolto di Dio in una cappella o in una Chiesa.

 Giaculatoria Maria, sguardo d’Amore nel silenzio di Dio! Prega per noi



 21 maggio
 Maria, sguardo di gioia e di tenera presenza! Lectio della Parola Gv. 2,1-5

 “Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c’era la Madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: “Non hanno più vino”. E Gesù rispose: “Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora”. La madre dice ai servi: “Fate quello che vi dirà”. Meditazione A quel matrimonio, a Cana di Galilea, la Madre di Gesù ha guardato Suo Figlio e ha presentato a Lui una necessità degli sposi. Lei che è sguardo di gioia e di tenera presenza, ha presentato a Lui le ansie e le preoccupazioni di una festa che stava per terminare. Maria ha rivolto gli occhi verso il Figlio, facendosi voce del cuore degli sposi. Non poteva non rivolgersi al Figlio, a quel Figlio che tante volte ha tenuto tra le sue braccia! Maria, dolce madre, madre dell’ascolto, Tu ci sai stringere tra le tue braccia ogni volta che non sappiamo come affrontare i nostri problemi. Vieni accanto a noi nel buio della nostra esistenza e diventa faro di speranza per ciascuno di noi. Oggi in questo sguardo amorevole di Maria ci vogliamo fermare. E vogliamo fissare gli occhi su di Lei, Madre di speranza, Madre che ci prende per mano e cammina con noi. Non esitiamo… perché Lei sa accoglierci e guidarci lungo il cammino della vita.

 Fioretto Oggi offro a Maria tutte le mie preoccupazioni e le mie ansie, e mi sentirò avvolto dalla forza delle sue mani. Cercherò, nella giornata di oggi, di recitare 10 Ave Maria da offrire a Lei, quale madre e compagna di vita.

Giaculatoria: Maria, sguardo di gioia e di tenera presenza, prega per noi



22 maggio
Maria, silenzio di un'anima abitata da Dio! Lectio della Parola Lc. 2,18

 “Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore” Meditazione Maria a Betlemme rimane senza parole dinanzi al mistero del Figlio di Dio. Il suo sguardo e il suo cuore sono rivolti verso Dio Padre e rimane in silenzio. Si lascia completamente abbracciare dall’universo di tenerezza di Dio; non c’è spazio per altri sentimenti ed altre emozioni. Vive la meditazione di questo bimbo, conservando nel suo cuore tutti i momenti forti di questo incontro con l’Eterno, il Creatore in Lei creatura. Alcuni pastori, umili operai, si inginocchiano dinanzi a Colui che è il liberatore, dinanzi a Colui che è la speranza di un popolo oppresso. Maria, anima silente, completamente inondata dalla grazia di Dio, approfondisce nel suo cuore ogni piccolo segno di Dio. Maria, silenzio abitato dalla presenza di Dio, donaci di contemplare, nel tuo silenzio, la forza di quel Dio che, nel Figlio Suo, si è fatto vicino ad ogni uomo. Donaci o Maria, la contemplazione del Verbo, per vivere la meraviglia di Dio che si fa piccolo, povero, crocifisso per noi. Fa che mai ci stanchiamo di contemplarlo tra le tue braccia, meditando e ascoltando, nel silenzio, la dolce voce del Padre che sempre è accanto a noi.

Fioretto Oggi cercherò di ritagliarmi durante la giornata 10 minuti di silenzio e guarderò Maria, il suo sguardo dinanzi al Verbo fatto carne, meditando la grandezza di Dio che si fa bimbo per me!

Giaculatoria Maria, silenzio di un'anima abitata da Dio, prega per noi



 23 maggio
 Maria, vento di grazia nella vita di ogni giorno Lectio della Parola Dal Vangelo secondo Luca ( 1, 28-29)

 L’angelo le disse: “Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. Meditazione Maria, come Ti sarai sentita quel giorno quando quel vento di grazia entrò nella Tua vita? Quali sentimenti? Quali emozioni bussarono alla porta del Tuo cuore, Tu che sei vento di grazia ora nella nostra vita? Oso pensare che, in quella piccola casetta di Nazareth, il Tuo cuore palpitasse per Dio. Eri immersa nella Sua profonda grazia e quel vento Ti accarezzò il cuore e l’anima e Tu diventasti madre! Sei rimasta turbata, stupita, per questo saluto così inconsueto, ma poi Ti sei abbandonata alla Sua volontà e quel vento di grazia che Ti colpì diventò poi, per noi, vento di infinita tenerezza. Grazie Madre di speranza, Madre della nostra gioia!

Fioretto Oggi rivolgerò la mia la attenzione a un bimbo che conosco; mi fermerò vicino a lui e contemplerò in lui la bellezza della vita che Dio gli ha donato.

Giaculatoria: Maria, vento di grazia nella vita di ogni giorno, prega per noi



24 maggio
 Maria, via per il cielo e sentiero per la Vita! Lectio della Parola Luca 2,33

 Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui Meditazione Maria, accolse Gesù in grembo per diventare, attraverso di Lui e in virtù di Lui, sentiero di Vita e via per il Cielo. La mente di Maria non avrebbe potuto concepire la grandezza di un tale mistero se il suo cuore non fosse stato pronto ad accogliere la grazia di Gesù senza esitare, solo facendo spazio ad una luce di Vita che l’avrebbe abitata. Lei fu Madre di Colui che la generò, ma il suo stupore non le impedì mai di abbracciare quel mistero e divenirne testimone al di là di ogni stupore. Come poteva Maria non stupirsi di tutto ciò che si diceva di Gesù? Ma Ella mai lasciò che la mente oscurasse il cuore e mai consentì alla piccolezza umana di offuscare quel meraviglioso riflesso d’Amore che la fece divenire Madre del suo Creatore, Madre della Sua speranza e della Sua misericordia...via per il Cielo e sentiero per la vera VITA!

 Fioretto Oggi mi accosterò, con il cuore, a tutti coloro che incontro. Non permetterò alla mia mente di ragionare ma soltanto al mio cuore di donare ed Amare.

Giaculatoria: Maria, via per il cielo e sentiero per la Vita, prega per noi!



 25 maggio
Maria, virgulto di speranza nel cuore di chi ti prega! Lectio della Parola (Lc 11, 27-28)

 Mentre diceva questo, una donna alzò la voce di mezzo alla folla e disse: «Beato il ventre che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte!». 2 Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!». Meditazione Una delle tante donne che ha ascoltato Gesù alza la voce per lodare Colei che ha generato e portato nel grembo il figlio di Dio. Ma Gesù sottolinea che Lei non è grande tanto per la maternità fisica e miracolosa, quanto per il fatto di essere stata fedele discepola, di essere state Madre feconda nella fede prima ancora che fisicamente. Allora Maria, a Te, virgulto di speranza nel cuore di chi Ti prega, ci vogliamo rivolgere, perché in noi, Tuoi fedeli, rinasca la speranza di una vita al Tuo fianco e al fianco di Gesù; perché impariamo ad essere forti nella fede proprio come Te, desiderosi di lasciarci accarezzare dalla forza della Tua anima, per sentirci preghiera viva per Te, inno di gioia e di amore per Te.

Fioretto Oggi reciterò il S. Rosario e, per ogni Ave Maria, penserò al volto di una persona che conosco!

 Giaculatoria: Maria, virgulto di speranza nel cuore di chi ti prega! Prega per noi!



26 maggio
 Maria, anima lieta che il Padre conduce! Lectio della Parola Lc. 1,46

 “Allora Maria disse: “l’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore” Meditazione Maria, si è abbandonata completamente tra le braccia di Dio, senza timore e senza paura. Ha riposto la sua fiducia nel Padre che l’avrebbe condotta lungo il Suo progetto di grazia e di amore. Maria è lieta e gioiosa nel farsi trasportare dal Suo creatore. La sua anima esulta in Dio che è Suo Salvatore, e non ha paura di quanto dovrà affrontare, perché il Suo cuore è in festa. Sente che ogni sua lacrima è perla preziosa al cospetto di Dio. Vede crescere questo bambino, ma non ha nessun timore, lo stringe tra le sue braccia, è una meraviglia di Dio, dono Suo a Lei e dono di Lei a Dio, inabitazione del Creatore in una creatura. Maria, anima lieta che ti fai condurre dal Padre, donaci di magnificare sempre nel nostro cuore le meraviglie di Dio! Facci scoprire la sorpresa di Dio che ci abita; allarga il nostro cuore alla Sua infinita bellezza, e spiana il percorso della nostra vita, rendendoci capaci di lasciarci condurre da Lui, proprio come hai fatto Tu, Madre del cammino, Madre dell’unica vera strada che conduce all’Amore.

 Fioretto Oggi riporterò sul quaderno qualcosa di bello per la quale magnificare Dio nella mia anima.

Giaculatoria Maria, anima lieta che il Padre conduce, prega per noi!




 27 maggio
Maria, Madre che consola quel pianto che a Te si affida! Lectio della Parola Luca 2,21

 [...] gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall'angelo prima di essere concepito nel grembo della madre. Meditazione Quanto è dolce l’arrivo di un bimbo fra le braccia di sua madre! E quanto fu dolce l’arrivo di Gesù fra le braccia di Maria! Lei accolse il Suo primo sorriso e consolò il Suo primo pianto; incrociò il Suo primo sguardo e sentì per la prima volta la Sua manina sfiorarLe il viso. Il Suo nome era Gesù e Maria lo accolse in grembo donando a Lui amore materno, infinito e incondizionato. Accostiamoci a Maria e sentiamo il calore della Sua presenza al nostro fianco. Diventiamo bimbi fra le Sue braccia e lasciamo che sia Lei a consolare il nostro pianto!

 Fioretto Oggi reciterò il S. Rosario pensando, per ogni grano, a qualcosa che mi ha ferito il cuore, e lascerò che sia Maria a consolare il mio pianto, dimenticando, con Lei e per Lei, ogni rabbia e ogni rancore!

Giaculatoria: Maria, Madre che consola quel pianto che a Te si affida, prega per noi!



28 maggio
Maria, Madre che allieta quell’anima che T’implora! Lectio della Parola Salmi 21,11

 Al mio nascere tu mi hai raccolto, dal grembo di mia madre sei tu il mio Dio. Meditazione Maria accolse in grembo il figlio di Dio che si faceva uomo, e Dio li tenne sul palmo della Sua mano, accompagnando con il Suo sguardo quella missione d’Amore che sconfisse ogni dolore. Sin dal primo giorno, Dio raccolse il Suo bimbo dal grembo di Maria e lo tenne stretto a Sé, mentre, in terra, Maria lo accoglieva fra le braccia tenerissime di una Madre che allietava i Suoi giorni. In ogni istante, le braccia di Maria sono pronte ad accoglierci proprio come fece con il suo bimbo, allietando i nostri momenti bui, quando la preghiera si fa implorazione e grido di aiuto. E insieme a Lei siamo sul palmo della mano di Dio: la Sua carezza ci dona ogni giorno speranza e conforto

Fioretto Oggi reciterò il S. Rosario pregando, su ogni grano, per una persona alla quale vorrei donare il mio conforto

Giaculatoria: Maria, Madre che allieta quell’anima che T’implora, prega per noi!



 29 maggio
 Maria, Madre immacolata che, di Dio, fosti luce e presenza! Lectio della Parola 2Corinzi 6,6

 [...] con purezza, sapienza, pazienza, benevolenza, spirito di santità, amore sincero; Meditazione Paolo esorta i ministri di Dio a presentarsi con purezza, sapienza, benevolenza, spirito di santità e amore sincero, anche nelle tribolazioni e in ogni necessità della vita. Le stesse virtù furono anche di Maria che, nella purezza, accolse il suo Gesù, amandoLo profondamente, con pazienza, benevolenza e spirito di santità. E ogni giorno il suo sguardo si rivolge a noi, per esortarci all’amore e alla purezza, lasciandoci plasmare e forgiare, da Gesù, con pazienza e spirito di santità, accogliendo con benevolenza gli insegnamenti della vita, con fede profonda e con il coraggio di chi sa che Lei è sempre con noi.

Fioretto Oggi m’impegnerò ad affrontare con pazienza ogni piccolo o grande problema, accogliendo con benevolenza tutti coloro che incontrerò!

Giaculatoria: Maria, Madre immacolata che, di Dio, fosti luce e presenza, prega per noi!



30 maggio
 Maria, profilo di speranza nel buio d’ogni uomo! Lectio della Parola Siracide 34,14

 Chi teme il Signore non ha paura di nulla, e non teme perché egli è la sua speranza Meditazione Oggi Maria si fa speranza di ogni uomo; speranza che germoglia nei cuori affranti, piccolo ma grande virgulto in grado di rovesciare la pietra del dolore, della sofferenza e dell’indifferenza. Maria non ha temuto nulla perché la sua speranza era riposta interamente in Dio e nulla o nessuno avrebbe potuto far vacillare i suoi passi; niente e nessuno avrebbe potuto ostacolare la gioia che venne dal suo SI. Accogliamo nel cuore quella speranza che guidò i passi di Maria e lasciamo che, per Lei e con Lei, anche i nostri passi si facciano sicuri e forti nel cammino della vita. Perché chi teme il Signore non ha paura di nulla...e non teme, perché EGLI E’ LA SUA SPERANZA!

 Fioretto Oggi accoglierò ogni notizia, bella o brutta che essa sia, riponendo la mia speranza in Maria e lasciando che sia Lei a riportare sempre colore nella mia vita, con l’amore di Dio sempre nel cuore!

 Giaculatoria: Maria, profilo di speranza nel buio d’ogni uomo, prega per noi!




 31 maggio
 Maria, silenzio di fede che rompe ogni indugio! Lectio della Parola Matteo 6,6

Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà Meditazione Nel silenzio di un cuore che s’inginocchia dinanzi a Dio, senza fragore e senza rumore, ma soltanto con umiltà e sincerità, sta la forza di ciascuno per affrontare ogni momento di una vita che a volte si fa dura. Fu il silenzio di fede che condusse Maria al SI e fu quello stesso silenzio che l’accompagnò al fianco del suo Gesù. È il silenzio in cui risuona il canto dell’anima...il silenzio che è preghiera di un cuore che si abbandona a Dio e lascia che la Sua voce si faccia musica dolcissima fra voci stonate e suoni striduli. È il silenzio di chi trova il coraggio di dire SI....Si, mio Signore...SI al Tuo amore, Si alla Tua grazia, SI ad una vita impregnata del Tuo profumo e della Tua dolcissima e delicatissima fragranza!

Fioretto Oggi mi raccoglierò in silenzio e lascerò che il mio cuore si abbandoni a Dio, per ritrovare forza e coraggio fra le Sue mani

Giaculatoria: Maria, silenzio di fede che rompe ogni indugio, prega per noi!


giovedì 23 aprile 2015

Gesù cerca il tuo amore



by donvincenzocarone
Amare Gesù ha delle caratteristiche particolari: dapprima quando si ha il colpo di fulmine, subito si vuol lasciare tutto, si vuol donare tutto anche la vita. Si lascia tutto, si vuol donare la vita e si vuol possedere la Persona che ci ha chiesto l’amore. Queste sono le caratteristiche essenziali, ce ne sono altre. Poiché Gesù è Dio, Iddio è purissimo spirito, l’amore di Gesù deve essere spirituale.
Per amare spiritualmente è necessario fare un salto di fede. Senza la fede un rapporto di amore con Gesù è impossibile. La fede ti fa lasciare tutto quello che ti impedisce e disturba questo rapporto; e ti fa vedere ciò che devi lasciare: le cose inutili e stimolanti delle passioni, il mondo ateo e materialista, la tua stessa vita per donarla a Colui dal quale hai ricevuto l’amore per possederlo in una intimità profonda. Se tu vuoi amare Gesù con un amore puro e santo, senza la fede perdi tempo. Il terzo pensiero è questo: la stranezza. Io lascio il piacere che soddisfa i desideri del mio corpo e del mio cuore, lascio il mondo che offre tante soddisfazioni interessanti, lascio il mio Io, lascio la mia vita in dono al Signore; però non faccio il salto di fede, per cui io rimanendo ancora invischiato nei desideri che il mondo soddisfa dopo aver annullato tutti i principi della morale cristiana, la Chiesa dice che tu sei mondano, presumo di stabilire un rapporto di amore puro e santo con un Essere spirituale, cioè Iddio. Questa è la stranezza. Tu fai al Signore la promesse di lasciare i beni di questo mondo che contraddicono i principi della morale cristiana, specialmente i piaceri della carne e l’affermazione del tuo egoismo; le fai addirittura con un vincolo sacro altissimo che può essere una promessa simile a un giuramento se non addirittura un voto, non senti il bisogno di fare il salto di fede? A chi è che doni questi doni? A Gesù. Ma come prepari il tuo cuore per ricevere il suo amore senza la fede in Lui, senza il salto dalle cose di questo mondo che affonda nel fango della impurità e dell’egoismo, alle cose spirituali? Questa è la stranezza. Da che cosa dipende la preparazione del cuore per ricevere l’amore di Gesù? Per sé, prima dovrebbe avvenire il desiderio di amarlo, il ché comporta appunto l’esclusione dell’amore che ti tiene invischiato nelle cose del mondo. Il tuo desiderio viene esaudito da Gesù dopo che tu hai lasciato tutte le cose di questo mondo che ti portano al peccato, e dopo che hai deciso di donare anche la vita a Lui. Nella meditazione sulla vita di Gesù e sul suo insegnamento tu formi nel tuo cuore il desiderio di amarlo e di essere amato da Lui. Gesù insieme con la vocazione alla vita di fede ti ha dato anche delle gioie che fanno pregustare il suo amore. Nel momento in cui hai cominciato a gustare le cose soprannaturali, ti viene la voglia di lasciare tutto e donare la vita per possedere Gesù. Tu vuoi possederlo non soltanto nella sua identità, vuoi possederlo anche, per quanto è possibile alla sua volontà, nella partecipazione alla sua missione di salvezza della Chiesa e del mondo. Quindi il dono dello Spirito Santo, l’amore di Gesù, non avviene subito, quando cioè tu fai la promessa e anche quando fai il voto. Però questo impegno continuo di lasciare tutto, e di donare la vita nonostante la incompatibilità delle tue fragilità, il tuo impegno deciso è sufficiente a Gesù per credere alla tua fede in Lui. In questo cammino sulla strada della conversione per meritare il suo amore, Gesù ti dona la vocazione ad essere un cristiano fedele affinché tu possa essere tutto, tutta di Gesù, esclusivamente di Gesù, per sempre di Gesù, per partecipare alla sua natura divina, per essere trasformato in un figlio di Dio, e partecipare nella Chiesa alla sua missione di Salvatore del mondo. Non sono le strutture, dice il Papa, non sono le organizzazioni che fanno questo, ma è l’amore di Gesù con il quale tu ami Lui e il prossimo. Gesù, quando chiama un’anima a iniziare il cammino della conversione, le fa pregustare anche se in maniera molto ridotta, la gioia della vocazione alla consacrazione a Lui come sacerdoti, come laici, come laiche.
Ma è chiaro che è impossibile la consacrazione senza la fede, perché soltanto la fede ti inserisce in maniera intima in Gesù. Perché? Perché Gesù è autore e perfezionatore della fede? La fede è credere in Dio e in quello che Egli dice. Quello che Dio dice è Gesù, Lui è la Parola di Dio, Lui è Dio. Sì, è autore della fede, ma proprio Lui personifica la fede, cioè personifica questo dono che il Padre ci ha dato per poterci inserire in Cristo, in modo tale che facendo la sua Parola noi ci inseriamo in Dio, ci inseriamo in Cristo, in Lui diventiamo figli di Dio, e con Lui e per Lui noi partecipiamo alla missione di salvezza nella Chiesa. Ecco la stranezza. Tu hai dato tutto: i beni, i piaceri che il mondo ti offre, e il tuo Io, però non ti sei orientato verso l’amore di Gesù. Per cui tu, non trovando la Persona con la quale devi stabilire un rapporto di amore, frughi nelle spazzature del mondo, di qua, di là, internet, televisione, amicizie, in parrocchia, nel posto di lavoro, capo, spazzino, bidello. Frughi nella spazzatura del mondo per poterti innamorare di qualcuno, di qualcuna, perché non hai cercato l’amore di Gesù, non hai trovato Gesù. Eppure hai dato tutto! A chi hai dato, se non trovi Colui al quale hai dato te stesso?, se non entri in un rapporto di amore con Lui, se non lo possiedi, se non vivi in Lui, se non vivi per Lui? Come fai? Che stranezza! Tanti buoni cristiani non cercano e non trovano Colui che chiede loro di essere amato. Se uno ama Gesù non può non amare la Chiesa, perché la missione di Gesù, praticamente, si chiama Chiesa. La missione di Gesù in che cosa consiste? Nel chiamare alla salvezza. E la Chiesa cos’è? È l’assemblea, la società spirituale dei chiamati alla salvezza. Che stranezza. Sacerdoti che promettono ubbidienza e che promettono di predicare e di amministrare i Sacramenti e di guidare le anime, e poi non sanno amare Gesù, non riescono anche a servire la sposa di Gesù. Voi siete strani o siete nel giusto? Il giusto qual è? È lo sforzo continuo di donare tutto quanto quello che voi siete e avete in modo tale da incontrarvi con Gesù, perché Lui è fedele! Si lascia trovare! È più facile per noi trovare Gesù che non per Gesù trovare noi, perché Gesù ci ama di più di quanto noi l’amiamo. Noi ci nascondiamo dietro le fragilità, dietro le maschere delle parole o dei comportamenti che sembrano buoni ma nascondono invece l’infedeltà, forse il tradimento. Usciamo fuori dalla stranezza. Certamente Gesù, mandato dal Padre, è l’Uomo-Dio che vuole il nostro amore. L’amore comporta lasciare tutto, e voi questo lo avete fatto? Avete pregustato all’inizio della vostra conversione, anche se solo con una promessa, avete pregustato Gesù nella vostra promessa. Non era un sentimentalismo! Era proprio Lui, che si lasciava pregustare da te come Colui al quale tu devi donare la tua vita, col quale devi partecipare alla sua missione di salvezza del mondo. La domanda è questa: è strana la mia conversione alla fede, oppure sono nel cammino, nonostante le fragilità, per arrivare ad amare Gesù? O sono già imbrigliato, inchiodato in qualche innamoramento di qualcuno o qualche cosa che mi porta al peccato? Via! È satana che vi ha ingannato! Schiodate questo innamoramento che Dio ha proibito sia delle cose, e sia delle persone, anche se sono sacre. Schiodate tutto, lasciate libero il vostro spirito, innamoratevi di Gesù: questa è la vostra vocazione alla fede. Non cadete nella stranezza, ma mettetevi, anche se con lo sforzo penoso, faticoso, camminate in questa corsia che vi porta ad amare Gesù, per partecipare con Lui ora alla missione di salvezza nella Chiesa, e poi alla gloria del Cielo.
Don Pierino


sabato 4 aprile 2015

BUONA PASQUA A TUTTI

Buona Pasqua a tutti voi che vi fermate un attimo nel mio blog , che sia di pace e di amore , un abbraccio a tutti



NON SCENDO DALLA CROCE Di Fulton j Sheen,vescovo

Ero uscito di casa per saziarmi di sole.Trovai un uomo che

si dibatteva nel dolore della crocifissione.Mi fermai

e gli dissi:"Permetti che ti aiuti"?Lui rispose:

Lasciami dove sono.

Non scendo dalla croce fino a quando sopra vi

spasimano i miei fratelli.

fino a quando per staccarmi

non si uniranno tutti gli uomini.

Gli dissi"Che vuoi che io faccia?"

Mi rispose:

Và per il mondo e di a coloro

che incontrerai che c è un uomo

che aspetta inchiodato alla croce.