martedì 16 settembre 2014

QUANDO LE CROCI SONO TROPPE



Un uomo viaggiava, portando sulle spalle tante croci pesantissime. Era ansante, trafelato, oppresso e, passando un giorno davanti ad un Crocifisso, se ne lamentò con il Signore così: "Ah! Signore, io ho imparato nel catechismo che Tu ci hai creato per conoscerti, amarti e servirti...ma invece mi sembra di essere stato creato soltanto per portare le croci! Me ne hai date tante e così pesanti che io non più forza di portarle...".

Il Signore però gli disse:"Vieni qui, figlio mio, posa queste croci per terra e esaminiamole un poco... Ecco, questa è la più grossa e la più pesante; guarda che cosa c'è scritto sopra... ".
Quell'uomo guardò e lesse questa parola: sensualità.
Lo vedi?" disse il Signore "questa croce non te l'ho data Io, ma te la sei fabbricata da solo. Hai avuto troppa smania di godere, sei andato in cerca di piaceri, di golosità, di divertimenti...e di conseguenza hai avuto malattie, povertà, rimorsi." "Purtroppo è vero, soggiunse l'uomo, questa croce l'ho fabbricata io! E' giusto che io la porti!". Sollevò da terra quella croce e se la porse di nuovo sulle spalle.

Il Signore continuò: "Guarda quest'altra croce. C'è scritto sopra: ambizione. Anche questa l'hai fabbricata tu, non te l'ho data Io. Hai avuto troppo desiderio di salire in alto, di occupare i primi posti, di stare al di sopra degli altri...e di conseguenza hai avuto odio, persecuzione, calunnie, disinganni."
"E' vero, è vero! Anche questa croce l'ho fabbricata io! E' giusto che io la porti!". Sollevò da terra quella seconda croce e se la mise sulle spalle.

Il Signore additò altre croci, e disse: "Leggi. Su questa è scritto: gelosia, su quell'altra: avarizia, su quest'altra..."
"Ho capito, ho capito, Signore, è troppo giusto quello che Tu dici..."
E prima che il Signore avesse finito di parlare, il povero uomo aveva raccolto da terra tutte le sue croci e se l'era poste sulle spalle.

Per ultima era rimasta per terra una crocetta piccola piccola e quando l'uomo la sollevò per porsela sulle spalle, esclamò: "Oh! Come è piccola questa! E pesa poco!" Guardò quello che c'era scritto sopra e lesse queste parole:"la croce di Gesù".
Vivamente commosso, sollevò lo sguardo verso il Signore ed esclamò: "Quanto sei buono!". Poi baciò quella croce con grande affetto.
E il Signore gli disse:" Vedi, figlio mio, questa piccola croce te l'ho data Io, ma te l'ho data con amore di Padre; te l'ho data perchè voglio farti acquistare merito con la pazienza; te l'ho data perchè tu possa somigliare a Me e starmi vicino per giungere al Cielo, perchè io l'ho detto: "chi vuole venire dietro a me prenda la sua croce ogni giorno e mi segua...Ma ho detto anche: "Il mio giogo è soave e il mio peso è leggero".
L'uomo con le croci riprese silenzioso il cammino della vita; fece ogni sforzo per correggersi dei suoi vizi e si diede con ogni premura a conoscere, amare e servire Dio.
Le croci più pesanti e più grosse caddero, una dopo l'altra dalle sue spalle e gli rimase soltanto quella di Gesù. Questa se la tenne stretta al cuore fino all'ultimo giorno della sua vita, e quando arrivò al termine del viaggio, quella croce gli servì da chiave per aprire la porta del Paradiso.



mercoledì 10 settembre 2014

Maria SS. della Catena

Si può comprendere Maria solo partendo da Cristo. Nel mistero di Cristo si trova sua Madre, la quale svolge con Lui e per Lui la funzione materna nei nostri confronti ed è sempre fedele alla sua vocazione di madre buona. In corrispondenza a quest'atteggiamento di Maria, vi è quello di Dio. E' importante notare che  Maria non trattiene a se gli sguardi, le parole e le suppliche che le sono rivolte: li presenta a Cristo, verso l'amato figlio e verso di Lui intercede amorevolmente  perché Cristo è la sola compiuta "immagine del Dio invisibile",  che realizza la nostra salvezza e la nostra redenzione.  L'attribuzione di numerosi titoli a Maria, sta  a testimoniare proprio la speciale protezione  in ogni nostra particolare esigenza che la nostra limitata natura umana ha bisogno.  La devozione a Maria sotto  il titolo della "Catena" poggia su una tradizione che si presenta in diverse sequenze che fanno riferimento al miracolo avvenuto a Palermo il 18 agosto del 1392 a tre condannati ingiustamente a morte, durante il regno del Re Martino I d'Aragona. Mentre venivano condotti al piazzale del porto per essere giustiziati, si abbatté un forte temporale su Palermo e la loro esecuzione venne rinviata ed essi, incatenati, venivano condotti al riparo nella chiesa posta tra il porto e la città, proprio dove la sera il porto veniva chiuso da una grossa catena che nel gergo popolare  chiamava la "Chiesa della Catena del porto". I poveri condannati a morte  supplicarono la Vergine venerata in quella chiesa di essere liberati. La Madonna li ascoltò e gli  spezzò le  catene. Il Re vedendo tale prodigio li lasciò andare, perché già liberati per volere di Dio.  Maria ci aiuta e ci protegge sempre e intercede come una madre premurosa ad ogni nostra invocazione. E sia così la nostra filiale supplica: " Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio, non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova ma da ogni pericolo liberaci o Vergine Gloriosa e Benedetta" .

http://www.parrocchiachiesamadrelinera.it/MariaVergine/MariaSS.dellaCatena/Maria%20ss.%20della%20Catena.htm

Maria SS. del Lume


PREGHIERA

O Vergine Maria, 
donna senza alcuna macchia
 rivestita della grazia dello Spirito Santo,
mostraci tuo figlio, Gesù,
"sole che sorge per rischiarare
 quelli che stanno nelle tenebre
 e nell'ombra della morte".
Noi ci affidiamo a te,
perchè illuminati e sorretti
dal tuo materno aiuto,
camminando nella novità della vita
che Cristo nostro Signore
 è venuto a donarci
con la sua morte e risurrezione
e fa che un giorno possiamo
 godere della gioia eterna
del santo paradiso. Amen.


INNO a Maria SS. del Lume

Dal torpore più profondo
 l’universo si ridesta
nasce il Cristo, Luce al mondo;
già sfavilla il suo splendor.

E Maria la bianca aurora
del gran sole Genitrice:
dei suoi raggi Ella s’indora
e fa lume ai nostri cuori.

Come cieca un fitto velo
nostra mente ottenebrava
ma la luce del Vangelo
ogni tenebra fugò.

La pia Madre all’alta scuola
del maestro i figli aduna
e la santa sua parola
ad amare ci insegnò.

Caballetta


Quanto lume nel tuo sguardo
l’amorosa tua dolcezza
e carezza, che ogni pena
ci addolcisce e rasserena.

Nel pio lume dei tuoi occhi
della Madre c’è l’amore
c’è il dolore, c’è il sorriso
c’è dischiuso il Paradiso.



 PREGHIERA A MARIA SS DEL LUME

Madre SS. del Lume, Madre della Luce divina che emana da Dio Padre, da Dio Figlio e da Dio Spirito Santo, noi Tuoi figli avvolti come siamo da profonde tenebre che ad ogni momento ci spingono verso mortali precipizi, corriamo a Te, verso la Tua luce per essere illuminati, guidati, protetti e aiutati a percorrere un buon cammino reso sicuro dal Tuo im­macolato chiarore. Ave Maria ...

Madre del Santo Lume
guida chi a Te ricorre
chi t'ama e chi desia
venir vicino a Te

Madre del Santo Lume, la Tua splendida immagine è un libro che ci fa profondamente meditare. Il Tuo sorriso ci incoraggia ad avvicinarci a Te con filiale confidenza per porgerti la nostra mano ed essere trattenuti dal cadere nel fuoco eterno. Ci spinge a donare il nostro cuore al dolcissimo Bambinello che porti in braccio e che Lui, con gesto, che ci ricorda quanto avvenne a Cana dove risaltò il Tuo amore materno, lo offro a Te perché lo purifichi, lo riscaldi e ne faccia sua dimora. Ave Maria ...

Madre del Santo Lume
noi ti doniamo il cuore
fa' che dimori in esso
l'amabile Gesù

Madre SS. del Lume, non possiamo dimenticare le anime del Purgatorio che con tanta ansia attendono la Tua luce che dissipi le pene di quel carcere. Per esse Ti preghiamo. Non tardare a liberarle, special­mente quelle più abbandonate e quelle dei nostri pa­renti, benefattori e amici. Ave Maria ...

Madre del Santo Lume
Luce dei figli erranti
le Anime Purganti
accogli su nel ciel.








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19 Novembre 1988




Un missionario gesuita, Padre Giovanni Antonio Genovese, desideroso di portare con se in missione un'immagine in tela  della Santa Vergine, ma non sapeva come far riprodurre la Madre di Dio; si rivolse ad una donna molto devota alla Vergine e spesse volte aveva avuto delle visioni. Padre Genovese  invitò la veggente a chiedere alla Madonna stessa sotto quale titolo preferiva diffondere la sua devozione. Una mattina del 1722, dopo essersi accostata alla S. Comunione, ritiratasi in un angolo della chiesa, mentre era assorta in Dio vide avvicinarsi la Regina degli Angeli, in aspetto straordinario, bella, graziosa ed amabile. Effondeva dal suo celestiale aspetto un fascio di luce così vivo, così sfolgorante  tale da assaporare la piena Comunione con Dio attraverso la Santa Vergine.
 Ella vide  una schiera di Angeli  che circonda il suo volto, sorreggendo sul capo della Vergine una corona. La Vergine vestita da una lunga veste bianca, una fascia tempestata di gemme preziose le cingeva con leggerezza i fianchi, le pendeva dagli omeri un magnifico manto azzurro. Ella reggeva in grembo Gesù Bambino sorridente. Con la mano destra un'anima peccatrice nell'atto di precipitare all'inferno, e la sinistra un angelo in ginocchio sorreggeva un cestino sul quale Gesù conservava i cuori dei peccatori convertiti, per intercessione della Madre.
Di fronte a questa visione la veggente, disse: perchè oggi, o sovrana Signora, mi onorate della vostra presenza? Perchè alla vostra presenza è coronata dall'amabile Gesù Bambino? La Santa Vergine rispose: "Non ricordi la preghiera che dovevi rivolgermi da parte di quel religioso, che con tanto impegno te ne supplicò? Digli che il suo nobile pensiero mi è gradito, che metto sotto la mia protezione il suo ministero apostolico, che voglio essere dipinta su tela come ora mi vedi e  voglio essere invocata con il nome di Madre SS. del Lume".
Subito Padre Genovese chiamò un pittore al quale la veggente descrisse la visione e raccomandò che la tela corrispondesse al desiderio della MadonnaDopo una prima realizzazione pittorica non fedele all'apparizione, sotto la guida della veggente a cui si manifesto nuovamente la Vergine, il pittore riuscì a realizzare l'opera tanto desiderata.
L'immagine fu portata dalla Sicilia nella città messicana di Leòn dal missionario Giuseppe Ignazio Genovese, fratello di Giovanni Antonio, e che successivamente nel 1849 venne proclamata come patrona della città. La diffusione del  culto si sparse ben presto nel palermitano ed in tutta la Sicilia e successivamente nel mondo, grazie all'opera del Padri gesuiti e dai tanti fedeli devoti. Il 6 febbraio 1738 con un breve atto apostolico Papa Clemente XII autorizzò il Culto a Maria SS. del Lume, stabilì la data della festa nella seconda domenica di settembre e concesse indulgenza plenaria ai devoti che nel giorno a Lei dedicato partecipano santamente e con devozione alla Santa Messa.

messaggio mariano
Ogni particolare della scena con cui la Vergine si è rivelata traspare un profondo significato teologico. Il centro  è Gesù, e Maria intercede alla salvezza dell'uomo , quasi nascosta, ma realmente presente nella sua regalità. Ma per arrivare a questo importantissimo centro bisogna effettuare un percorso di conversione e di abbandono a Colei che rimane fedele agli uomini e a Dio per sempre.
Quell'anima rappresentata strappata dal fuoco e salvata da Maria è una figura che dovrebbe farci meditare sempre più sul nostro cammino spirituale, in essa ci  sono io, sei tu, siamo tutti, senza distinzioni. È l'uomo bisognoso di Grazia, per poter vincere il male.
Sul suo volto  non vediamo né apprensione né spavento, eppure sotto di lui l'inferno è pronto ad inghiottirlo. Simbolo di ogni uomo, sembra non rendersi conto di essere al centro di una battaglia immane che, come dice San Paolo, non è contro creature di carne, ma contro lo spirito del male.
Egli guarda la Vergine e il Figlio, non fa nient'altro. Non sa aiutarsi, non si aggrappa nemmeno alla Mano che salva: soltanto si lascia sollevare. Il suo corpo è armonioso, ma inerte; una mano è cadente, e lo sarebbe anche l'altra se non fosse sostenuta; le ginocchia sono fiacche. Tutto questo significa che, pur vedendo egli il Bene, non ha la capacità di raggiungerlo e ha bisogno della Grazia di Dio. Non sono le sue forze a portarlo a Cristo, Signore dei cuori; non sono le sue forze a trarlo dalle tenebre alla Sua ammirabile Luce.
La sua salvezza non proviene né dai suoi sforzi né dalle sue capacità, ma dalla sola compiacenza di Dio.
Gli occhi non danno lacrime, né dalla bocca esce un lamento, ma il suo volto  non è un volto gioioso. Egli soffre. La sua natura, creata buona e retta, ma poi corrotta in Adamo, è rimasta trattenuta nell'orbita del male e delle cose inferiori. Fermare questo moto e correggerlo è causa di sofferenza. La Redenzione non è senza sofferenza per il redento.
Perché è nudo? Perché a questo egli deve giungere: a spogliarsi di tutto e, nudi e liberi di seguire  Gesù.
Il lenzuolo che lo avvolge non serve a coprire le parti di cui Adamo più si vergognò quando si accorse di avere un corpo, ma per significare il laccio delle passioni che si scioglie e cade, non trovando dove appigliarsi nell'uomo redento il quale, essendo la notte al suo termine e il giorno ormai vicino, si sta spogliando delle opere delle tenebre e si prepara ad indossare le armi della Luce.
A sollevarlo verso la salvezza, è la vergine, che maestosamente umile e alta, ci appare qui come la Portatrice di Cristo, la Soccorritrice, che con materno amore aiuta l'uomo errante sulla terra tra pericoli e affanni.
I Suoi occhi, nel volto pallido, quasi velato di severa mestizia, sono rivolti verso di noi, e sono l'espressione di un invito amorevolmente fermo: Svegliati, tu che dormi, dèstati dai morti, e Cristo ti illuminerà.
Anche gli occhi del Figlio sono rivolti verso di noi perché, come dice il Salmista, i suoi occhi sono aperti sul mondo, le sue pupille scrutano ogni uomo.
    
La figura dell'Angelo che porta il "cestino".Il braccio sinistro di Gesù Bambino  tende verso il cestino, e la sua mano si va aprendo...  Il cestino è pieno di cuori: sono i cuori di quanti, per intercessione della Vergine, hanno ricevuto Gesù da quello Spirito per opera del quale Ella concepì, nella propria carne, lo stesso Gesù. Sono i cuori che il Signore della messe ha raccolto, che Lui ha riscattato con il suo Sangue, e che ora depone nel cestino tenuto dall'Angelo e che rappresenta la Comunione in Dio cioè il Paradiso.
Il Bambino tiene due cuori nelle mani: il cuore che sta nella sua mano destra è il cuore  di un'anima che vive  in quel preciso istante la consolazione di Gesù, ponendolo sul suo cuore e che passerà nella sua sinistra quando questa sarà libera, e di lì verrà posato a sua volta nel cestino. Il Bambino non resterà mai a mani vuote, perché mentre la sua mano sinistra continuerà a deporre cuori nel cestino sorretto dall'Angelo, la sua mano destra, libera e liberatrice, avrà sempre un altro cuore da accogliere. È un'azione che rifiorisce nel tempo e nel mondo; è l'opera della Redenzione.

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lunedì 8 settembre 2014

ROSARIO DELL'INFANZIA DI MARIA


CANTO:
Nome dolcissimo, Nome d'amore, Tu sei il rifugio al peccatore;
Tra i cori angelici è l'armonia: Ave Maria, ave Maria! (2 volte)

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen!

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo. Come era in principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. 
Cuore Immacolato di Maria, Noi ci affidiamo a Te.

Nel 1° mistero

contempliamo Maria, l'Immacola­ta Concezione. Dio onnipotente e misericordioso ha creato Maria, che è sua Figlia prediletta, la sua Mam­ma dolcissima, l'immacolata Sposa del suo Spirito. 
CANTO: Fiore che mai avvizzisce solo Tu sei Immacolata,
la Trinità t'ha voluta Sposa all'Amore infinito. (2 volte) 
Ave, Maria Bambina, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio e Madre nostra, pre­ga per noi peccatori adesso e nell'ora della nostra morte. Amen. (sette volte)
Gloria al Padre... 
Cuore Immacolato di Maria, noi ci affidiamo a Te!

Nel 2 ° mistero

contempliamo Maria SS. nascen­te. La preghiera e l'amore fedele ottennero ai santi Gioachino e Anna di generare la figlia «umile ed al­ta più che creatura»: è Maria, la benedetta fra tutte le donne! 
CANTO: Gli Angeli e i Santi nel Cielo ti acclamano loro Regina,
Aurora che annunci il Signore Ti contempliamo, Bambina! (2 volte) 
Ave, Maria Bambina, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio e Madre nostra, pre­ga per noi peccatori adesso e nell'ora della nostra morte. Amen. (sette volte)
Gloria al Padre... 
Cuore Immacolato di Maria, noi ci affidiamo a Te!

Nel 3° mistero
contempliamo l'Infanzia di Ma­ria nella casa di Nazareth. Pronti al distacco per aver consacrato la Figlia al Signore, Anna e Gioacchino circondano la piccina di tenerissimo amore, che Lei sa ben ricambiare. 
CANTO: Figlia, ci tendi le braccia, nella tua casa ci accogli;
il tuo sorriso di Cielo il cuore ci colma di pace. (2 volte) 
Ave, Maria Bambina, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio e Madre nostra, pre­ga per noi peccatori adesso e nell'ora della nostra morte. Amen. (sette volte)
Gloria al Padre... 
Cuore Immacolato di Maria, noi ci affidiamo a Te!

Nel 4° mistero

contempliamo Maria Bambina presso il Tempio di Gerusalemme. Pur soffrendo la lontananza dai genitori, Maria accetta con amore lo studio, il lavoro, la preghiera della piccola comuni­tà che l'accoglie. È bambina ed è già Donna forte, totalmente abbandonata al Volere di Dio.  
CANTO: Piccola, dolce Maria, piena di grazia Tu sei;
il tuo umile cuore è la dimora di Dio! (2 volte)  
Ave, Maria Bambina, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio e Madre nostra, pre­ga per noi peccatori adesso e nell'ora della nostra morte. Amen. (sette volte)
Gloria al Padre... 
Cuore Immacolato di Maria, noi ci affidiamo a Te!

Nel 5 ° mistero
contempliamo Maria nella fervente attesa del Messia, del Figlio di Dio. Per essere un gior­no totalmente libera di servirlo, Maria consacra ben presto a Dio la sua Verginità. L'umile «Serva del Si­gnore» sarà la Madre del Signore, come la saluterà la cugina santa Elisabetta ed Anna la profetessa. 
CANTO: Tenera madre e maestra, Tu ci conosci per nome;
a Te affidiamo sicuri quanto di vita rimane! (2 volte) 
Ave, Maria Bambina, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio e Madre nostra, pre­ga per noi peccatori adesso e nell'ora della nostra morte. Amen. (sette volte)
Gloria al Padre... 
Cuore Immacolato di Maria, noi ci affidiamo a Te! 
Preghiamo per il Santo Padre il Papa, tutta la Chiesa, i genitori e tutti i bambini del mondo:
Salve, o Regina, madre di misericordia; vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricorriamo, noi esuli figli di Eva; a te sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi quegli occhi tuoi misericordiosi. E mostraci, dopo questo esi­lio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.  
CANTO: Mentre trascorre la vita,
solo tu non sei mai,
Santa Maria del cammino
sempre sarà con te.
Vieni, o Madre, in mezzo a noi,
vieni, Maria, quaggiù,
cammineremo insieme a Te
verso la libertà. 
NB. Le varianti nell'Ave Maria valgono solo per questo Rosario; è bene non usarle in altri contesti, per evitare inutili polemiche.

LITANIE A MARIA BAMBINA

O Dio, nostro Padre, abbi pietà di noi
Gesù, Figlio di Dio, abbi pietà di noi
Spirito Santo, Dio abbi pietà di noi
Trinità beata, unico Dio abbi pietà di noi
Maria Bambina, Amore dello Spirito Santo, prega con noi
Maria Bambina, delizia del Figlio, prega con noi
Maria Bambina, gloria del Padre, prega con noi
Celeste Bambina, Regina degli Angeli, prega con noi
Celeste Bambina, gioia dei Santi, prega con noi
Celeste Bambina, sollievo al Purgatorio, prega con noi
Santa Bambina, solo Tu immacolata, prega con noi
Santa Bambina, piena d'ogni grazia, prega con noi
Santa Bambina, stella del Paradiso, prega con noi
Gioiosa Bambina, dimora dell'Altissimo, prega con noi
Gioiosa Bambina, umile di cuore, prega con noi
Gioiosa Bambina, mite e vittoriosa, prega con noi
Dolce Bambina, conforto ai sofferenti, prega con noi
Dolce Bambina, richiamo ai peccatori, prega con noi
Dolce Bambina, respiro di preghiera, prega con noi
Gesù, Figlio del Dio Vivente, liberaci dal peccato
Gesù, Figlio della Vergine, ascoltaci pietoso
Gesù, nostro mite Fratello, abbi pietà di noi 

Preghiera a Maria Bambina


“Ti saluto, o Maria, Rosa candidissima del puro
amore, Rosa senza spine,
Giglio fragrante di ogni dolce purità e bellezza vera.
Ti saluto, Bambina soave, incanto di Paradiso, Gioia
inesausta dell’Eterno Divin Padre!
Ti saluto, mistica Margheritina nascosta- ma ben
nota a Dio.
Fiore di campo, stupendo e singolare, del Celeste
Giardino, che però mai sfiorisci!
Ti saluto, o vaga Rosa del Cielo: amata da Dio,
osannata Dagli Angeli, lodata dagli uomini buoni!
O Tu, Maria, divina, mistica Rosa senza spine, ottieni
a noi mortali l’Amore, la Luce, la Pace del Celeste
Regno. Amen

domenica 7 settembre 2014

STORIA IN BREVE DI MARIA BAMBINA SS.


Le origini storiche deI culto della natività di Maria non sono molto conosciute; le prime tracce appartengono alla liturgia orientale. Se noi occidentali apriamo il calen­dario della Chiesa orientale greca scopriamo che l'anno li­turgico non incomincia alla fine di novembre e in avvento, ma con il 1° settembre. In tal modo la prima grande festa dell'anno nuovo dell'oriente cristiano è quella della nascita di Maria. I latini, primi fra tutti i romani, intorno al secolo VIII, presero dai greci questa festa che da Roma si diffonderà poi in tutta la Chiesa d'occidente. In Milano, il culto della natività di Maria sembra risalire al secolo X, mentre il duomo dedicato a 'Maria nascente' sa­rà consacrato il 20 ottobre 1572 da san Carlo Borromeo. Non lontano dal duomo, nella casa generalizia delle Suore di carità, in via santa Sofia, si apre un santuario do­ve, in una culla di bronzo dorato, è custodita un'immagine miracolosa di Maria Bambina. OuaI è l'origine e la vicenda del simulacro? Intorno agli anni 1720-1730 suor Isabella Chiara Fornari, francescana di Todi, modellava volti in cera di Gesù bam­bino e di Maria bambina; era questa un'espressione della devozione ai misteri dell'infanzia di Gesù e di Maria, tipica del '700. Un simulacro in cera, raffigurante Maria in fasce, fu dona­to a mons. Alberico Simonetta e, alla sua morte (1739), l'effigie passò alle suore Cappuccine di santa Maria degli angeli in Milano, che ne divulgarono la devozione. Gli anni che vanno dal 1782 al 1842 segnano la sop­pressione, decretata prima dall'imperatore Giuseppe II e poi da Napoleone, delle varie congregazioni religiose. Il si­mulacro è portato da alcune suore Cappuccine presso il convento delle Agostiniane, poi dalle Canonichesse latera­nensi; sarà quindi affidato al parroco don Luigi Bosisio, perché lo trasmetta a un istituto religioso che possa man­tenerne viva la devozione. Questo simulacro avrà, come suo penultimo porto, un luo­go di sofferenza: l'ospedale Ciceri di Milano. Lì verrà affi­dato dal Bosisio a suor Teresa Bosio, superiora delle Suore di carità di Lovere (Bg), congregazione religiosa fondata nel 1832 da Bartolomea Capitanio. Queste suore che il popolo chiamerà in seguito 'di Maria Bambina', presenti in Milano dal marzo del 1842, erano state chiamate dal card. Gaysruck per l'assistenza ai malati dell'ospedale. Al Ciceri, suore e malati si rivolgono ben presto a Maria Bambina per ottenere forza, speranza e protezione. Nel 1876, in seguito al trasferimento della casa generalizia e del noviziato, il simulacro passerà in via santa Sofia. L'effigie di Maria Bambina ha ormai oltrepassato il secolo: il volto in cera appare scolorito e sciupato dal tempo; vie­ne così sostituita con un'altra immagine, mentre quella originale sarà riesposta l'8 settembre di ogni anno all'inter­no della casa religiosa. E' il 1884... Nella cronaca dell'anno si legge: "...erano le ore sette del 9 settembre 1884... La madre si reca nell'infermeria per la visita alle ammalate e, preso il santo simulacro, va di let­to in letto porgendolo alle suore ammalate perché lo ba­cino. Giunge alla postulante Giulia Macario, da più giorni aggra­vatissima. Questa si sforza di avvicinarsi alla Celeste Bam­bina, con parole affettuose chiede la guarigione. Subito si sente per tutto il corpo un fremito misterioso. 'Sono gua­rita!', esclama. Si alza e cammina". Da allora, il 9 settembre di ogni anno, si festeggia il 'gior­no del miracolo'. Dal 16 gennaio, poi, dell'anno successivo si nota un fatto straordinario: l'immagine di cera, scolorita e ingiallita, comincia a diventare così bella da sembrare "una bambina vera".

Questi fatti danno il via ad un nuovo periodo della devozione a Maria Bambina:
1885      - 2 giugno: il simulacro viene trasportato in una cap­pella più ampia, per facilitare l'afflusso ai fedeli;
1886      - 6 febbraio: mons. A. Polin, vescovo di Adria e Ro­vigo, celebra per la prima volta la santa Messa davan­ti alla sacra effigie;
1887      - 24 maggio:  in Brescia viene benedetta la prima chiesa dedicata dall'istituto a Maria Bambina;
1888      - 8 settembre: nella casa generalizia di Milano il si­mulacro è trasportato in una nuova cappella.

Sono anni scanditi da un accorrere di fedeli: la devo­zione popolare si estende. Numerose le grazie ottenute. Nel 1904, l'allora superiora generale, suor Angela Ghezzi, chiede ed ottiene dalla Santa Sede il permesso di incoronare il miracoloso simulacro. La cerimonia si svolge il 31 maggio dello stesso anno: il card. Ferrari, assistito da altri vescovi, mette un diadema d'oro alla piccola effigie. Il gesto è interpretato da molti, e in particolare dalle reli­giose, come una risposta della Vergine alla preghiera che, parecchio tempo prima, la giovane fondatrice Bartolomea Capitanio, aveva rivolto a Maria, invitandola ad "alzare dalla culla la tenera manina" e a benedire tutti. Maria Bambina accompagna le vicende tristi e liete degli anni successivi: sono gli anni del primo conflitto mondiale e del dopoguerra. Il 9 settembre 1934 si festeggia il cinquantesimo anniver­sario del primo miracolo e il 26 aprile 1935 viene celebra­ta nel santuario, scelto fra i 72 santuari maggiori dell'archidiocesi, la santa Messa giubilare della redenzione. Il popolo è raccolto in preghiera per ottenere il dono della pace. Scoppia il secondo conflitto mondiale. Il 21 novembre 1942, in piena guerra, nel giorno in cui ri­corre il centenario dell'ingresso del simulacro nell'istituto, papa Pio XII esorta le suore a "implorare dalla Celeste Bambina il ritorno di quella pace nella cui attesa tutto il mondo sanguina e geme" (Vaticano, 13 novembre 1942). La situazione, però, peggiora: la guerra miete vittime e causa dolore, disperazione e distruzioni. Milano, come molte altre grandi città, diventa luogo di rappresaglie e bersaglio ai numerosi bombardamenti. Si teme per la sorte del simulacro. Nel febbraio del 1943 è trasportato a Maggianico di Lecco, mentre il 15-16 agosto un violento bombardamento è sferrato contro la città; il santuario e parte della casa generalizia vengono distrutti. Sotto le macerie si ritrovano numerosi ex voto contorti e anneriti: saranno raccolti come 'frammenti' di speranza e di sicura protezione della Vergine. Con la ricostruzione della casa, il simulacro ritorna a Milano in una sede provvisoria. Il 5 ottobre 1951 è posta la prima pietra del nuovo santuario, che sarà consacrato nei giorni 20 e 21 novembre 1953 dal card. Ildefonso Schuster, arcivescovo di Milano. Lì troverà la sua degna collocazione. La storia di amore, di preghiera e di fiducia giunge fi­no ai nostri giorni: Maria Bambina continua ad essere nella Chiesa “speranza e aurora di salvezza”. Nella settimana dall'8 al 15 settembre 1984 viene celebra­to il centenario del primo miracolo e il 4 novembre succes­sivo papa Giovanni Paolo II, presente in Milano per la con­clusione delle celebrazioni in onore di san Carlo Borro­meo, visita il santuario, affidando all'istituto "quella conse­gna" che gli viene dal cuore: "C'è un capitolo nella spiri­tualità mariana che sembra specialmente aperto alla vostra contemplazione: Maria Bambina. Un mistero poco cono­sciuto. Io penso che voi avete un compito grande: di ap­profondire questo mistero". Da quel giorno, davanti alla piccola immagine di Ma­ria, arde una lampada "pro pontifice nostro Joanne Pau­lo". La sosta di amore e di preghiera in santuario è stata per tutte le suore una nuova dolcissima grazia di Maria.
dal web


Preghiera a Maria Bambina


O graziosa Bambina,

nella felice tua nascita hai rallegrato il Cielo,

consolato il mondo, atterrito l'inferno;

hai recato sollievo ai caduti, conforto ai mesti,

salute ai malati, la gioia a tutti,

Ti supplichiamo:

rinasci spiritualmente in noi,

rinnova il nostro spirito a servirti;

riaccendi il nostro cuore ad amarti,

fà fiorire in noi quelle virtù

con le quali possiamo sempre più piacerti.

O grande piccina Maria, sii per noi "Madre",

conforto negli affanni, speranza nei pericoli,

difesa nelle tentazioni, salvezza nella morte.

Amen.



NON SCENDO DALLA CROCE Di Fulton j Sheen,vescovo

Ero uscito di casa per saziarmi di sole.Trovai un uomo che

si dibatteva nel dolore della crocifissione.Mi fermai

e gli dissi:"Permetti che ti aiuti"?Lui rispose:

Lasciami dove sono.

Non scendo dalla croce fino a quando sopra vi

spasimano i miei fratelli.

fino a quando per staccarmi

non si uniranno tutti gli uomini.

Gli dissi"Che vuoi che io faccia?"

Mi rispose:

Và per il mondo e di a coloro

che incontrerai che c è un uomo

che aspetta inchiodato alla croce.